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Giornata della Memoria, alla Rocca la cerimonia e il messaggio del sindaco Gori

È stata una cerimonia sobria, come l’orrore che viene ricordato richiede, con un discorso del sindaco Gori, una lettura da parte di studenti del Liceo Sarpi di alcuni brani di uno scampato ai lager nazisti e un altro breve discorso del presidente della Associazione Italia-Israele Carlo Saffiotti

Bergamo. Sabato 27 gennaio alla Rocca in Città Alta c’è stata una prima celebrazione (ne sono previste molte) in occasione del Giorno della Memoria a ricordo dell’Olocausto di quasi sei milioni e mezzo di ebrei (a cui vanno aggiunti tutti gli zingari, omosessuali e in qualche modo “diversi” che i nazisti riuscirono a prendere) nei campi di concentramento.

È stata una cerimonia sobria, come l’orrore che viene ricordato richiede, con un discorso del sindaco Gori, una lettura da parte di studenti del Liceo Sarpi di alcuni brani di uno scampato ai lager nazisti e un altro breve discorso del presidente della Associazione Italia-Israele Carlo Saffiotti.

Presenti i rappresentanti della Regione, Provincia e delle varie istituzioni militari e di Polizia, alcuni assessori tra cui Marzia Marchesi delegata alla Pace, e i gonfaloni delle associazioni d’arma e ex-combattenti.

Il discorso del sindaco Gori è stato molto chiaro, eloquente nello specificare le responsabilità dell’Olocausto e del pericolo del risorgere dell’antisemitismo e antisionismo e ha poi indicato in maniera precisa le responsabilità del nuovo massacro di ebrei in Israele del 7 Ottobre provocato dai terroristi di Hamas e l’orrore della conseguente guerra di Israele contro questo gruppo terroristico, dicendo anche che: “Non si tratta di dimenticare l’eccidio del 7 ottobre, e neppure che tutto questo – compreso il sangue di donne, bambini e anziani palestinesi – è stato voluto, pianificato, ricercato dai capi di Hamas per mandare per aria il processo di pacificazione conseguente agli Accordi di Abramo e ricompattare il mondo arabo contro Israele. A loro, in primo luogo, va attribuita la responsabilità della tragedia che sta vivendo il popolo palestinese”.

Giornata della Memoria 2024, le cerimonie a Bergamo

Non ha mancato anche di criticare il governo israeliano per la sua parte di responsabilità per l’attuale situazione in quell’area così martoriata, evitando però di cadere nel rischio di identificare il governo con la popolazione. (Così come gli iraniani non sono gli ayatollah e i turchi non sono Erdogan -ndr-).

In conclusione si è augurato che la pace prevalga e che Israele e i Palestinesi trovino un accordo, citando il Presidente Mattarella “Coloro che hanno sofferto il turpe tentativo di cancellare il proprio popolo dalla terra – ha detto ieri il presidente Mattarella – sanno che non si può negare ad un altro popolo il diritto ad uno Stato”.

Il sindaco ha poi concluso dicendo: “Serviranno immensi sforzi e nuove leadership, servirà che la forza della democrazia arrivi là dove le armi stanno fallendo”. (Purtroppo non è chiaro con chi Israele dovrà fare la pace, ma questa è una domanda che tutti si pongono e nessuno ha ancora una risposta -ndr-).

I rappresentanti della Associazione Italia-Israele hanno infine posato delle pietre ai piedi della lapide che venne posta nel 1984 a ricordo dei deportati ebrei bergamaschi nei campi di concentramento e stermino. (Il gesto di posizionare pietre di visita è significativo nelle pratiche di lutto ebraiche. Piccole pietre vengono posizionate da coloro che visitano le tombe come atto di ricordo e rispetto per il defunto. Questa pratica rappresenta una partecipazione alla mitzvah – opera buona – della sepoltura).

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