Sorpresi con la droga alla fermata del bus, finiscono in manette
La polizia locale di Bergamo, impegnata in un servizio contro lo spaccio in Malpensata, ha tratto in arresto un 26enne e un 40enne
Bergamo. Confabulavano alla fermata del bus di via Zanica, senza sapere che gli agenti della polizia locale di Bergamo li stavano tenendo d’occhio. Erano infatti impegnati in un servizio mirato contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, visti i numerosi esposti dei residenti della Malpensata. Con un’auto civetta e personale in borghese, coadiuvato dall’unità cinofila e da un’altra pattuglia in divisa, stavano presidiando il quartiere quando hanno notato i due extracomunitari alla pensilina.
Si sono avvicinati per controllarli: S.E., nigeriano di 40 anni, si è dato alla fuga e mentre scappava ha gettato a terra qualcosa. L’uomo è stato raggiunto dagli agenti, che nel frattempo avevano recuperato 3 pezzi di hashish per un totale di 200 grammi dei quali il fuggitivo si era liberato.
M.B., marocchino di 26 anni, è invece rimasto sul posto. Il cane dell’unità cinofila ha segnalato la presenza di droga ed è stato lo stesso giovane a consegnare due involucri, uno con 5 grammi di cocaina e l’altro con 2,5 grammi, oltre a 580 euro in contanti.
I due stranieri sono finiti in manette per detenzione ai fini di spaccio e mercoledì 24 gennaio sono stati accompagnati in tribunale. Il marocchino ha dichiarato di vivere a Seriate ospite di una connazionale e di lavorare saltuariamente come muratore. Ha spiegato di far uso di cocaina e di hashish e che la droga che aveva con sé era per uso personale. Il pubblico ministero ha chiesto la convalida dell’arresto e, vista l’incensuratezza e la collaborazione al momento del controllo, nessuna misura cautelare. L’avvocato Michele Agazzi ha invece chiesto che l’arresto non venisse convalidato, dato che non c’erano prove rispetto all’attività di spaccio. Il giudice ha accolto le richieste dell’accusa.
Il nigeriano ha dichiarato di vivere a Mapello con la sua compagna italiana, di essere in Italia dal 2016 e di lavorare saltuariamente come coltivatore e per una ditta di carico e scarico. Considerato un precedente specifico e il fatto che si sia dato alla fuga alla vista degli agenti, il pm ha chiesto la convalida dell’arresto e la misura cautelare del divieto di dimora in Bergamo. L’avvocato Fabio Marongiu si è rimesso e il giudice ha accolto le richieste del pubblico ministero.
Il processo con rito direttissimo è stato rinviato al prossimo 24 marzo.



