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Il Disturbo Specifico dell’Apprendimento in età adulta e l’importanza di una specifica diagnosi

La diagnosi di DSA permette di avere gli ausili necessari per affrontare con più serenità i test di ammissione all’Università, il percorso universitario, i concorsi pubblici, l’esame di teoria per la patente di guida e, in generale, l’ambito lavorativo

Si stima che in Italia ogni anno 300.000 studenti si affaccino al mondo del lavoro e che circa il 4% di essi abbiano un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA). Nonostante il tema sia ad oggi molto noto, ci sono tuttora molti adulti e giovani adulti che, pur sperimentando quotidianamente fatiche legate alla capacità di leggere, scrivere e/o fare calcoli in modo rapido e/o corretto, non hanno mai ricevuto una specifica diagnosi.

Perché parlare di DSA in età adulta?

La dislessia, così come gli altri DSA, in età adulta non scompare e può costituire un problema che può limitare le capacità nel percorso scolastico o accademico o nella carriera lavorativa.

Le Linee Guida del 2011 ricordano, infatti, come “nonostante nel corso dell’età evolutiva si verifichino processi di compensazione funzionale che migliorano notevolmente le prestazioni dei ragazzi con DSA, il substrato biologico non scompare e può condizionare in maniera significativa le attività accademiche, richiedendo un impegno personale supplementare e strategie adeguate per aggirare le difficoltà.”

Quindi, nonostante, gli adulti possano, nel tempo, aver sviluppato strategie, più o meno funzionali, per rendere meno visibili queste problematiche è evidente come tali prestazioni non vengano svolte in modo automatico e l’utilizzo di tali tecniche richieda, comunque, sempre uno sforzo attivo.

Quali possono essere i possibili segnali della presenza di DSA in età adulta?

Molti adulti, ripensando al loro vissuto scolastico, indipendentemente dai risultati ottenuti, rilevano nella loro storia la presenza di un’importante fatica e di un notevoledispendio di tempo ed energia. È importante, quindi, riflettere su questo e domandarsi se tale fatica accompagni tuttora il nostro vissuto: impiego più tempo del previsto per leggere la pagina di un libro? Quando scrivo commetto molti errori di ortografia? Devo pensare a lungo a come si scrivono le parole? Ho difficoltà a svolgere calcoli mentali senza usare un foglio di carta?Faccio fatica a distinguere la destra dalla sinistra? La mia grafia è difficile da decifrare? Ho difficoltà a ricordare il significato di ciò che ho letto? Mi capita di confondere date, orari e di perdere qualche appuntamento? Sono lento in molte attività? Ho difficoltà a ripetere i mesi dell’anno all’indietro? Riesco a tenere a mente i numeri di telefono?

Se molti di questi quesiti ricevessero una risposta affermativa tutte queste criticità potrebbero essere, dunque, il segnale della presenza di un Disturbo Specifico Dell’Apprendimento.

Quali potrebbero essere le difficoltà maggiori che una persona che sospetta di avere un DSA potrebbe incontrare, abitualmente, nel mondo del lavoro?

In primis il classico affaticamento legato alle abilità di lettura, scrittura e calcolo. Si potrebbero, infatti, incontrare criticità nella lettura a prima vista, nella decodifica di una grande quantità di materiale scritto (nel caso, ad esempio, nella preparazione di riunioni, conferenze e progetti ecc.), nella scrittura corretta e leggibile di documenti, appunti, e-mail, promemoria e messaggi presi al telefono, così come nel compilare adeguatamente fatture, moduli, fogli di calcolo, nell’eseguire velocemente calcoli a mente o anche nel pronunciare, leggere, scrivere e copiare cifre in modo accurato.

Inoltre, oltre alle abilità più strumentali sul piano degli apprendimenti, non bisogna dimenticare che i DSA portano con sé delle fatiche a livello neuropsicologico. Potrebbero, quindi, sperimentare difficoltà nelle abilità organizzative che potrebbero manifestarsi ad esempio, con dimenticanza di appuntamenti, confusione di orari e/o luoghi di riunioni/seminari, fatiche nel rispetto delle scadenze e, in generale, nella gestione del tempo.

Le fragilità legate alla memoria a breve termine e al mantenimento dell’attenzione sostenuta potrebbero, invece, indurre fatiche nel mantenere la concentrazione prolungata su uno stesso compito, nel ricordare quanto detto alle riunioni o nel prendere appunti così come nell’elaborazione di informazioni quando non vi sono supporti visivi o uditivi.

Allo stesso modo, per via degli aspetti procedurali legati a deficit nella memoria di lavoro si potrebbe sperimentare qualche disagio, ad esempio, nell’ esecuzione rapida di calcoli a mente così come nell’abilità di sequenziamento (come sistemare documenti in un ordine preciso).

Perché richiedere una diagnosi a questa età?

I motivi possono essere molteplici, prima di tutto, per una maggiore consapevolezza personale. Come abbiamo già detto, molte persone hanno sperimentato nel corso della loro carriera scolastica una fatica eccessiva, tanti di loro si sono sentiti più volte ripetere la famosa frase “sei bravo ma non ti applichi…”, alcuni hanno interrotto il loro percorso di studi perché lo sforzo richiesto era notevolmente maggiore rispetto a quello dei loro compagni e i risultati erano scarsi o non paragonabili all’impegno profuso. Anche chi ha avuto successo nella vita ricorda la fatica che ha accompagnato questo percorso e che oggi sperimenta, ancora, nella quotidianità e/o nella vita lavorativa; rendendosi conto che questa non è una sensazione comune tra i colleghi. È, quindi, importante dare un nome a quella difficoltà, conoscendo i nostri punti di forza e di debolezza e avendo chiaro cosa dipenda da noi e cosa da altro; dandosi, così, la possibilità di vedersi sotto una nuova luce.

Avere l’opportunità di scoprire che in realtà quelle criticità con cui abbiamo sempre convissuto a scuola, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni non dipendono unicamente da caratteristiche personali (mancanza di voglia, poca applicazione, scarsa intelligenza o dal fatto di non essere portato) potrebbe, infatti, darci l’occasione di avere una seconda chance per dare una svolta alla nostra vita: concludendo il proprio percorso scolastico, iscrivendosi all’università o, semplicemente,  vivendo la propria carriera scolastica, formativa e lavorativa in maniera differente e più soddisfacente.

In secondo luogo, avere una diagnosi permette di avere con sé tutti gli ausili necessari per affrontare con più serenità i test di ammissione all’Università, il percorso universitario, i concorsi pubblici, l’esame di teoria per la patente di guida e, in generale, l’ambito lavorativo.

Inoltre, essendo una valutazione che riguarda vari aspetti (non solo legati all’ambito degli apprendimenti, ma anche ad aspetti più neuropsicologici inerenti funzioni come linguaggio, memoria, attenzione, pianificazione ecc nonché al livello cognitivo) può essere fondamentale per le procedure medico-legali necessarie per la richiesta di eventuale invalidità così come per porre una diagnosi differenziale con patologie psichiatriche, neurologiche e sensoriali.

Come è possibile ottenere una diagnosi in età adulta?

È necessario rivolgersi a centri pubblici o specialisti privati accreditati che dispongano di test e di professionisti esperti nella somministrazione di batterie adatte a valutare il profilo di un adulto.

Se sentite il bisogno di un approfondimento e/o avete la necessità di procedere con una valutazione contattate il Centro allo 035 233974 o scrivete a info@centroetaevolutiva.it