Brembate, l’amante ottenne il posto in biblioteca: tutti assolti i 4 imputati
Secondo l’accusa i due bandi erano stati preparati su misura per consentire la vittoria della donna che aveva una relazione con un funzionario comunale
Brembate. Tutti assolti. Il Collegio giudicante ha emesso la sentenza nei confronti di Roberto Togni, all’epoca responsabile del settore Affari generali e servizi alla persona del Comune di Brembate, imputato per abuso d’ufficio; Serena Pagliaro, tra il 2016 e il 2018 volontaria del servizio civile prima e di quello di leva civica poi, accusata di falso; Giusy Doneda, funzionaria in biblioteca accusata di abuso d’ufficio e falso e Franca Moroli, ex segretario comunale, anche lei accusata di abuso d’ufficio.
Sono i protagonisti di una vicenda che era nata sugli sviluppi di una causa di separazione fra Togni e la moglie. Pino, uno dei legali di quest’ultima, in seguito a indagini difensive s’era imbattuto in quelle che secondo lui erano irregolarità commesse in Comune. E così aveva presentato una denuncia in Procura. Stando alle contestazioni, i due bandi per i posti in biblioteca erano stati costruiti su misura per consentire la vittoria a Serena Pagliaro, che aveva una relazione con Roberto Togni, accusato di non essersi dimesso dalla commissione cui spettava il giudizio. Al funzionario comunale veniva contestato anche l’affidamento senza procedura pubblica del servizio di gestione affitti delle case popolari alla ditta dove poi era stata assunta Pagliaro.
L’ex segretario Moroli secondo l’accusa aveva negato l’accesso agli atti del Comune all’avvocato Marco Pino, che si è costituito parte civile, mentre Doneda e Pagliaro avevano falsificato le presenze, facendo figurare la volontaria in biblioteca quando lavorava all’Anagrafe.
Ma, giunti alle conclusioni del processo, è stata la stessa pm Letizia Ruggeri a chiedere l’assoluzione per tutti gli imputati, fatto salvo per Togni, per il quale aveva chiesto la condanna ad un anno per aver favorito Pagliaro con il bando.
L’avvocato di parte civile, Riccardo Tropea, ha chiesto un risarcimento per 5mila euro di cui 2mila di provvisionale.
Gianluca Quadri si è occupato della difesa di Moroli: “La mia cliente si è giocata la carriera per questa vicenda” e di Doneda.
Michele Ribaudo ha difesa Togni e Pagliaro: “Stiamo parlando di una retribuzione di 3,71 euro all’ora che la mia cliente percepiva in Comune, in sostanza la raccolta di pomodori in Campania”.
I quattro imputati sono stati tutti assolti per tutti i capi con formula piena perché il fatto non sussiste.



