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Sovere, spaccia cocaina vicino a una fontana: 25enne in manette

Nascosti sotto le foglie 68 grammi di droga e 1.750 euro in contanti

Sovere. Era seduto su una panchina vicino a una fontana, stava spacciando cocaina. La teneva nascosta ai suoi piedi, sotto un mucchio di foglie ma non sapeva che i carabinieri della stazione di Lovere lo stavano tenendo d’occhio.

Erano circa le 15 di lunedì 22 gennaio e i militari avevano organizzato un servizio in divisa e in borghese per prevenire lo spaccio di stupefacenti. In particolare stavano controllando un’abitazione di via Sora a Sovere, dato che alcuni residenti avevano segnalato un via vai sospetto. Così si sono appostati ed hanno notato un ragazzo entrare nella palazzina e uscire qualche minuto dopo. Fermato, gli è stato trovato nel vano portaoggetti dell’auto un piccolo pezzo di cocaina, oltre ad una valigia e un giubbotto dentro al quale c’era un passaporto kosovaro.

I carabinieri hanno inviato la foto ai colleghi ancora appostati in via Sora, i quali hanno individuato l’uomo nei pressi di una fontana poco distante dall’appartamento attenzionato. Hanno visto un cliente avvicinarsi, hanno assistito allo scambio di denaro in cambio della droga e, poco dopo hanno fermato l’acquirente che ha confessato di aver appena acquistato 1 grammo di cocaina.

Così il kosovaro, M.L. di 25 anni, è stato identificato e perquisito. Appena sotto la panchina c’erano 7 dosi di cocaina già confezionate per un totale di 12 grammi, una palla di coca da 56 grammi e 1790 euro in contanti.

Il giovane è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e portato in caserma.

Martedì mattina è stato accompagnato in tribunale: al giudice ha dichiarato di aver ricevuto la droga da un’altra persona ed ha spiegato che le dosi venivano confezionate nell’appartamento. Lui, arrivato in Italia lo scorso 16 gennaio, le stava vendendo in attesa del ritorno di quello che ha definito “l’autista”, il quale si era allontanato per portare l’auto a riparare.

Il giudice ha convalidato l’arresto e, su richiesta del pubblico ministero, ha disposto il divieto di dimora in Bergamo e provincia. Su richiesta di termine a difesa dell’avvocato Alice Zonca, il processo è stato rinviato al 2 aprile.

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