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Omicidio di Morengo, la Corte d’appello dimezza la pena per Sandra Fratus: da 21 a 11 anni

La donna, dopo anni di maltrattamenti, aveva accoltellato e ucciso il suo convivente Ernst Emperor Mohamed, nigeriano di 31 anni, nell’appartamento che condividevano

Morengo. Pena dimezzata in appello per Sandra Fratus, la 51enne che il 26 novembre 2022 uccise con una coltellata al cuore il suo convivente, il nigeriano Ernest Emperor Mohamed, di 31 anni.

Il 14 giugno 2023 la Corte d’Assise di Bergamo aveva condannato la donna a 21 anni, mentre la Corte d’appello di Brescia venerdì 19 gennaio l’ha condannata a 11 anni. Né in primo né in secondo grado è stata riconosciuta la legittima difesa, ma il tribunale bresciano ha tenuto conto delle condizioni di fragilità in cui viveva la donna, maltrattata dall’uomo che aveva accolto in casa cinque anni prima di quel fatidico giorno in cui, esasperata, ha impugnato l’arma e l’ha colpito a morte.

Quella sera Ernest era rientrato intorno alle 22.20. Aveva bevuto e Sandra aveva deciso di fare la sostenuta perché era arrabbiata con lui, dato che era rimasto fuori tutto il giorno. Lui era andato in camera per ricaricare il cellulare e, non trovando più il caricabatteria, aveva iniziato ad inveire contro la convivente, a lanciare oggetti, prendere a calci il calorifero fino a spaccare due ante dell’armadio. Aveva quindi afferrato la compagna per un braccio sbattendola sul letto e facendole urtare violentemente la schiena contro la testiera.

La lite tra i due conviventi era poi proseguita in cucina, dove la tavola era ancora apparecchiata: la donna aveva cenato ma aveva lasciato qualcosa da mangiare anche per lui. Sandra Fratus piangeva e Ernest l’aveva colpita con uno schiaffo in faccia. A quel punto la 51enne aveva afferrato dal tavolo un coltello e aveva sferrato al compagno un unico fendete, che però aveva raggiunto il cuore, lasciandolo esanime sul pavimento.

La donna aveva chiamato il figlio, poi i soccorsi e i carabinieri. Aveva anche tentato di rianimare Mohamed praticandogli il massaggio cardiaco, ma ormai non c’era più nulla da fare. Quando le forze dell’ordine erano entrate in casa aveva dichiarato tra i singhiozzi: “Non volevo, mi ha picchiata, io lo amo”.

Omicidio di Morengo, il sopralluogo dei carabinieri