Crac della Mountain Security, l’ex sindaco Morandi, la moglie e il vice chiedono l’abbreviato
Si discuterà il prossimo 4 luglio dopo che il gup avrà sentito il curatore fallimentare della società che vede i tre imputati per bancarotta fraudolenta
Valbondione. Hanno chiesto tutti e tre di poter essere giudicati con rito abbreviato solo dopo che il giudice delle udienze preliminari avrà sentito in aula il curatore fallimentare della Mountain Security Srl. Il giudice ha accolto la richiesta ed ha rinviato l’udienza preliminare al prossimo 4 luglio.
Così l’ex sindaco di Valbondione Benevenuto Morandi, la moglie di lui Aurora Semperboni e l’ex vicesindaco Claudio Conti beneficeranno dello sconto di un terzo della pena. La vicenda è quella legata al crac della società, fallita nel 2016, che controllava la Stl, la Sviluppo turistico Lizzola partecipata dal Comune, fallita anch’essa.
Gli imputati, secondo l’accusa, fecero uscire 4 milioni e 200 mila euro dalla Mountain Security in favore della Stl. Morandi è ritenuto amministratore di fatto, mentre la moglie e Conti si sono susseguiti come amministratori unici.
Ci sarebbe quindi un intreccio con il procedimento relativo ai soldi spariti dai conti correnti di 47 clienti della private banking della filiale di Intesa Sanpaolo di Fiorano al Serio, che Morandi dirigeva, per il quale è stato condannato a 3 anni e 2 mesi. L’ex sindaco è stato invece assolto dall’accusa di aver rubato due milioni e mezzo di euro dal conto dell’allora amico Gianfranco Gamba. Il quale avrebbe voluto costituirsi parte civile nell’attuale processo relativo al che al fallimento della Mountain, ma il giudice non ha accolto la sua richiesta.
Gamba era infatti proprietario del 100% delle quote della società, che deteneva anche il 58% delle quote della Stl, ed ha sempre dichiarato che Morandi aveva utilizzato i soldi senza informarlo. Ma secondo la difesa Gamba non poteva non sapere di queste operazioni, essendo titolare della Mountain.


