Scuola al giro di boa: i consigli degli insegnanti per affrontarla al meglio
Ci troviamo a 120 giorni circa dalla conclusione della scuola e questo periodo richiede un impegno crescente da parte degli studenti
Inizia una fase cruciale dell’anno scolastico. Ci troviamo a 120 giorni circa dalla conclusione della scuola e questo periodo richiede un impegno crescente da parte degli studenti.
Mentre si avvicina il traguardo, diventa essenziale adottare strategie e approcci efficaci per massimizzare il rendimento in vista degli ultimi compiti ed esami. Per fornire una guida preziosa in questo tratto finale, abbiamo chiesto agli insegnanti alcuni consigli che possano orientare gli allievi verso un successo significativo e consentire loro di affrontare brillantemente questi mesi.
Matteo Finardi, docente di storia e inglese alla scuola primaria di Zanica, spiega: “Un consiglio per superare l’anno è sicuramente quello di studiare e fare esercizi tutti i giorni almeno un’ora al giorno, organizzarsi con i compiti per tempo evitando la ‘studiatona’. Utile è anche trovarsi con i compagni di classe magari più bravi in alcune materie che possono esercitare vere azioni di tutoraggio. Per gli studenti delle superiori consiglio di partecipare agli sportelli help organizzati dai vari istituti per il recupero delle carenze nelle varie discipline”.
Ma c’è un metodo di studio più efficace da applicare? “Ogni studente – specifica Matteo Finardi – acquisisce il proprio metodo di studio, alcuni imparano tramite mappe concettuali e schemi, in storia si utilizzano i quadri di civiltà. Alcuni alunni si trovano benissimo scrivendo riassunti o sintetizzando. Anche le immagini possono aiutare a memorizzare. Fondamentale è sottolineare le cose più importanti e focalizzarsi sulle parole chiave. Per avere risultati gli studenti possono ripetere la lezione ai genitori, a un compagno di banco utilizzando le domande per lo studio. Il video può essere utile per ripassare o per capire con maggiore chiarezza anche argomenti difficili. Alla scuola primaria si possono utilizzare lapbook e giochi interattivi con domande e risposte che si possono trovare all’interno dei libri di testo oppure in internet su wordwall ad esempio per la scuola primaria – https://wordwall.net/it-it/community/primaria – o risorse didattiche su Diginsegno – https://app.diginsegno.it/app/home”.
Per avere una formazione migliore può essere utile approfondire tramite film, spettacoli teatrali e libri: “Gli approfondimenti tramite film sono molto utili perché un film è in grado di coinvolgere maggiormente gli studenti ed è un’attività che stimola riflessioni e dibattiti sulle tematiche affrontate. Gli spettacoli teatrali sono molto consigliati soprattutto per la scuola primaria dato che gli alunni possono diventare anche attori in scena e vivere un’esperienza indimenticabile. Ci sono molte compagnie teatrali nella bergamasca e tutte propongono spettacoli interessanti e dalle tematiche attente all’educazione civica e alla sostenibilità ambientale, come Teatro del Tamburino, Teatro Daccapo e Pandemonium teatro. I docenti già danno molti consigli di lettura per cui i libri sono utilissimi per approfondire argomenti di studio soprattutto alle medie e superiori. Una ricetta segreta invece è fare in modo che l’alunno capisca che la scuola è un’opportunità. Gli studenti devono essere curiosi di imparare, desiderosi di apprendere, farsi guidare dai loro docenti che consigliano appunto articoli di giornale, libri, film, mostre e spettacoli teatrali. Tutto ciò che interessa è facile da memorizzare e da ricordare, siate curiosi e mai stanchi di imparare perché potrete farlo per tutta la vostra vita” – aggiunge Finardi.
Indicazioni su come affrontare brillantemente gli ultimi mesi dell’anno scolastico arrivano anche da Clementina Gabanelli, docente di diritto all’Istituto Mario Rigoni Stern di Bergamo: “Ai miei studenti dico sempre, un po’ per scherzo e un po’ seriamente, pancia a terra e studiare… Non si può pensare che, se si è fatto poco o niente nel primo quadrimestre, si possa recuperare magicamente tutto da qui a giugno…se non affidandosi ai miracoli“.
In merito a quale sia la metodologia di studio più efficace da applicare, Gabanelli afferma: “Credo che il metodo di studio sia abbastanza individuale, noi insegnanti possiamo dare suggerimenti, spetta poi allo studente trovare il metodo più efficace per lui. Importante, a mio avviso, soprattutto nelle scuole tecniche e professionali dove le discipline di studio sono tante, è l’organizzazione: creare un planning settimanale, per non ritrovarsi a studiare tutto all’ultimo minuto“.
Ma basta studiare o serve approfondire gli argomenti con collegamenti a film, spettacoli teatrali e libri? ”Oggi – annota la professoressa – nessun insegnante si limita alla lezione frontale. Tutti applichiamo la c.d. didattica multimediale, ma studiare è fondamentale per acquisire le conoscenze necessarie, quindi si può approfondire. Gli studenti possono creare video, clip, podcast per esporre in modo innovativo e accattivante quanto appreso. In conclusione: cari studenti, impegno e senso di responsabilità, senza dimenticare la leggerezza”.
Francesca Tasca, docente di lettere al Liceo Mascheroni di Bergamo, dichiara: “Potrei dare alcuni suggerimenti pratici, alcune strategie di organizzazione del tempo e dello studio, come, ad esempio:
– procedere dai carichi più pesanti ai carichi più leggeri (ossia: prima i compiti più gravosi, impegnativi, lunghi; andando a scalare verso quelli più rapidi, leggeri, semplici quando comincia a farsi sentire la stanchezza)
– dividere il tempo totale dello studio in unità di tempo minori abbastanza omogenee (es. 50 minuti) e poi prevedere una piccola pausa (es. 10 minuti), così da creare un ritmo
– ricordare sempre che ‘Consistency is better than intensity’, ossia: la costanza prevale sull’intensità; il lavoro regolare, quotidiano, costante è più efficace, dà risultati migliori sulle abbuffate di studio dell’ultima ora. Pensare in termini di corsa di resistenza non di velocità. Anche se bisogna prevedere alcuni scatti, specie in vista del traguardo.
– ricordare che ciascuno ha il proprio “stile di apprendimento” (visivo, uditivo, …) a seconda della proprio tipo di intelligenza (teoria di Gardner); bisogna quindi capire ciò che funziona meglio per il nostro tipo di mente: ad esempio, se ho uno stile auditivo mi rende molto più ascoltare un pod-cast sull’argomento che farmi schemi riassuntivi con frecce e colori”.
“Al di là di queste piccole strategie pratiche, è però importante, anzi fondamentale, che ciascun ragazzo e ciascuna ragazza vadano a nutrire la motivazione profonda di quello che stanno facendo. Perché sto studiando? Qual è la mia motivazione? ‘Motivazione’ è una parola che, ricordiamolo, ha la stessa radice di ‘motore’. Quindi: che cosa mi muove, che cosa mi mette in moto? Insomma: la domanda da porsi non è ‘come’ ma ‘perché’. Trovando la risposta a questo interrogativo, si delineano conseguentemente anche le strade” – conclude Tasca.


