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L’anno del Drago, tu che animale sei?
Draco - collage fotografico, frottage e fuliggine - 40x50 cm. 2024

Secondo l’astrologia cinese il 2024 è l’anno del Drago. Nella cultura occidentale, questa mitica figura è strettamente connessa a vari elementi, acqua, aria, terra, fuoco, luce, vento, elettricità – è un essere visibile e invisibile capace di sorprendere, affascinare, incenerire, divorare

Come potremmo dimenticare quegli antichi miti che stanno all’origine di tutti i popoli, i miti dei draghi che nell’attimo estremo si tramutano in principesse? Forse tutti i draghi della nostra vita sono principesse, che attendono solo di vederci una volta belli e coraggiosi. Forse tutto l’orrore non è in fondo altro che l’inerme che ci chiede aiuto. Rainer Maria Rilke

L’anno si è concluso e, come spesso accade, gennaio porta con sé bilanci, nuovi propositi e speranze future. Il tempo sembra scandire non solo i ritmi di una natura silente, pronta per il futuro risveglio primaverile, ma anche cadenzare quegli spazi umani all’interno dei quali ognuno di noi – sin dall’Antichità – si augura di riempire con desideri, aspettative e proiezioni future – tra realtà
oggettiva e anche, a volte, con un po’ di scaramanzia.

Gennaio, dal latino Ianus, prende il nome da una divinità romana; questo mese venne infatti introdotto nel calendario romano nel 700 a.C. e, tra natura divina e intuizioni, gennaio incarna così magia, profezia e astrologia. L’oroscopo ha origini molto antiche; i Babilonesi divisero il cielo in dodici sezioni, all’interno delle quali, ogni costellazione, conferiva il nome ai vari segni zodiacali, nel momento in cui il sole, rispetto alla terra, si trovava nel preciso istante della nascita; ma non furono solamente i Babilonesi a osservare e studiare i fenomeni celesti, a loro si susseguirono altre civiltà, come quella indiana, maya e cinese.
Quest’ultima non si è sviluppata attraverso il calendario astrologico solare, bensì lunare, poiché il calendario cinese stabilisce che ad ogni annualità corrisponda, con una ciclicità pari a dodici anni, un animale – tenendone in considerazione esclusivamente dodici, determinando inoltre quattro pilastri del nostro destino: “l’animale annuale, l’animale interno, l’animale vero e l’animale segreto”.

Molte sono le leggende astrologiche tramandate nella cultura cinese. La più curiosa e interessante narra le ultime ore di vita terrena del Buddha, il quale volle chiamare a sé tutti gli animali per salutarli prima del suo commiato ma, soltanto dodici accolsero il suo invito. Per onorare la loro fedeltà, decise di chiamare ogni anno, dei dodici del ciclo lunare, con il nome degli animali che
avevano accolto la sua chiamata e per stabilire un ordine, dal primo all’ultimo, organizzò una gara, chiedendo loro di attraversare un fiume. Il primo ad arrivare fu il topo che, per battere gli altri, si sedette furbescamente sul dorso del bue e, una volta giunto di fronte al Buddha, scese dal dorso, e così poté salutarlo per primo. Insieme al topo, quindi, arrivò il bue, seguito successivamente dalla tigre, poi dal coniglio, drago, serpente, cavallo, capra, scimmia, gallo, cane e infine il maiale. Tutti animali esistenti e reali, tranne uno, il Drago, ed è questa straordinaria figura mitologica a caratterizzare l’anno appena iniziato, il 2024.

Nell’astrologia cinese, il Drago è un simbolo molto importante e venerato. Si ritiene che esso sia un essere divino che porti fortuna, felicità e prosperità. È considerato un simbolo di potere, saggezza e forza ed è associato a protezione e benevolenza. Nell’oroscopo cinese, il Drago è uno dei dodici segni dello zodiaco ed è associato a qualità come fiducia, vitalità e ambizione.
Si ritiene che i nati sotto il segno del Drago abbiano la capacità di realizzare grandi cose nella vita e siano considerati leader naturali. I nati sotto questo segno portano con sé la speranza di un futuro luminoso e di successo. Inoltre, il Drago è associato alla nozione di “essenza vitale” o “energia vitale” ed è considerato una divinità che presiede su fiumi, laghi e oceani.

Drago

Draco – collage fotografico, frottage e fuliggine – 40×50 cm. 2024

Nella cultura occidentale, questa mitica figura è strettamente connessa a vari elementi, acqua, aria, terra, fuoco, luce, vento, elettricità – è un essere visibile e invisibile capace di sorprendere, affascinare, incenerire, divorare. Eroi e santi uccidono e squartano il Drago, simbolo istintivo di un mondo primordiale, lasciandosi alle spalle il caos, emblema della ragione che trionfa sulla bestialità per salire e meritare il cielo, mentre per gli alchimisti è un essere attivo, fiammeggiante, ardente, un tutt’uno di luce e ombre, veleno e terapia, un essere che trasforma e che può condurre, quindi, alla saggezza.
Nei Bestiari Medievali, il Drago è ampiamente raffigurato, tant’è che lo troviamo dipinto nelle miniature o scolpito sui capitelli a capo delle colonne, rappresentato in tutta la sua contorta sinuosità e, a volte, è persino ricamato sui paramenti sacri, come a voler indicare la sua presenza concreta, reale e mostruosa sulla terra, in quanto incarnazione del male e del paganesimo. La lotta contro di lui diventa quindi una modalità di paragone utile per evidenziare come le forze del bene siano chiamate a lottare contro il male. Eroi, santi e angeli lo combattono a spada tratta – Tristano, cavaliere della tavola rotonda, lo uccide e come prova della sua vittoria lo porta a re Marco; i santi Giorgio e Michele lo annientano con lancia, spada e armatura, mentre Clemente, Marta e Margherita lo sconfiggono con la preghiera. Molti gli artisti riprenderanno, più avanti, dopo il Medioevo, la vicenda di san Giorgio, come il pittore Paolo Uccello nel dipinto “San Giorgio e il Drago” datato 1470 – considerato il primo esempio italiano di pittura su tela.

Personalmente trovo questo dipinto straordinario, soprattutto per le molteplici e possibili chiavi di lettura. Affascina, sorprende, fa sorridere la figura femminile per niente spaventata, quasi impassibile, la quale tiene il drago avvolto da un sottile guinzaglio allentato, come un docile e mansueto cagnolino, forse per indicarci che la vera forza è quella interiore, imperscrutabile, sapiente e tutta d’un pezzo. Stupenda la raffigurazione della grotta, quasi una tenda o un igloo, la quale potrebbe ricordare e condurci al mito della caverna di Platone, in un dialogo tra interno ed esterno, ciò che sta dentro di noi – le catene, l’ignoranza, la chiusura, il buio – e la capacità di riuscire a emergere e ad uscire da queste costrizioni, verso le intuizioni, le idee, la conoscenza, la luce e il bene. Il santo è rappresentato senza aureola, è umano, terreno, simile a noi, aiutato nella sua diatriba con il Drago dalla tempesta che si prefigura sullo sfondo come un grande occhio, quasi metafisico come fosse un intervento divino che presta aiuto al cavaliere.
Infine il Drago, colpito dalla lancia del santo, mostra la profondità delle sue fauci simbolo del luogo infernale e degli abissi demoniaci.

Drago

Paolo Uccello – San Giorgio e il drago – Olio su tela – 1470 National Gallery Londra

Tornando all’astrologia cinese, scopri qual è l’animale che ti rappresenta:
IL TOPO: 1936, 1948, 1960, 1972, 1984, 1996, 2008, 2020
IL BUE: 1937, 1949, 1961, 1973, 1985, 1985, 1997, 2009, 2021
LA TIGRE: 1938, 1950, 1962, 1974, 1986, 1998, 2010, 2022
IL CONIGLIO: 1939, 1951, 1963, 1963, 1975, 1987, 1999, 2011, 2023
IL DRAGO: 1940, 1952, 1964, 1976, 1988, 2000, 2012, 2024
IL SERPENTE: 1941, 1953, 1965, 1977, 1989, 2001, 2013, 2025
IL CAVALLO: 1942, 1954, 1966, 1978, 1990, 2002, 2014, 2026
LA CAPRA: 1943, 1955, 1967, 1979, 1991, 2003, 2015, 2027
LA SCIMMIA: 1944, 1956, 1968, 1980, 1992, 2004, 2016, 2028
IL GALLO: 1945, 1957, 1969, 1981, 1981, 1993, 2005, 2017, 2029
IL CANE: 1946, 1958, 1970, 1982, 1994, 2006, 2018, 2030
IL MAIALE: 1947, 1959, 1971, 1983, 1995, 2007, 2019, 2031

Bibliografia:
– M. Pastoreau, Bestiari del Medioevo, Ed.Einaudi 2012.
– Il Libro dei Simboli Ed.Taschen 2011
– Oroscopo di 雲⽂⼦

Giovanni Fornoni ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano. All’attività di artista affianca quella di docente. Con i suoi Bestiari sovrappone o accosta la condizione umana a quella animale, indagando simbolicamente fatti di cronaca contemporanea, mettendo in rilievo verità ataviche, antropologiche, sociali e culturali.

Immagine dell’opera: Draco – collage fotografico, frottage e fuliggine – 40×50 cm. 2024
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