Da Michela Murgia ad Alessandro Baricco: i libri da non perdere
Un viaggio tra le novità dell’editoria: nuove pubblicazioni e attesi arrivi
Scrivere è fermare i pensieri e dare loro mille nuove vite. È non aver paura – e averne moltissima – di spogliarsi di tutte le incertezze, le controversie, i difetti, i desideri inesplosi, i sogni a metà.È regalare a emozioni e verità un tempo infinito. Spazi incontrastati. Mondi dai confini labili.
Scrivere è il miglior modo di amare, la miglior forma di sopravvivenza e di superamento e di accettazione.
Così, fissando ciò che ti sfiora, quel qualcosa diviene improvvisamente più giusto e vero; spesso meno pesante. Più tuo. Tuo e di chi lo sa leggere.
Così, la tua storia prende forma e valore nei cuori di tanti e assume significati e sfumature che mai avresti pensato, disegnando prospettive che nemmeno credevi potessero appartenerti.
E, sempre così, quelle parole saranno galeotto di un amore coraggioso, speranza per chi temeva di averla persa, ispirazione per avventure e piccole e grandi rivoluzioni.
Difficile, se non impossibile, stilare una lista dei libri che hanno segnato maggiormente il 2023 e più a lungo saranno ricordati. Ci si proverà, nel tentativo di tracciare un piccolo viaggio tra i titoli più navigati nell’anno appena concluso e che si presume resteranno nella memoria collettiva – proseguendo poi con accenni a ciò che invece ci attende, riportando qualcuno dei più attesi titoli in uscita nel 2024.
Michela Murgia – “Tre ciotole”
Se non per l’operato, quantomeno per la persona. E sì: anche per l’operato, indubbiamente. Capace delle giuste parole, Michela Murgia si è sempre distinta per quella rara dote di non lasciare mai indifferenti. In questo romanzo, che altro non è che un valzer di storie e riflessioni sulla complessità delle relazioni umane, l’autrice, scomparsa lo scorso agosto a seguito di una grave malattia, non è da meno. Racconti, intrecci, persone che si mescolano e confondono sono gli ingredienti perfetti e la mano sapiente di Murgia è probabilmente la sola che avrebbe mai potuto dar loro una tale interezza.
Jon Fosse – Io è un altro
Il Premio Nobel per la Letteratura 2023 è stato assegnato all’autore norvegese Jon Fosse “per le opere teatrali e i romanzi innovativi che hanno dato voce all’indicibile”. Quello che è stato definito il “minimalismo di Fosse” è uno stile fortemente riconoscibile, fatto dell’essenziale. Come in “Io è un altro”, dove c’è tutta disarmante semplicità dell’essere vivi e di sentirsi realmente tali nelle piccole cose. Nei dettagli.
Benedetta Tobagi – La Resistenza delle donne
La 61esima edizione del Premio Campiello ha visto trionfare Benedetta Tobagi con il suo “La Resistenza delle donne”. Con un libro nato dalle immagini e costruito sul coraggio, l’autrice ribadisce ancora una volta l’importanza di non girarsi dall’altra parte, di non dare le spalle alle giuste lotte. E di parlarne.
Ada d’Adamo – Come d’aria
Di vincitrice in vincitrice: il Premio Strega 2023 è stato assegnato ad Ada d’Adamo per il suo romanzo d’esordio “Come d’aria”, un’autobiografia delicata e pungente al tempo stesso che unisce madre e figlia in una danza di corpi e cuori.
Alessandro Baricco – Abel
Il ritorno alla narrativa di Alessandro Baricco è tutto in “Abel”, da lui definito un ‘western metafisico’ e che western metafisico è davvero a una prima, seconda, terza lettura. Ma che sa anche essere molto, tutto di più.
In “Abel”, i tempi si rincorrono e le vite entrano in collisione le une con le altre, senza nulla spostare e inevitabilmente spostando tutto. Il lettore si muove leggero tra le parole curate e attentamente scelte dall’autore e non può che immergersi nell’altalena di eventi presentati. In un viaggio che vale tutta l’attesa di un ritorno.
Emmanuel Carrère – V13
“V13” di Emmanuel Carrère è il libro vincitore del Premio Strega Europeo 2023: l’autore francese fa luce sulla serie di attentati terroristici avvenuti a Parigi nel 2015 tra il Bataclan, lo Stade de France e alcuni bistrot. Un reportage lucido e puntuale scandito in tre parti, tutte a restituire una completezza che merita di essere incontrata.
Cristina Rivera Garza – L’invincibile estate di Liliana
Un libro che parla di un femminicidio passato che fa riflettere sul presente e interrogare sul futuro. Un libro che non conosce tempi, di quelli che non sanno passare. Che s’interroga su come raccontare il dolore delle vittime e dare un senso a tutto quel dolore, semmai ce ne fosse uno.
Annie Ernaux – Perdersi
Annie Ernaux, Premio Nobel per la Letteratura 2022, proprio non sa non sorprendere e non emozionare. Con “Perdersi”, un ‘diario in pubblico’ ad hoc, Ernaux mette su carta tutte le pieghe di un amore che straripa, incapace dell’attesa, frenetico, passionale. Di un amore affamato della vita.
Daniele Mencarelli – Fame d’aria
Nella semplice esattezza di “Fame d’aria” di Daniele Mencarelli c’è tutta l’emozione di un padre così fragile e forte e del suo figlio autistico – ‘a bassissimo funzionamento, per dirla con il protagonista – e delle loro avventure che sanno di tenero e hanno tutte le sembianze della realtà così com’è.
Martin Amis – La storia da dentro
“La storia da dentro” è il libro postumo di Martin Amis, scomparso a maggio all’età di 73 anni. Un testo di difficile catalogazione, ma che forse, come tutte le grandi opere, non ha bisogno di etichette per essere riconosciuto tale.È un po’ un romanzo che diviene poesia; un altro po’, un’infinita poesia che si rende romanzo. Da leggere per leggersi.
Prince Harry – Spare. Il minore
Il romanzo più venduto dello scorso anno è “Spare. Il minore”, autobiografia del Principe Harry, fratello minore di William. Tra confessioni e crude, per la maggior parte scomode verità, Harry si è preso la scena e ha destato curiosità e interesse nei lettori di tutto il mondo.
Le parole, come i sogni, non ci bastano mai. E allora ecco che ci saranno sempre un nuovo libro, un’altra storia per cui emozionarsi, un autore da conoscere e riconoscere, un’ultima pagina a chiudere qualcosa e aprirsi a mille orizzonti.
Anche l’anno appena iniziato ha ottime premesse: tra i diversi titoli in uscita nel 2024, ce n’è qualcuno decisamente molto atteso.
Michela Murgia – Dare la vita
Ancora Michela Murgia, anche qui. Ancora lei. “Dare la vita” è un saggio ed è la prima opera postuma dell’autrice recentemente scomparsa. Curato da Alessandro Giammei, questo volume vuole essere risposta e luce: sui temi più disparati. Dalla sua famiglia queer ai legami di sangue; dalla gravidanza alla maternità.
Toshikazu Kawaguchi – Quando il caffè è pronto
Nell’elencare i titoli più attesi di questi prossimi mesi, sarebbe impossibile non accennare a questo, forse il più aspettato: “Quando il caffè è pronto”. Il quinto – forse ultimo? – romanzo di Toshikazu Kawaguchi sul caffè più conosciuto del, e desiderato al, mondo. Un nuovo capitolo di quello che da subito è diventato un vero e proprio fenomeno letterario.
Silvia Avallone – Cuore nero
A fine gennaio, Silvia Avallone, vincitrice nel 2010 del Premio Campiello Opera Prima con “Acciaio”, torna con un romanzo che narra “una storia di condanna e di salvezza che indaga le crepe più buie e profonde dell’anima per riempirle di compassione, di vita e di luce”.
Banana Yoshimoto – Che significa diventare adulti?
Un saggio di domande e tentativi di risposta. Un saggio per interrogarsi, per navigare tra le nostre crepe, per trovare il punto da cui entra la luce quando tutto attorno è buio e difficile. Uno stimolo alla riflessione a tutte le età.
Michael Cunningham – Day
Dopo oltre dieci anni, Michael Cunningham torna con un nuovo romanzo in cui presenta la vita di un insegnante insoddisfatto e della famiglia della sorella, il lockdown, i sogni che non si realizzano, i social che distolgono, le emozioni che non ammettiamo di provare.


