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Arlecchino Viaggi, per l’agenzia la responsabilità degli ammanchi è di una dipendente

Prima udienza della causa collettiva promossa da Federconsumatori che vede coinvolti 55 clienti: avevano pagato soggiorni e biglietti aerei mai prenotati e non rimborsati

Seriate. Tutte le responsabilità sarebbero da attribuire ad una dipendente, secondo la tesi dei legali che rappresentano l’agenzia di viaggi Arlecchino di Seriate, portata in tribunale da 55 persone in una causa collettiva promossa da Federconsumatori. Clienti che si sono ritrovati nell’estate 2023 con le vacanze rovinate: biglietti pagati di aerei e traghetti risultati poi non validi, prenotazioni mai avvenute per soggiorni per i quali era già stato versato il corrispettivo.

Giovedì 11 gennaio si è tenuta la prima udienza a carico della società, che doveva costituirsi in giudizio entro il 2 gennaio ma che invece lo ha fatto fuori termine direttamente in aula. I difensori hanno chiesto inoltre l’autorizzazione a citare in giudizio anche le due assicurazioni dell’agenzia di viaggi, ovvero quella professionale e quella del fondo statale istituito dal codice del turismo in caso di dissesto finanziario.

L’avvocato di Federconsumatori Rita Persico, che assiste i 55 clienti, si è opposta in quanto ritiene che non ci siano prove della responsabilità della dipendente e che comunque, anche nel caso in cui fosse lei l’origine delle mancate prestazioni, secondo il codice civile la responsabilità dell’operato dei dipendenti ricade comunque sul datore di lavoro.

La prossima udienza è fissata per il 16 maggio.