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Viveka Assembergs: “L’arte è un tormento, un fuoco che hai dentro”

Raggiunge la giusta condizione per esprimersi attraverso la scultura e, nel 2006, partecipa alla mostra tattile “Un senso per l’arte” allestita negli spazi dell’ex Chiesa di Sant’Agostino

Viveka Assembergs nasce a Stoccolma nel 1959. Si trasferisce in Italia durante l’infanzia. Spirito artistico per natura e formazione famigliare, studia presso il Liceo Artistico Statale di Bergamo.
Inizia l’attività lavorativa come grafica pubblicitaria presso uno studio cittadino, per poi dedicarsi alla decorazione ed al restauro.

Esegue la scenografia per la mostra dedicata al bicentenario dell’Accademia Carrara di Bergamo nell’ex Chiesa di Sant’Agostino. Realizza il grande murale in Piazzetta Manzù, tratto da un’opera del grande maestro.

Raggiunge la giusta condizione per esprimersi attraverso la scultura e, nel 2006, partecipa alla mostra tattile “Un senso per l’arte” allestita negli spazi dell’ex Chiesa di Sant’Agostino.
La sua prima personale, “Occorono le ali”, presentata da Domenico Montalto, viene inaugurata nel 2007 presso il Centro San Bartolomeo di Bergamo.
Quale finalista al concorso promosso dalla rivista Arte Mondadori, espone uno dei suoi ultimi lavori al Museo della Permanente di Milano nel 2009.
Nel 2012 espone un nuovo ciclo di opere, realizzato per lo più in ceramica raku, nella personale “Domani e Dopodomani” tenutasi nuovamente presso gli spazi espositivi del Centro San Bartolomeo di Bergamo.

La prima mostra internazionale a Berlino nel 2014. Nel 2015 porta in Svezia le sue opere con la mostra Here/Elsewhere. L’anno seguente espone a Barcellona.
Viene ospitata, con una personale, nel 2017, nella sede storica del Credito Bergamasco, nel cuore della città di Bergamo.

Nell’ottobre del 2018, esegue una installazione di opere in vetroresina per la mostra “Da qui”, nello spazio museale ‘Le Stanze’ di Trescore Balneario. La sua opera “La linea della vita” è esposta permanentemente presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, nel progetto “The Tube One”.

Vive e lavora a Torre Boldone, Bergamo

Qual è il tuo rapporto con la tradizione dell’arte?

È importante concettualizzare le tue opere d’arte?

Esiste una differenza di genere, fra uomo e donna, nel mondo dell’arte?

È cambiato in questi anni il rapporto tra artista, gallerista e curatore?

È importante il confronto con gli altri artisti?

Qual è il segno che vuoi lasciare?

C’è qualcosa di importante di cui non abbiamo parlato?