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“C’è ancora domani” per superare il divario economico tra uomo e donna
Paola Cortellesi nel film "C'è ancora domani"

Nonostante gli anni passati, le lotte fatte e l’impegno quotidiano i dati purtroppo dimostrano che il divario uomo/donna è ancora molto marcato

La scorsa settimana ho visto al cinema “C’è ancora domani”, ultimo film di Paola Cortellesi.

Cortellesi, protagonista e regista di questa pellicola, mette in luce temi importanti quali la disparità di genere e la violenza domestica, situazioni che purtroppo si ripetono ancora oggi, seppure (per fortuna) in percentuale minore rispetto al passato.
Quante cose noi donne adesso diamo per scontate, ma che fino ad una cinquantina di anni fa non lo erano per nulla? Guardiamo e critichiamo le politiche sociali di alcuni Paesi in via di Sviluppo e a volte ci dimentichiamo che certe situazioni le nostre bisnonne e nonne le hanno vissute in prima persona.
Le donne non avevano diritto di voto. Alle donne spesso non veniva data la possibilità di studiare. Le donne non potevano “rispondere” all’uomo esprimendo il proprio parere, fosse esso il marito, il padre, il suocero.

Mentre guardavo la pellicola scorrere mi sono resa conto di quanti fossero i collegamenti con l’intervento sul “Moneycoaching” che avevo tenuto il 25 novembre per WAW (Women At Work) un’associazione di Bergamo che si impegna per l’empowerment femminile. Il ruolo della donna è molto cambiato in questi ultimi cinquant’anni e ci chiede di combinare gli impegni di mamma, lavoratrice, casalinga in un “equilibrio instabile”, come lo definirebbero Gli Stadio.

Nonostante gli anni passati, le lotte fatte e l’impegno quotidiano i dati purtroppo dimostrano che il divario uomo/donna è ancora molto marcato.

Alcuni dati:
– Mediamente lo stipendio di una donna è inferiore a quello dell’uomo del 14% per lo stesso tipo di lavoro (dato europeo)
– Il Tasso di occupazione in Italia è pari al 54,2% per le donne VS 70% degli uomini
– Il Tasso di occupazione femminile nel Sud Italia è del 32,5% e del 34% nelle Isole
– Mediamente il livello di studio delle donne in Italia è molto più alto rispetto a quello degli uomini, con una votazione media più elevata.
Altro dato importantissimo da tenere in considerazione è il cosiddetto “divario di longevità”, noi donne infatti viviamo mediamente più anni rispetto agli uomini.

Quando mi trovo a fare consulenza a clienti donne gli obiettivi di risparmio e di investimento che mi sottopongono sono sostanzialmente sempre gli stessi e riconducibili a tre macro-categorie:
1) La propria indipendenza economia, sia in età lavorativa che pensionabile;
2) La costruzione di un futuro per i propri figli (o comunque per le persone a loro care);
3) La tutela e la protezione di se stesse e delle persone care.

Questo elenco non rappresenta necessariamente l’ordine di priorità dato da ciascuna di loro, ma di certo individua tutti i macro obiettivi per loro importanti.
Da qui i collegamenti con il film della Cortellesi.

La protagonista si dedica alla casa e alla famiglia ma allo stesso tempo cerca di fare più lavori possibili per riuscire a guadagnare qualcosa da cui accantonare, allora addirittura di nascosto, una piccola somma ogni giorno che lei vorrebbe dare alla figlia maggiore ormai promessa sposa.
Affermare che è fondamentale raggiungere l’indipendenza economica non è “essere materialisti”, ma concreti e razionali. Solo se si è economicamente indipendenti si può decidere liberamente della propria vita, sia lavorativa che affettiva, altrimenti si è sempre in balia dell’altro o degli altri.
Analizzando le clienti con cui mi interfaccio si nota molta la differenza di approccio a queste tematiche delle giovani generazioni rispetto anche solo alle loro madri. Quello che purtroppo ancora manca, ma su cui spero si cominci a puntare sia a livello politico che sociale, è la cultura finanziaria. Purtroppo il tema “denaro” e gestione dello stesso è ritenuto ancora troppo spesso un “tema tabù”, mentre invece non deve essere così. Il denaro è solo un mezzo perché, come afferma George Kinder: “le persone non hanno obiettivi finanziari, hanno obiettivi di vita che richiedono risorse finanziarie”.

sofia baggi

* Sofia Baggi,  donna, mamma e libera professionista. Laureata in Economia e Commercio ho poi conseguito un Master in Microfinance che mi ha consentito di fare una delle esperienze più significative della mia vita: un progetto di quasi 3 mesi in Etiopia, per studiare la loro forma di microinsurance e valutare se fosse o meno sostenibile.

Dal 2005 sono Consulente Finanziario e, rendendomi conto che la richiesta più forte da parte dei miei clienti era quella di proteggere il proprio patrimonio ed i propri cari ho deciso di approfondire le mie conoscenze conseguendo un Master in Consulenza Patrimoniale con l’Università Cattolica, convinta che solo unendo più discipline (economica e giuridica) sia possibile rispondere alle esigenze di chi si affida a me. Nel 2022 ho conseguito un altro Master in ESG, perché il tema della sostenibilità, i tutte le sue sfaccettature, rappresenta il presente ma soprattutto il futuro.

Quel che più mi appassiona nella mia professione è la forte valenza sociale. Ritengo sia fondamentale per ciascuno di noi, fin da giovane, individuare i propri obiettivi abbiamo e capire come è possibile raggiungerli attraverso un’attenta pianificazione. Assegnando le corrette priorità, facendo scelte ragionate che devono poi essere monitorate nel tempo.

“Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni” (Roosvelt) – io ci credo e mi piace poter aiutare ciascuno dei miei clienti a realizzare questi sogni. Adoro leggere, viaggiare, nuotare e ascoltare musica.