Tribunale
|In casa droga e 12mila euro in contanti: in manette una coppia di spacciatori
Presi dalla polizia in un bar di Redona: la donna era in bagno a consumare cocaina con altre due persone. Il giudice ha convalidato gli arresti: per lui non ha disposto misure cautelari, lei è finita ai domiciliari
Bergamo. Era nel bagno di un bar di Redona a consumare droga insieme ad altre due donne, quando sono arrivati i poliziotti della Squadra Volanti della questura.
Gli agenti erano in servizio di pattuglia quando, giunti nei pressi del locale in piazza Pacati a Monterosso, hanno notato parcheggiato uno scooter di proprietà di M.M., 46 anni, in affidamento in prova ai servizi sociali come pena alternativa per vecchi reati legati allo spaccio di stupefacenti. Dato che l’uomo doveva restare a casa dalle 21 alle 7, i poliziotti hanno deciso di effettuare un controllo.
Quando sono entrati nel bar, hanno visto che la titolare correre verso il bagno, dal quale sono uscite tre donne. Sul lavandino e su una mensola c’erano tracce di cocaina, così le tre sono state perquisite e, dato che sono state trovate in possesso di hashish e cocaina, sono state portate in questura.
E.M., 40 anni, aveva nascosto nel sellino dello scooter del compagno 6 dosi di cocaina, così la perquisizione è proseguita anche nell’appartamento che la donna divide con con M.M., che l’attendeva a casa.
Nella tasca di una giacca sono stati trovati 8 grammi di cocaina, altri due involucri nel box insieme a 122 grammi di hashish, altri 82 grammi di cocaina e 4 grammi di marijuana. C’era anche parecchio denaro, poco meno di 12mila euro, nascosti parte nell’abitazione e parte in garage.
Ai polsi della coppia sono scattate le manette e i due sono stati arrestati con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Giovedì mattina M.M. e E.M. sono stati accompagnati in tribunale. Al giudice la donna ha detto di fare uso abituale di stupefacenti e che la droga apparteneva a lei, aveva fatto scorta comprandola da un marocchino ad Albino. I soldi, ha aggiunto, erano i risparmi che la coppia teneva da parte. La 40enne ha scagionato il compagno, dicendo che lo stupefacente apparteneva solamente a lei, dato che lui non ne fa più uso da un paio d’anni e sta seguendo un percorso al Ser.T.
Lui ha confermato la versione della compagna, dichiarando di essere ignaro della presenza della droga, mentre i soldi erano stati accumulati facendo economia e servivano per pagare l’affitto.
Il pubblico ministero ha chiesto la convalida degli arresti e la custodia cautelare in carcere per entrambi, mentre l’avvocato Antonio Giangregorio ha chiesto la non convalida: per M.M. perché non è stato trovato in possesso di stupefacente mentre la donna ha problemi di tossicodipendenza e la droga era per uso personale.
Il giudice ha convalidato. Per M.M. non è stata disposta nessuna misura cautelare in quanto non sono stati riscontrati gravi indizi di colpevolezza, mentre per la donna sono stati disposti gli arresti domiciliari. Il processo per direttissima, su richiesta di termine a difesa per il difensore, è stato rinviato al 23 gennaio.



