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Savino Pezzotta, un vero cristiano-sociale

Pochi come lui hanno incarnato il meglio della tradizione della Cisl. Penso naturalmente alla cultura dell’autonomia sociale, che non è rinuncia al protagonismo politico del sindacato ma solo rispetto della distinzione nelle responsabilità e fiducia nel dialogo e nella ben intesa concertazione tra rappresentanza sociale e potere politico

Ottant’anni sono un bel traguardo, specie quando, come nel caso di Savino Pezzotta, si è condotta una vita piena, intensa, generosa nel servizio alla comunità. Nella fedeltà a una limpida ispirazione cristiana e nella militanza sindacale.

Da vero cristiano-sociale.

Pochi uomini come Savino hanno interpretato e interpretano quella cultura che coniuga appunto motivazioni cristiane e sensibilità sociale. Di esse si è nutrita la sua esperienza sindacale culminata nella guida del “sindacato cristiano”.

Pochi come lui hanno incarnato il meglio della tradizione della Cisl. Penso naturalmente alla cultura dell’autonomia sociale, che non è rinuncia al protagonismo politico del sindacato ma solo rispetto della distinzione nelle responsabilità e fiducia nel dialogo e nella ben intesa concertazione tra rappresentanza sociale e potere politico.

Penso al senso/valore del lavoro per la dignità della persona, all’uguaglianza quale bussola dell’azione di tutela dei lavoratori, alla loro partecipazione alla vita economica, sociale e politica. Nel solco dei “padri” della Cisl, da Giulio Pastore a Mario Romani.

Pezzotta ha interpretato quel patrimonio con il suo carattere: con passione, con orobica sobrietà, con un tratto popolare mai distante ed elitario, con qualche spigolosità. Con una tenacia e una schiettezza che gli hanno procurato qualche incomprensione anche dentro la sua organizzazione.

Nell’associarmi ai tanti amici che, nell’occasione, gli fanno festa, mi sia lecito formulare l’augurio che il sindacato e, segnatamente, la sua Cisl, pur dentro le nuove coordinate, sappia attingere alla lezione di dirigenti come lui.