Orio al Serio: i bambini della primaria decorano l’oratorio con messaggi di pace
I messaggi lasciati su Babbo Natale, su una renna e un pupazzo di neve realizzati con la pixel art. L’assessore Marilena Spada: “Abbiamo invitato tutti i cittadini di Orio a seguire l’esempio dei bambini della primaria e lasciare un messaggio di pace e di speranza sui cartoncini utilizzati per decorare le vetrate dell’oratorio”
Orio al Serio. “Vorrei che non ci fossero più guerre, per i gran dolori provocati dalle guerre alcuni bambini non possono festeggiare il Natale”: questo è uno dei tanti messaggi di pace lasciati dai bambini della scuola primaria di Orio al Serio su uno dei tanti cartoncini colorati, utilizzati per “disegnare” la renna Rudolph.
Grazie alla tecnica della pixel art, che consente di riprodurre dei disegni, più o meno complessi, in base alla grandezza e numero dei quadretti o dei cartoncini che si utilizzano, i bambini della scuola elementare hanno decorato le vetrate dell’oratorio. Seguendo le istruzioni contenute nelle sequenze di codice che ne indicano il numero e il colore dei quadretti (pixel) hanno “disegnato” Babbo Natale, una renna e un pupazzo di neve. L’effetto visivo è molto simile a quello dell’arte del mosaico.
“Da diversi anni – spiega Marilena Spada, assessore all’istruzione del Comune di Orio, – l’amministrazione comunale ha scelto di consegnare alle festività natalizie un messaggio che non si esaurisca con il periodo natalizio. Il tema dello scorso anno era la sostenibilità e, coinvolgendo i bambini della primaria e la comunità di Orio, abbiamo decorato l’albero davanti alla biblioteca comunale in modo sostenibile, raccogliendo e riutilizzando in modo creativo le bottiglie di plastica”.
“Il mondo ha bisogno di pace -continua l’assessore all’istruzione-. Purtroppo ogni giorno leggiamo e ascoltiamo notizie terribili che arrivano da ogni angolo del mondo. Conflitti che nascono di continuo, situazioni che degenerano in breve tempo, popoli costretti a non conoscere altro che la violenza. Questo è un Natale segnato da lampi di guerra in Ucraina e in Medioriente. Di fronte a questi conflitti abbiamo invitato tutti i cittadini di Orio a seguire l’esempio dei bambini della primaria e lasciare un messaggio di pace e di speranza sui cartoncini utilizzati per decorare le vetrate dell’oratorio”.
La stessa tecnica è stata utilizzata anche per decorare l’ingresso della scuola primaria. “Addobbare le vetrate scolastiche con questa tecnica -spiega Anna Ferrari, la responsabile del plesso- è stata, per tutti i bambini, un’esperienza coinvolgente, entusiasmante e divertente. La pixel art stimola le capacità di attenzione e di calcolo e introduce i bambini in maniera giocosa al pensiero computazionale ed al coding. La decorazione dell’ingresso ha richiesto diverso tempo per far in modo che tutti procedessero di pari passo; il risultato finale è stato sorprendente e gratificante per tutti”.
Immediati, toccanti, spontanei e pieni di speranza i messaggi lasciati all’oratorio: “Vorrei che ci fosse la pace in Palestina e Israele”; “Vorrei la pace in Ucraina e Russia”; “In questo momento mi sento più triste perché c’è la guerra. Voglio che finisca”; “Il mondo è una cosa preziosa, vorrei che non ci fossero guerra, violenza e litigi. Solo pace”; “Desidero che la pace non si sprechi: la pace è un dono che ci ha dato Dio, la pace è molto importante ma purtroppo c’è la guerra”.
Messaggi di pace e serenità anche a per noi stessi, per le persone vicino a noi, e per la comunità in cui viviamo: “Desidero che tutti siano felici insieme”; “Il più bel desiderio per questo Natale è che tutti coloro che stanno attraversando un momento difficile possano trovare un po’ di serenità”; “Augurate e non fate il bene solo a Natale ma tutto l’anno. Siate sempre empatici, gentili, ed educati con il prossimo. Trattate come vorreste essere trattati”.
Un pensiero anche alle persone colpite dalla violenza di genere: “Voglio che non ci sia la violenza contro le donne”.
Messaggi che immaginano un mondo migliore, e che ricordano a tutti, come ha scritto Gianni Rodari, che “la luna di Kiev è bella come la luna di Roma”.






