Santa Lucia, il regalo di una famiglia alla città: maxi donazione per una Casa degli adolescenti
Nella sede di Borgo Palazzo della Asst Papa Giovanni XXIII è già partita la progettazione del nuovo centro per l’intercettazione e la cura del disagio psichico nei giovani
Bergamo. Una nuova Casa degli adolescenti per la città di Bergamo. Grazie a una consistente donazione di una famiglia bergamasca – che ha espresso il desiderio di rimanere anonima – è partita la progettazione di un nuovo centro per l’intercettazione e la cura del disagio psichico negli adolescenti e nei giovani.
La struttura sarà ospitata nella sede di Borgo Palazzo della Asst Papa Giovanni XXIII, in un padiglione centrale in passato adibito a cucina dell’allora ospedale psichiatrico e attualmente inutilizzato, e sarà gestita dal Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze grazie alla professionalità delle strutture di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e di Psichiatria.
Il recupero degli ambienti dell’ex cucina permetterà di riunire tutte le attività del centro diurno in un unico ambiente: tutto questo sarà reso possibile da una donazione volontaria di alcuni milioni di euro proveniente da una famiglia originaria di Bergamo.
Essendo una donazione modale privata la progettazione non necessita una gara d’appalto ma prevede tempistiche burocratiche piuttosto lunghe: l’inizio dei lavori è previsto a cavallo tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.
“Questo è un vero regalo di Santa Lucia: le funzioni che verranno ospitate dopo i lavori nella Casa degli adolescenti sono più che mai urgenti e attuali – commenta Il Direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII Maria Beatrice Stasi -. Questi riguardano l’intercettazione e la cura del disagio psichico negli adolescenti e nei giovani. La loro sofferenza è evidente e sapere che nascerà un luogo di ascolto e di cura mi riempie di gioia, consapevole di quanto oggi il disagio mentale sia una sofferenza trasversale che riguarda la società intera”.
La Casa degli Adolescenti avrà anche lo scopo di gestire la problematica dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione nella fascia d’età che parte dalla preadolescenza, garantendo una presa in carico che prosegue fino alla giovane età adulta.
“Si tratta di un finanziamento privato, tipico di una terra generosa come la nostra – prosegue Anna Fumagalli, direttore amministrativo della Asst Papa Giovanni XXIII -. La donazione verrà accettata dall’azienda sanitaria con la stipulazione di una convenzione con il soggetto privato che sono convinta prima o poi si paleserà”.
L’intervento prevede la completa ristrutturazione dell’edificio con il consolidamento statico, il restauro delle facciate, la ristrutturazione interna ed il rifacimento degli impianti.





