Il commento
|Elena Carnevali: “La proposta di Gori una valida risposta per la difesa del commercio di vicinato”
La candidata della coalizione del centrosinistra: “Solo con interventi fiscali sistemici e non episodici, finanziati da norme nazionali e regionali, e un mix di azioni integrate su scala locale possiamo arginare un fenomeno che rischia di depauperare il tessuto sociale ed economico dei territori”
Bergamo. Desertificazione del commercio, anche Elena Carnevali, candidata alla poltrona di Palazzo Frizzoni, per la coalizione di centrosinistra Elena Carnevali si trova d’accordo con l’analisi e con la proposta fatta dal sindaco Giorgio Gori: “La desertificazione del commercio, la presenza di molti negozi sfitti e la perdita dei negozi di vicinato, favoriti dalla competitività dei grandi gruppi internazionali dell’e-commerce e dei grandi centri commerciali, sono un vero problema a qualsiasi latitudine dell’Italia – così Carnevali -. Fenomeno aggravato dalla perdita del potere d’acquisto dei salari delle famiglie e dall’aumento dei costi energetici e dei beni alimentari.
L’importanza di queste attività commerciali di vicinato l’abbiamo sperimentata durante la pandemia, ne conosciamo il valore come presidio sociale ed economico, di relazione, sicurezza e vivacità dei nostri quartieri e del centro cittadino.
Il tema riguarda anche Bergamo, nonostante la nostra città abbia una delle percentuali più basse di sfitto commerciale in Italia (pari al 16,5% a fine 2021).
Il sindaco Giorgio Gori, nell’articolo comparso oggi sul Sole24Ore, propone di replicare per il Commercio lo schema degli Accordi territoriali che incentivano la locazione residenziale a canone concordato, con la possibilità di godere della cedolare secca e di uno sconto sull’IMU applicato dai Comuni. Gli Accordi territoriali sulla locazione residenziale a canone concordato hanno infatti dato esiti positivi sulla riduzione del costo degli affitti, favorendo l’accessibilità alla casa. Sarebbe quindi auspicabile che la proposta del sindaco Gori fosse sostenuta in modo bipartisan, senza divisioni, per traslarne gli stessi vantaggi sul mondo del commercio.
L’approvazione recente della legge delega sulla Riforma Fiscale contiene la possibilità di applicare il regime della cedolare secca al 21% per le persone fisiche proprietarie di immobili non residenziali affittati a diverse categorie: commercianti, artigiani o professionisti. Per la sua applicazione reale dobbiamo attendere l’approvazione dei decreti legislativi attuativi ma rischia di rimanere un buon auspicio per l’impatto rilevante che genera sui conti pubblici. Se però inizialmente fosse applicata alle attività commerciali di vicinato o attività artigianali di servizio, la misura sarebbe più sostenibile dal punto di vista finanziario e darebbe così seguito agli effetti virtuosi che già si sono realizzati sulla residenzialità.
Solo con interventi fiscali sistemici e non episodici, finanziati da norme nazionali e regionali, e un mix di azioni integrate su scala locale possiamo arginare un fenomeno che rischia di depauperare il tessuto sociale ed economico dei territori. A Bergamo abbiamo dato prova di riqualificazioni urbane condivise con gli operatori, rappresentanti delle categorie e cittadini – dal Sentierone a Via Tasso, da via Tiraboschi a via Zambonate a Borgo Santa Caterina, solo per fare qualche esempio – rendendo più belli, vivibili e frequentati quelli che rischiavano di essere vissuti come luoghi di passaggio.
Queste iniziative, unite alla proposta del sindaco Gori, alle previsioni del Piano di Governo del Territorio e alla riconversione dei negozi sfitti in servizi, possono rappresentare le leve strutturali per un rilancio delle attività commerciali di vicinato della nostra città, restituendo una maggior qualità urbana, della vita e della sicurezza di chi vi abita.
Così dovremo fare per mitigare il rischio di desertificazione di alcune aree specifiche del centro e dei quartieri che richiedono interventi urgenti declinati sulle peculiarità di ognuno di essi”.




