Bergamo
|No alla violenza sulle donne: servono tre documenti e due consigli per arrivare ad un sì bipartisan
Una sospensiva e poi la soluzione con un ordine del giorno unico epurato della parola “patriarcato” e del concetto di “uomo come genitore maltrattante”
Bergamo. Ci sono volute tre settimane e tre ordini del giorno, uno presentato due settimane fa e due nella seduta di Consiglio Comunale che si è tenuta nella serata di lunedì 11 dicembre, per riuscire a trovare un accordo per dire no alla violenza sulle donne. Solo due incontri fa, infatti, maggioranza e minoranza si erano arenati, dandosi appuntamento per ridiscutere il contenuto della proposta a firma Romina Russo (Pd) e fare sintesi, ma ad appuntamento avvenuto, di nuovo, il presidente Ferruccio Rota si è trovato di fronte ad altri due documenti, a firma Luisa Pecce e Ida Tentorio (Lega e Fratelli d’Italia).
Qualche intervento, una sospensiva di dieci minuti, la fumata nera con l’ammissione di un mancato accordo e poi l’insperato colpo di scena con un ordine del giorno condiviso che vede messo nero su bianco la sostanza del documento presentato dalla maggioranza con l’eliminazione, però, delle parti che fanno riferimento ai termini “organizzazione patriarcale della società” e alla parte in cui si cita come “l’attuale disciplina costringe a frequentare il genitore maltrattante che per la maggior parte delle volte è l’uomo”. Con la chiosa finale di Tentorio: “Mi chiedo sulla base di quali dati”.
Limati alcuni punti, passa dunque all’unanimità un ordine del giorno che porta una marca bipartisan che vede, nel suo contenuto, anche l’inserimento, come suggerito da uno dei ordini del giorno presentati dalla Lega, della volontà di portare avanti una campagna di comunicazione e di sensibilizzazione a sostegno del tema.
“Il tema della violenza di genere rappresenta uno dei nodi centrali delle politiche sociali e pari opportunità – così l’assessore Marcella Messina -. Le difficoltà maggiori sono legate alla mancanza di fondi strutturali e investimenti. Bisogna rilanciare puntando alla casa, al lavoro e al tema dell’uomo maltrattante. E’ importante leggere e intercettare le richieste d’aiuto. Come è fondamentale coinvolgere tutto il consiglio comunale in una mozione che ci riguarda tutti da vicino”.
“La Lista Gori vota convintamente il testo – Paola Suardi (Lista Gori) –. Abbiamo centrato più di un obiettivo: non depauperare il portato della riflessione scaturita dai più recenti fatti di cronaca, non sprecare l’impegno di tutti coloro che hanno lavorato sia sul fronte della maggioranza che della minoranza per elaborare questo ordine del giorno condiviso, comunicare un messaggio unitario ma completo e per questo più forte per far arrivare alla società civile che la parità di genere e il contrasto della violenza di genere sono valori civili universali e non contendibili a livello di fazioni e partiti. Questa sera siamo riusciti non solo a dare voce a proposte sensate, ma ad ascoltare le diverse sensibilità per convergere. Di questo vi ringrazio”.
“Bene che si siano messe da parte le divergenze e si sia arrivati ad un Odg condiviso – così Oriana Ruzzini (APF) -. La violenza di genere non riguarda prettamente l’islam come fa intendere la lega. È un tema purtroppo trasversale, riguarda tutte le età, le religioni e le nazionalità. E anche la critica sollevata sulle manifestazioni non è accettabile: a Bergamo siamo scesi in piazza senza bandiere né simboli, ma anche se ci fossero stati ognuno di noi aveva ottimi motivi per esserci comunque. Non abbiamo condiviso la piazza, i consiglieri di destra non erano presenti, ma almeno oggi abbiamo condiviso un odg per fare sì che le istituzioni offrano strumenti per arginare la violenza dei maschi sulle donne, per educare a relazioni sane e combattere il maschilismo tossico di cui non si è mai sentita la necessità”.



