Bergamo
“Officine Schwartz” per i 40 anni di fondazione una mostra allo Spazio 104
Ancora due giorni di apertura per la mostra dedicata al 40° anniversario di fondazione delle OFFICINE SCHWARTZ, presso la Galleria Spazio 104 in borgo Palazzo n.104, dalle 18 in avanti
Ancora due giorni di apertura per la mostra dedicata al 40° anniversario di fondazione delle OFFICINE SCHWARTZ, presso la Galleria Spazio 104 in borgo Palazzo n.104, dalle 18 in avanti.
Stasera sono in programma ancora filmati ed ascolti, mentre per domani 9 dicembre 2023 è in programma una rara performance musicale delle Officine Schwartz in formazione trio, sempre alle ore 18: in scena con Arioldi ci saranno Massimiliano Panza e Michele Agazzi.
Osvaldo Arioldi è il fondatore del complesso di musica “industriale” che ha toccato livelli di fama nazionale ed internazionale. Ha all’attivo una discografia monumentale e costante, un collettivo che nell’arco dei quarant’anni ha visto suonare e militare nelle sue fila generazioni di musicisti. Per l’occasione Osvaldo ha tirato fuori dalle sue mitiche cantine e sale prova una serie di invidiabili memorabilia dell’epopea del gruppo a partire dal 1983 e ancor prima.
La discografia pressoché completa di vinili a 33 e 45 giri tra cui la mitica Fraulein, le musicassette, i cd, i DVD di film e video. Un’ampia rassegna di fanzine e volantini a partire dai primi anni Ottanta, locandine e manifesti. Ma poi troviamo i costumi di scena originali, abbinati alle fotografie di scena e alle locandine, bandiere, vessilli, striscioni e scenografie, e l’armamentario industrial musicale di catene ingranaggi carrucole e materiale da officina meccanica, utilizzati negli anni nei concerti e nelle registrazioni dall’ensemble musical teatrale.
Non mancano i mitici bidoni di lamiera e i martelli che hanno reso iconiche le sfuriate ritmiche di Osvaldo e delle Officine, ma poi, seguendo un’evoluzione anche espressiva degli autori, troviamo i geniali strumenti metallofoni ideati e costruiti da Osvaldo Arioldi combinando meccanica ed elettronica, con pezzi metallici di discariche industriali.
La ricerca artistica del collettivo non si è fermata alla grafica e da anni vede tra i suoi campi la video arte, con un occhio di riguardo per le retorica eroico positivista della rivoluzione industriale, dell’energia del vapore, della diffusione della rete elettrica e degli elettrodotti, visti sotto l’inclinazione della trasformazione del paesaggio con un occhio al cinema espressionista tedesco e alla cinematografia sovietica.
Negli ultimi due anni era nata una collaborazione fattiva e suggestiva tra Osvaldo e Marco Valietti cantante e chitarrista del gruppo blues dei Midnight Breakfast, il duo Blues Decappottabile, purtroppo interrotta dalla prematura scomparsa di Valletti. Gli esiti, in forma di canzoni, video e commenti sonori sono stati raccolti nell’album INDUSTRIAL BLUES, dai toni morriconiani, edito nei mesi scorsi e acquistabile in mostra.

Il periodo della nascita del gruppo e del suo “brodo di coltura” è oggetto di una mostra (raramente visibile) curata da Albino Bertuletti, ricercatore e fotografo, che ci riporta alla situazione sociale del decennio degli anni 80 nella città e in Italia, con una fruibile e leggera testimonianza sui movimenti giovanili, le lotte pacifiste, i momenti musicali e ludici. Era una generazione che a fatica tentava di riprendere l’iniziativa dopo gli anni della repressione. Fu una sorta di “pandemia” che vedeva Bergamo tra i punti di emergenza nazionale, tra omicidi, terroristi, superpoliziotti e un processo che vide incarcerati e processati centinaia di giovani, tanto da dover costruire un nuovo carcere e una gigantesca aula bunker per celebrare il processo.
La città istituzionale fece finta di niente e ignorò, così come ignorò e ignora tuttora qualsiasi irrequietezza politica degli anni Ottanta e fino ad oggi. Quella in corso è una mostra “veloce” ma preziosa, per chi ha vissuto quei tempi ma soprattutto per chi non ne ha avuto occasione: la politica allora viveva a braccetto con l’arte e con la creatività musicale. Ecco quindi che al movimento politico “Tribù Liberate”, ai pacifisti, agli obiettori di coscienza della LOC, agli anarchici, si affiancavano in modo creativo e parallelo i collettivi musicali, come gli “Effetti Collaterali” e i vari gruppi punk e femministi con i loro raduni presso i centri sociali dei quartieri, ai tempi ancora agibili per i musicisti di base, a Valesse, Malpensata, Loreto.
In poche foto di questo singolare crogiolo artistico ritroviamo il primo Osvaldo Arioldi con il suo basso elettrico da solo o con i primi ensemble, che di lì a poco trovarono forma nelle Officine Schwartz, ma anche in altri gruppi di fama e durata come gli Arpioni o i Paneguerra.
Appuntamento stasera 8 dicembre alle 18 con video, corti, docufilm, videoclip dagli anni Ottanta e domani 9 dicembre dalle 18 con Officine Schwartz dal vivo.
Stefania Burnelli



