Superbonus, 36mila cantieri a rischio. Pesenti (Ance): “È indispensabile che il Pnrr decolli”
“È indispensabile che il Pnrr decolli – afferma la presidente di Ance Bergamo Vanessa Pesenti -. Lo abbiamo visto anche per la nostra provincia. Lo studio che abbiamo recentemente presentato sui lavori pubblici ha fatto emergere valori record: bandi per 777 milioni di euro nel 2022 e nel primo semestre 2023, che si aggiungono ad altri importanti risorse pubbliche”
Bergamo. Superbonus, 36mila cantieri del 110% a rischio. L’allarme arriva dal Codacons che rimarca: “Mentre parte l’ultimo mese nel quale la maxi-agevolazione per l’efficientamento energetico sarà premiata con sconti al 110% e al 90%, sul prossimo futuro di migliaia di condomini in tutta Italia si addensano nubi nerissime”.
“Il Superbonus al 110% ha rappresentato un’opportunità straordinaria per migliaia di condomini italiani desiderosi di investire nell’efficientamento energetico – evidenzia una nota del Codacons -. Tuttavia, a causa di vari fattori, i lavori per circa 13 miliardi di euro sono ancora in attesa di essere concretizzati. Questo ha generato un clima di incertezza e preoccupazione tra i proprietari e gli amministratori condominiali. Allo stesso tempo, oltre 36mila condomini hanno avviato le opere nel corso del 2023, ma è improbabile che riescano a dichiarare la “fine lavori” entro la scadenza dell’anno in corso. La complessità delle procedure burocratiche e la difficoltà nel reperire risorse necessarie stanno rallentando i tempi di conclusione dei progetti, mettendo a rischio l’accesso agli incentivi fiscali che scadono a breve”.
Per il Presidente del Codacons Marco Maria Donzelli: “Per quanto sia necessario rivedere lo stop alla manovra, che rischia di far fallire tanti operatori del settore, al contempo continuano le segnalazioni di disagi legati ad appalti superbonus che procedono con estremo rilento quando iniziano e/o che non iniziano mai. In realtà, dietro questa situazione, si nasconde l’incapacità di alcune aziende operanti sul territorio di programmare efficacemente i lavori o, peggio, tentativi di truffa”.
Pesenti (Ance): “È indispensabile che il Pnrr decolli”
“È indubbio che in questi ultimi (e anche difficili) anni il settore delle costruzioni abbia fatto un immenso lavoro, trainando lo sviluppo economico di tutto il territorio. E il 2023, come evidenziano i dati di Cassa Edile di Bergamo, ha rappresentato un’ulteriore conferma, superando i 100 milioni di euro di massa salari – € 100.850.000 – (non accadeva dal 2013) +7,38% rispetto 2022, +15,14% rispetto 2021, +42,87% rispetto 2020, +31,15% rispetto 2019 – afferma Vanessa Pesenti, presidente di Ance Bergamo -. Una crescita importante: il vero problema adesso, e a maggior ragione dopo la chiusura del Superbonus, è ragionare su come mantenerla. Le incognite che abbiamo di fronte sono tante e le prospettive per il settore delle costruzioni per i prossimi anni vanno valutate con cautela”.
“È indispensabile che il Pnrr decolli – prosegue la presidente Pesenti -. Lo abbiamo visto anche per la nostra provincia. Lo studio che abbiamo recentemente presentato sui lavori pubblici ha fatto emergere valori record: bandi per 777 milioni di euro nel 2022 e nel primo semestre 2023, che si aggiungono ad altri importanti risorse pubbliche, quali quelle stanziate dalla nostra Regione con il Piano Lombardia, e che superano di oltre il 200% gli importi degli anni precedenti. Il Pnrr ci offre un’occasione unica per portare a termine opere bloccate da tempo e attese anche nella Bergamasca: non vogliamo che venga definanziato e ridimensionato, rischiando di depotenziare gli investimenti per la rigenerazione urbana e lotta al dissesto idrogeologico. Ma non possiamo nascondere che siamo soprattutto preoccupati di quello che potrà succedere dopo il Pnrr, anche a seguito della frenata dei bonus per l’edilizia con le conseguenze evidenziate dai dati Cresme”.
“Per continuare a sostenere l’economia, occorre mantenere alta l’attenzione su misure in grado di rilanciare la crescita con effetti duraturi sul Pil, sia nel mercato privato che in quello pubblico – conclude la presidente di Ance Bergamo -. Ci sono interventi necessari nell’immediato, quali la proroga semestrale del Superbonus, senza la quale le imprese (tutti gli operatori che hanno creduto in una misura promossa dallo Stato) rischiano fallimenti e contenziosi. Ma servono anche, e soprattutto, misure stabili che vadano nella direzione di un uso della leva fiscale come strumento di sviluppo e indirizzo delle operazioni immobiliari, verso l’obiettivo della rigenerazione urbana. Ad esempio, le detrazioni per l’acquisto di nuove abitazioni in classe energetica elevata e per l’acquisto dalla prima casa per i giovani under 36, oltre agli incentivi per la rigenerazione degli immobili da parte degli operatori e alle misure finalizzate ad incentivarne l’acquisto, tra cui il Sismabonus acquisti. Bisogna definire un percorso organico, flessibile, semplice, basato su misure di agevolazione e incentivazione per l’attuazione concreta degli interventi. Misure che si devono concentrare sul sostegno degli interventi di sostituzione edilizia che coinvolgono intere aree e complessi edilizi, per il completo rinnovamento del tessuto urbano, con l’obiettivo di attuare le politiche urbane dell’Europa. Non possiamo perdere tempo, le istituzioni, adesso, subito, devono creare le condizioni perché si possano percorrere strade nuove, rompendo con le rigidità e gli errori del passato”.
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