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Un centro commerciale diventato in un quarto di secolo un fenomeno culturale: nelle parole dei protagonisti la voglia di alzare nuovamente l’asticella, guardando al collegamento diretto con l’aeroporto

Orio al Serio. Una rivoluzione non solo commerciale, ma anche culturale: sono già trascorsi 25 anni da quando, il 24 novembre 1998, Oriocenter apriva per la prima volta le proprie porte, rendendo subito chiaro a tutti che la definizione di “centro commerciale” fosse fin troppo riduttiva.

Di fatto più simile a una smartcity, con negozi, ristorazione e un mondo di servizi, dall’ampliamento del 2017 si estende su 105mila metri quadrati, dentro i quali operano circa 300 insegne e tremila addetti, in entrambi i casi più del doppio rispetto all’origine.

Venticinque anni di innovazioni per il mondo del commercio, non sempre facili da metabolizzare: dall’intuizione di Antonio Percassi, che colse le immense potenzialità di quel terreno prospiciente l’aeroporto di Orio al Serio, fino all’avvio del cantiere commissionato dalla Finser Spa all’impresa Impregilo nell’agosto del 1996 e al titolo di “mall” più grande d’Italia.

Un fenomeno sociale e di costume, che ha proposto a un pubblico sempre più internazionale grazie alla crescita esponenziale del traffico aeroportuale eventi, sfilate, concerti, mostre, concorsi, esposizioni e pubblicità iconiche che hanno fatto breccia nel cuore dei bergamaschi: oggi, di fatto, Oriocenter è una piccola comunità, un centro di aggregazione riconosciuto, un’icona di stile.

“Andare a Orio”, per i bergamaschi, equivale quasi al ben più longevo “andare all’Atalanta”: espressioni colloquiali, ma che rendono subito chiaro il riferimento.

Dei 140 negozi inizialmente presenti nel 1998, oggi ne rimangono ancora 39: la direzione di Oriocenter li ha voluti premiare martedì 5 dicembre per la fedeltà, insieme a oltre un centinaio di dipendenti che lavorano nel centro commerciale dal giorno dell’apertura. Ai primi una targa ricordo e una vetrofania da esporre con orgoglio all’interno del proprio punto vendita, ai secondi un cofanetto omaggio, con una borraccia “logata”, un buono regalo da 100 euro e un voucher per una giornata per due persone in un qualsiasi Qc Terme.

25 anni oriocenter

E sono proprio le storie personali dei dipendenti la miglior cartina tornasole del successo di Oriocenter. C’è, ad esempio, quella di RamonaPasseri, che da dipendente di Douglas oggi ne è district manager ed è consigliera del consorzio degli operatori del centro commerciale. Ma c’è, soprattutto, quella di RuggeroPizzagalli, entrato nel 1998 come addetto alla sicurezza e che ora, da 17 anni, è direttore di Oriocenter: “Quando mi proposero il posto mi dissero che sarei stato in prova per sei mesi. Solo oggi mi han detto che la prova è finita”, scherza.

“Mi emoziona molto essere qui oggi, perché il giorno del mio ingresso avevo 22 anni – ricorda -. Molti volti che vedo qui oggi c’erano già, siamo rimasti ore e ore in quello che era ancora un cantiere per garantire l’apertura nei tempi prestabiliti. Siamo cresciuti tutti insieme. Ci sono tante storie qui dentro. Commesse diventate responsabili, commessi che sono diventati operatori consorziati. Ogni giorno è una sfida e il ringraziamento va a tutti gli operatori che con coraggio e senso di responsabilità garantiscono i servizi”.

Un plauso condiviso anche dai “past presidents” Paolo Malvestiti e Giancarlo Bassi, che hanno ricordato le tante difficoltà affrontate e superate.

Il percorso, per tutti, non è stato semplice. Già dagli inizi, quando Antonio Percassi cercò di convincere le banche del territorio della bontà della sua idea, poi provvidenzialmente sostenuta dalla Sanpaolo di Torino: “Capii subito le potenzialità di una struttura di questo tipo – racconta in collegamento telefonico con una gremita sala dell’Uci Cinema, location scelta per i festeggiamenti – Ma la voglia di crescere c’è ancora e stiamo preparando due/tre progetti molto forti che sveleremo presto. Alla Vigilia di Natale qualcosa succederà”.

Voglia di fare sempre di più, di dare più servizi, di alzare l’asticella. “What’s next?”, si chiedeva sul finale il video celebrativo del quarto di secolo.

Il primo pensiero va alla famosa passerella verso l’aeroporto: “uno sbocco naturale”, come l’ha definita il sindaco di Azzano San Paolo Lucio De Luca, “il futuro”, gli ha fatto eco altrettanto esplicitamente il collega di Orio al Serio, AlessandroColletta.

Oriocenter è abituato a stravolgere lo status quo e proverà anche questa ennesima impresa: la sensazione, però, è che nonostante crisi, pandemia e guerre, i tempi siano parecchio maturi e non ci sarà bisogno di aspettare altri 25 anni.

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