Logo

Temi del giorno:

Fratelli d’Italia, braccio di ferro prima del congresso, ma il partito sta con Tremaglia

Fuoco alle polveri prima del rinnovo delle cariche con le proposte di Vigentini come “vice unico” e Colletta competitor del deputato bergamasco che rispedisce al mittente le proposte e rinsalda il legame col partito

Bergamo. Fratelli d’Italia, braccio di ferro prima del congresso tra l’assessore regionale Paolo Franco e il deputato e presidente provinciale Andrea Tremaglia. Con quest’ultimo uscito vincente da una tre giorni di fuoco. Sarebbero state 72 ore intense, almeno così raccontano i ben informati, quelle che si sono consumate all’interno del primo partito in Italia che, questa settimana, proprio nei giorni immediatamente precedenti al congresso provinciale, volto al rinnovo delle cariche e del consiglio direttivo, si sarebbe trovato a gestire una partita tutta interna.

Una disputa di natura squisitamente politica legata sì all’ambita poltrona di coordinatore provinciale, attualmente occupata e rinnovata allo stesso deputato Andrea Tremaglia, ma con dei retroscena riferibili anche ai giochi sulle amministrative del prossimo anno. In particolare su Seriate, feudo della Lega, e Romano di Lombardia, sul quale Forza Italia non ha mai fatto mistero di aver pronta la candidatura dell’ex presidente di Provincia Gafforelli.
Ad agitare le acque sarebbe stata, in prima battuta, l’ipotesi di anteporre al ruolo di presidente provinciale quello di “vice unico”, lanciando la candidatura di Alessandro Vigentini ai danni dei tre attuali vice Demis Todeschini, Valentina Tugnoli e Michele Schiavi. Un’iniziativa politica morta praticamente sul nascere ma che non avrebbe spento la fiamma tanto che, in risposta al “no, grazie”, sarebbe arrivata, subito dopo, quella di schierare, come competitor di Tremaglia, Alessandro Colletta, sindaco di Orio al Serio.
Una proposta che non ha trovato il favore del diretto interessato che, comunque lontano dalla volontà di negarsi aprioristicamente al confronto, ha preferito rilanciare invitato ad una conta preventiva, perché consapevole del favore dei numeri. Con la sottolineatura che, in caso di vittoria, la sua, certi equilibri sarebbero stati rivisti, a partire dalla Regione Lombardia dove, peraltro, Tremaglia può contare su uomini e donne di fiducia, a partire da Lara Magoni e Michele Schiavi. 
L’epilogo è stato una ritirata su tutti i fronti. Tremaglia ha corso da solo, rinnovando la sua carica di presidente provinciale, a data da destinarsi. Ha avuto ragione nel braccio di ferro, ha vinto il congresso e ha compattato ancor di più il legame con i tesserati, andando a rinsaldare una leadership che non è mai stata in discussione.