Bergamo
|Iacchetti dona un’ambulanza alla Croce Rossa: “Terrà viva la memoria del dramma del Covid”
Acquistata con il ricavato di “Non è un libro”. Il sindaco Giorgio Gori: “Enzo si è preoccupato della sicurezza dei tanti volontari che ogni giorno si spendono per il bene della comunità. Il mio grazie a nome di tutti i cittadini”
Bergamo. Un’ambulanza nuova di zecca in dono al Comitato di Bergamo della Croce Rossa. Quella di venerdì 1 dicembre è stata una giornata speciale per tutti i volontari e le volontarie della città che prima, nella suggestiva cornice di Città Alta, hanno svelato a Porta San Giacomo lo scudo blu, alla presenza del presidente nazionale dell’ente Rosario Valastro e del vice sindaco di Bergamo Sergio Gandi, e, subito dopo, hanno raggiunto la sede di Loreto per la consegna della nuova ambulanza, di ultima generazione, avvenuta per mano del suo stesso donatore, l’artista Enzo Iacchetti. Il noto volto televisivo ha infatti dato vita, due anni fa, ad una iniziativa di beneficienza con lo scopo di raccogliere i proventi del libro scritto durante il periodo pandemico e devolvere il ricavato alla Croce Rossa, memore della drammatica esperienza vissuta durante il Covid. Non è certo il primo gesto si solidarietà che Iacchetti compie, ma in assoluto il primo ad essere raccontato, come lui stesso ha voluto sottolineare. Una scelta, quella di raccontare la genesi di un’iniziativa felice, nata dalle ferite del corpo e dell’anima ricevute nel periodo più difficile della sua vita. E la ragione dell’attribuzione sta proprio nel ricordo, ancora vivo, di quei camion passati lungo la città con all’interno le salme di tanti cittadini.
“Volevo restituire la generosità delle 6500 persone che hanno deciso di acquistare il mio libro, e che lo hanno fatto con un contributo libero – ha raccontato Iacchetti -. Era giusto che, a fronte di un dono, tutti gli italiani che hanno scelto di contribuire alla mia causa, abbiano ragione di vedere quanto di importante siamo riusciti a fare”.
L’idea del libro “Non è un libro” è nata da sè, durante il momento più difficile della pandemia, quando Iacchetti, come tutti gli italiani, è stato costretto all’isolamento: “Abito vicino all’ospedale Niguarda e il silenzio di casa mia era spezzato solo dal rumore delle sirene delle ambulanze – ha raccontato Iacchetti -. Non ricordo nemmeno quante ne passassero durante il giorno, da tante che erano. E allora, per vincere la disperazione, ho cominciato a scrivere, a buttare giù i miei pensieri, che a volte erano tristi e disperati e altre volte facevano ridere. Poi, per non disperdere il materiale, prendevo i fogli e li attaccavo alla parete. In quel periodo mi sono anche ammalato. Ho avuto molta paura, ma ho avuto anche molto tempo per riflettere a quanto i volontari di Croce Rossa hanno fatto per il bene della comunità. Gli italiani sono un popolo generoso, ma hanno anche la memoria corta. Quindi questa iniziativa mi sembrava la scelta giusta, perché lasciasse un segno tangibile del grande cuore delle tante persone che ho incontrato girando in lungo e in largo l’Italia. Un grande grazie dunque a tutti i volontari che ogni giorno, e mai come durante il periodo del Covid, hanno messo cuore, testa e anima in quello che fanno”.





