Si apre l’anno accademico 2023-2024, Cavalieri: “Auspico maggiore simbiosi con territorio e imprese”
Il rettore Cavalieri: “Relazione vitale tra il nostro Ateneo e gli attori territoriali”. Poi la lectio magistralis di Michel Lussault: “Bergamo perfetto esempio dei tipi di geosistemi sociali ed ecologici installati dall’urbanizzazione planetaria. L’Università è vettrice essenziale della coerenza e della coesione bergamasca: il suo ruolo non è solo scientifico e pedagogico, ma anche etico e politico”
Bergamo. “Una relazione vitale e in crescita quella tra il nostro Ateneo, la città e la fitta costellazione di geografie e attori territoriali” che passa anche attraverso “la rinascita o il recupero di luoghi abbandonati” e “processi di rigenerazione in ottica di giustizia spaziale e sociale”. Ma “per crescere e rafforzarci ancora abbiamo bisogno di più, abbiamo bisogno di una maggiore simbiosi con il territorio, un maggior coinvolgimento della sua classe economica e imprenditoriale. Il mio auspicio è quello di poter innescare su scala territoriale un modello virtuoso di give back, tipico delle società anglosassoni. Un modello che parta dalla piena consapevolezza del ruolo che la nostra e vostra Università svolge per il suo territorio, le sue persone, le sue aziende, le sue innumerevoli realtà economiche, sanitarie, associative, culturali”.
Con questo forte appello, di fronte a una platea di rappresentanti delle massime istituzioni, amministratori, docenti e studenti, il rettore Sergio Cavalieri ha aperto ufficialmente il 55° Anno Accademico dell’Università degli studi di Bergamo. Intervenuti il sindaco Giorgio Gori, il presidente della Provincia Pasquale Gandolfi, l’assessore regionale all’Università Ricerca e Formazione Alessandro Fermi, la consigliera delegata del Ministero dell’Università e della Ricerca, Alessandra Gallone.
La cerimonia nell’Aula Magna della sede universitaria di Sant’Agostino si è aperta con il tradizionale corteo dei Rettori e delle autorità accademiche, l’esecuzione dell’Inno d’Italia e di quello europeo, a cui ha fatto seguito un video messaggio rivolto all’Università degli studi di Bergamo dalla presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, che ha ricordato Bergamo come luogo di rinascita dopo il Covid e che “Le università hanno un ruolo chiave da svolgere: l’impegno per l’istruzione non consiste solo nell’impartire conoscenze; si tratta di promuovere un senso di responsabilità e di consapevolezza tra gli studenti. La nostra Europa non è un’entità così lontana, ma sopravvivrà solo se lotteremo per lei, se ne capiremo e spiegheremo i benefici, se saremo capaci di attuare le riforme e di reinventare il nostro progetto. L’Europa vale la pena: non lasciate che nessuno vi convinca del contrario”.
Infine un pensiero per Giulia Cecchettin: “Una studentessa come voi che non potrà realizzare i suoi sogni. Impegniamoci perché questo non succeda mai più, scriviamo insieme un futuro migliore per l’Italia e per l’Europa”.
Nella sua prolusione, il rettore Sergio Cavalieri, ringraziando per la fattiva collaborazione tutte le colleghe e i colleghi degli 8 dipartimenti e 8 Centri di Ateneo e interateneo ma anche il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione, ha affrontato numerosi temi con lo sguardo al presente e al futuro dell’Università puntando l’attenzione alla “rinascita o il recupero di luoghi abbandonati”, che “si inscrive in una logica di valorizzazione di una cultura dei luoghi” e che caratterizza da sempre l’ateneo bergamasco, “spazialmente e tematicamente diffuso”.
Il professor Cavalieri ha ricordato “la recente e complessa operazione di restauro” che ha riconsegnato “alla vita universitaria e cittadina gli ambienti del Chiostro Minore: un faro di cultura e un luogo di incontro”. Ha ricordato il recupero degli ambienti di Via Calvi – la cui conclusione dei lavori è prevista per l’estate del 2024, con l’obiettivo di ospitare la Segreteria Studenti – e i lavori al Campus di via dei Caniana con il recupero di nuove aule, laboratori e uffici per i docenti, l’ammodernamento degli impianti sportivi polivalenti nel quartiere Loreto, a cui faranno seguito quelli previsti in via Statuto. L’immobile di Via Statuto, già sede dell’Accademia della Guardia di Finanza, futura sede del polo giuridico, degli uffici dell’amministrazione centrale e residenza universitaria, a seguito dei finanziamenti ministeriali ricevuti, “vedrà a breve l’avvio dei lavori per alcuni lotti, con una scadenza prevista al più tardi per metà del 2026, coerentemente con le scadenze del PNRR”.
Il rettore ha poi definito “non episodica e non limitata allo scadere di un anno” l’alleanza con l’Università degli Studi di Brescia, consolidata nel corso di Bergamo Brescia Capitale italiana della Cultura 2023 “ma che, come Università, intendiamo onorare e far crescere su più fronti”. Tra le tante iniziative congiunte, ha citato la valorizzazione di una piattaforma comune manufatturiera, una “Manufacturing Ecosystem Valley” condivisa con le realtà associative industriali e le Camere di Commercio delle due province, una rigenerazione del patrimonio naturalistico e storico delle Terre di mezzo e delle Terre Alte, una particolare attenzione dedicata alla comprensione dei fenomeni alla base della dispersione lavorativa giovanile e, non da ultimo, un investimento congiunto per creare un ufficio di progettazione europea a Bruxelles.
Sulla situazione presente e le prospettive future, Cavalieri ha tracciato un quadro forte e chiaro: “Il nostro è un Ateneo sempre più internazionale, con ben 4 dei 6 nuovi corsi di laurea magistrale erogati in lingua inglese, portando a 13 il numero complessivo dei corsi di laurea internazionali, con una presenza del 26% di studenti stranieri. Un ateneo che ha registrato una forte crescita: un incremento che, nel passato più recente, si è tradotto nell’aumento della popolazione studentesca, ormai stabilmente assestata oltre i ventimila studenti. Non prevediamo di crescere ulteriormente nel breve periodo su questo fronte, anzitutto per due motivi: ci avvaliamo di un organico e di una struttura organizzativa decisamente non commisurati alle dimensioni attuali del nostro Ateneo e dobbiamo portare a compimento importanti ristrutturazioni immobiliari per offrire a docenti, personale tecnico e amministrativo, studentesse e studenti un volume maggiore di spazi”.
Infine, la Ricerca: “È il nostro futuro, non solo come Ateneo o come sistema universitario, ma come Paese in grado di competere con il resto del mondo. Per questo, occorre dare sempre più dignità e importanza a quello che, per passione, amore, entusiasmo, dedizione, diventa una vera scelta di vita. Come Ateneo abbiamo deciso di investire su un numero maggiore di borse di dottorato istituzionali, di incrementare il valore economico della singola borsa di studio”.
Al centro della cerimonia, la lectio magistralis di Michel Lussault, geografo e accademico francese, professore ordinario di geografia presso l’Ecole Normale Superieure de Lyon. La sua carriera si è concentrata su vari aspetti della geografia umana con particolare attenzione alle questioni legate alla città e allo spazio sociale: “Ciò che chiamiamo la mondializzazione è un’urbanizzazione planetaria che ha installato un sistema-Mondo, una trama di relazioni tra tutto ciò che lo compone, indipendentemente dalla natura e dalla dimensione delle componenti. Bergamo costituisce un perfetto esempio dei tipi di geosistemi sociali ed ecologici installati dall’urbanizzazione planetaria e una delle sfide è di non intaccare questa varietà tipologica, questa diversità che rende il sistema ‘solido’, ‘sostenibile’ e ‘sostenuto’, tenuta insieme anche dalla dimensione non materiale dell’urbanità: la cultura, l’innovazione, la creatività, gli immaginari condivisi, la capacità di raccontare le storie del passato e soprattutto di scrivere collettivamente le storie dei futuri possibili per Bergamo. In tale contesto, l’università, in quanto luogo di produzione e condivisione del sapere, è un vettore essenziale della coerenza e della coesione bergamasca, che bisogna consolidare a partire delle differenze e delle diversità e non eliminandole. Poiché la tensione sull’abitabilità ci costringerà a ripensare e modificare i nostri sistemi produttivi, i nostri funzionamenti urbani, i nostri modi di abitare, le nostre relazioni con i non-umani, i nostri modi di fare politica, le nostre concezioni dei servizi fondamentali, i nostri stessi modi di fare ricerca e di insegnare. Tutto sarà stravolto e da reinventare. Solo l’università può trovare dei luoghi e delle forme di impegno di tutte e di tutti per sperimentare un tale riorientamento dei nostri modi e spazi di vita. In questo senso, il ruolo dell’università non è solo scientifico e pedagogico, ma anche etico e quindi politico”.
L’inaugurazione dell’Anno Accademico è stata anche l’occasione per ricordare l’importanza del ruolo del Personale Tecnico, con l’intervento di Vittorio Zanetti, responsabile del settore Pianificazione e Valutazione di UniBg: “Quello di ‘buona amministrazione’ non è un concetto astratto, retorico, distante e non è prerogativa esclusiva degli Organi di Governo. La buona amministrazione è distribuita capillarmente, e arriva fino alla scrivania alla quale ci sediamo tutti i giorni. Il nostro ruolo – svolto con perizia, dedizione, ponderazione – non è di mero supporto o relegato squisitamente agli aspetti di correttezza procedurale, ma è un ruolo di corresponsabilità da riconoscere. E allora, facciamo gravitare la discussione attorno al rispetto, alla trasparenza, alla programmazione del lavoro e dei carichi di lavoro, all’equità, alla gratitudine. Valorizziamo chi questo valore lo crea, lo protegge, lo progetta, lo sostiene, lo tutela. Torniamo ad affrontare temi perché importanti e non urgenti:”.
Un intervento applauditissimo, che ha trattato anche il tema della retribuzione e ha lanciato un messaggio chiaro: “Se prima il problema era attrarre talenti, ora è riuscire a tenerseli stretti, soprattutto in un territorio che di possibilità lavorative ne offre tante”.
Spazio anche agli studenti, con l’intervento di Maria Schisano, rappresentante degli studenti in Senato Accademico: “L’Università – ha dichiarato – è un luogo ricco di opportunità, di occasioni, di sfide, caratterizzato dal mettersi in gioco e dalla conseguente e inevitabile crescita, non solo didattica ma soprattutto personale. Ma è anche un luogo abitato da tante persone, tante menti pensanti. La comunicazione, il dialogo costruttivo tra le persone che co-abitano l’Università rende il nostro ateneo unico nel suo genere”.
Le dichiarazioni
Giorgio Gori, sindaco di Bergamo
“Magnifico Rettore, Autorità Accademiche e civili, cari professori, collaboratori dell’Università, cari studenti, Il mio saluto per l’inaugurazione del nuovo anno di studi del nostro Ateneo vuole innanzitutto esprimere l’apprezzamento per il il contributo prezioso che l’Università ha portato e sta portando al nostro essere, insieme a Brescia, Capitale della Cultura. La visione che ha dato forma e forza a questo progetto muove dal riconoscere la cultura come fondamentale fattore di sviluppo e di emancipazione degli individui e della comunità, e assegna di conseguenza un ruolo centrale alla conoscenza, all’istituzione universitaria e alla sua più profonda integrazione nella vita della città.
Questa visione, che condividiamo e che ci sforziamo di diffondere, è decisiva per la costruzione del futuro di una città che non si accontenta di essere stata Capitale italiana della Cultura per un anno, ma che vuole stabilmente qualificarsi come una Capitale di Cultura. Per riuscirci bisogna avere l’umiltà, l’ambizione e la determinazione che servono per migliorarsi costantemente, senza accontentarsi dei risultati raggiunti. A voi certamente non mancano.
Grazie per aver accolto e rilanciato l’invito a costruire nuove, feconde e auspicabilmente stabili forme di collaborazione con le istituzioni e le rappresentanze della comunità di Brescia, nel vostro caso con l’Università. Saluto il rettore Castelli, ormai una figura familiare anche ai bergamaschi. Non credo ci sia più bisogno di dire quale sia il potenziale derivante dall’unione delle forze tra Bergamo e Brescia. Sono certo che la vostra cooperazione sarà trainante per il futuro di questi territori.
I tempi che viviamo sono attraversati da profonde, e in qualche caso sconvolgenti trasformazioni. Abbiamo bisogno di intelligenze e competenze speciali che ci aiutino a comprenderle e ad orientare le nostre scelte al fine di migliorare – in mezzo alle trasformazioni – le condizioni di vita e di lavoro dei nostri cittadini. Chi, se non l’università – un’università capace di chiamare a sé i migliori talenti e di sviluppare compiutamente le sue tre missioni – può aiutarci ad uscire migliori e più forti da questa fase? Molte cose sono destinate a cambiare. La rapidità di adattamento al nuovo contesto farà la differenza rispetto alla capacità competitiva dei territori. La qualità e l’efficacia della funzione universitaria rappresentano quindi un fondamentale fattore competitivo.
E di attrazione. Sono personalmente grato a Sergio Cavalieri per aver colto, insieme ai suoi collaboratori, la rilevanza della questione demografica, e per aver coinvolto l’amministrazione comunale in una riflessione di rango internazionale sul tema della longevità. Tema di fondamentale importanza.
Contestualmente alla ricerca delle più efficaci forme di prevenzione delle fragilità legate all’invecchiamento, l’università mantiene una sua fondamentale funzione, che è quella di abilitare, concretamente, la visione di una città attrattiva per i giovani, una città viva, capace di offrire loro buona formazione, opportunità di crescita personale e prospettive di lavoro, senza la quale non saremo in grado di arginare il problema demografico di rischia di travolgere il nostro Paese.
Di fronte alla grande transizione demografica, l’Università è l’arma più efficace che Bergamo possa mettere in campo.
È la mia ultima inaugurazione di anno accademico, quantomeno da sindaco, e consentitemi dunque un ringraziamento particolare ai Rettori con i quali mi sono trovato a collaborare – tre, negli anni del mio mandato –, di ognuno dei quali ho apprezzato le qualità. Grazie per il vostro servizio e per l’amicizia che mi avete riservato. Nella diversità dei vostri profili e dei vostri caratteri siete l’ennesima dimostrazione che la solidità delle istituzioni è fondamentale, ma che sono sempre le persone a fare la differenza. Grazie per aver accettato la sfida di una Bergamo più dinamica ed europea, e per aver concorso in modo decisivo a concretizzare questa visione.
Concludo con i migliori auguri per un sereno e fecondo anno accademico; auguri che rivolgo a tutti voi, studenti, docenti e personale amministrativo, che siete i pilastri di questa straordinaria costruzione dedicata alla conoscenza e alla cultura.
Buon lavoro a tutti voi”.
Pasquale Gandolfi, presidente della Provincia
“Come ogni volta la cerimonia di inaugurazione del nuovo Anno Accademico porta con sé una grande emozione per quanto vissuto negli ultimi mesi e per quanto accadrà in quelli che verranno. L’anno in cui, insieme a Brescia, siamo stati Capitale italiana della Cultura ci ha aiutato a scoprire e riscoprire i nostri tesori e ad acquisire consapevolezza sull’importanza di valorizzare i nostri territori e le persone che li vivono, con un’attenzione particolare per i nostri giovani, affinché possano crescere, conoscere e conoscersi migliorandosi e migliorando l’ambiente circostante”.
Alessandro Fermi, Regione Lombardia assessore Università, ricerca e innovazione
“‘Pensare al plurale, varcare nuovi confini’. Mi piace molto il titolo che è stato scelto per la cerimonia di inaugurazione di questo nuovo anno accademico, perché unisce due concetti a me molto cari, ossia quello del lavoro di squadra e quello di uno sguardo futuro rivolto al mondo. In una città dall’animo imprenditoriale come è Bergamo non poteva che nascere un Ateneo con questo spirito innovativo. E per me, che credo fortemente nella ‘Lombardia dei territori’, è fondamentale che ogni provincia possa avere un riferimento universitario con le sue specifiche peculiarità e che possa essere attrattivo e allo stesso tempo offrire ai giovani opportunità di formazione senza doversi necessariamente spostare a Milano. Poi a fare la differenza è sempre il contributo che ognuno di noi, singolarmente, riesce a dare: rettore, corpo docente, studenti, personale amministrativo… Il lavoro di tutti è fondamentale e a tutti auguro un buon lavoro in questo anno accademico che prende avvio oggi”.
Alessandra Gallone, consigliera delegata del Ministero dell’Università e della Ricerca
“Sono felice di portare il saluto e l’impegno del ministro Annamaria Bernini in occasione dell’apertura del 55° Anno Accademico dell’Università degli Studi di Bergamo, dove mi sono laureata. Questa istituzione eccellente è un vivaio di talenti e un punto di riferimento cruciale nel collegamento tra formazione e lavoro. La sua visione lungimirante guida l’innovazione, promuovendo la collaborazione con enti, istituzioni, imprese e associazioni. Con progetti come l’Erasmus internazionale e l’Erasmus italiano, attraverso lo scambio con UniMediterranea di Reggio Calabria, l’università dimostra un impegno concreto nel varcare confini e guardare al futuro ma soprattutto nel plasmare il destino di professionisti eccellenti con audacia e determinazione”.



