Femminicidio di Giulia, Bergamo si ferma: uomini e donne, in migliaia contro la violenza
Circa 3.500 persone secondo le prime stime della Questura, ben 5 mila secondo chi ha organizzato la manifestazione
Bergamo. Tanta, tantissima gente. Non solo donne, ma anche uomini. Tutti scesi in piazza per dire basta alle violenze: circa 3.500, secondo le stime della Questura. Addirittura 5 mila secondo chi ha organizzato la manifestazione.
Al di là dei numeri, quanto accaduto alla giovane Giulia Cecchettin, ennesima vittima di femminicidio, ha scatenato un’onda di rabbia e commozione in tutto il paese. La città di Bergamo non fa eccezione e venerdì 24 novembre migliaia di persone si sono riunite per la fiaccolata che dalle 18, con ritrovo in piazzale Marconi, ha attraversato viale Papa Giovanni, Porta Nuova, piazza Matteotti e via XX settembre, con destinazione piazza Pontida, dove un microfono aperto ha dato la possibilità a tutti di parlare ed esprimersi sul tema. Protagonista uno striscione dalla scritta eloquente: “Per Giulia per tutte”.
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In piazza anche i volti noti della politica. La giunta del sindaco Giorgio Gori, la candidata del Pd Elena Carnevali e Alessandra Gallone di Forza Italia: “Non è più il tempo del silenzio – dice quest’ultima -. Oggi la gente che ha partecipato alla fiaccolata per Giulia ha urlato, ha fatto suonare campanelli, ha fatto sentire forte la voce di chi non vuole più subire in silenzio. Non è il tempo della rassegnazione ma è il tempo di continuare nell’azione perché la piaga della violenza contro le donne e dei femminicidi imperdonabili finisca. Tanto è stato fatto a livello legislativo. Dalla legge sullo Stalking e dalla partecipazione dell’Italia alla convenzione di Istanbul due provvedimenti di cui sono stata relatrice in Senato durante il governo Berlusconi, fino al Codice Rosso approvato nella passata legislatura. Il Senato, in maniera bipartisan, ha dato il via libera all’unanimità al disegno di legge del governo contro la violenza alle donne e poi ha approvato tre ordini del giorno di maggioranza e opposizione che accelerano i tempi per una discussione in Aula sull’introduzione di corsi antiviolenza nelle scuole. Tutta la comunità educante deve fare quadrato, famiglia, scuola, università, istituzioni”.
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In piazzale Marconi, sabato mattina 25 novembre, dalle 9.30 alle 13, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza sulle donne, la Questura di Bergamo ha organizzato un gazebo informativo con personale della Divisione Anticrimine, specializzato nella tutela delle donne vittime di violenza. Saranno distribuiti gli opuscoli informativi della campagna “Questo non è amore” e il personale potrà dare indicazioni, consigli e ascoltare le persone al fine di contrastare e mettere in campo tutte le possibili azioni preventive per arginare un fenomeno, purtroppo, ancora attuale.
L’Università degli studi di Bergamo ha invece previsto una lezione e un incontro aperti a tutti, mercoledì 29 e giovedì 30 novembre, nelle sedi di via Caniana e via Moroni. L’incontro, dal titolo “Donne contro la mafia e donne di mafia. Riflessioni sulla complessità delle dinamiche di genere, in un contesto di criminalità organizzata”, intende affrontare il tema della violenza maschile sulle donne da un’angolatura che consente di rilevare la violenza simbolico-patriarcale connessa a organizzazioni criminali presenti nel nostro territorio e non solo; mentre la lezione aperta “Giustizia riparativa e violenza di genere” si terrà nell’ambito del corso curricolare di giustizia riparativa.












