Violenza, 153 pazienti seguiti al Papa Giovanni: “Quella sposa sfregiata al viso il giorno del matrimonio”
Arrivata al pronto soccorso in codice rosso, fa parte dei 153 pazienti che nell’ultimo anno sono stati inseriti nel Percorso Violenza
Bergamo. Nessun caso deve lasciare indifferenti, ma ce ne sono alcuni che inevitabilmente colpiscono più di altri per la loro efferatezza. È il caso di una ragazza di origine straniera, arrivata al pronto soccorso dell’ospedale Papa Giovanni il giorno del suo matrimonio. “Era sera, aveva uno sfregio al viso rimediato dopo una lite con il marito” racconta Antonella Mangili, infermiera e psicoterapeuta dell’equipe del centro Eas (Emergenza di alta specializzazione).
Arrivata al pronto soccorso in codice rosso per ferita da arma bianca, fa parte dei 153 pazienti che nell’ultimo anno (ottobre 2022-ottobre 2023) sono stati inseriti nel Percorso Violenza del Papa Giovanni. La più giovane è una bimba di 1 anno che ha subito una forma di maltrattamento nota come “Shaken Baby Syndrome” (o Sindrome del bambino scosso), la più anziana è una 82enne. “Spesso sono proprie le donne più anziane, o comunque quelle che da tanti anni convivono con un marito violento, le più reticenti – spiega la dottoressa Mangili -. Da quello che osserviamo, sono donne ormai calate all’interno nel circolo della violenza, ferme all’ipotesi che il marito possa cambiare. In queste donne è veramente difficile costruire e smantellare l’idea stessa di violenza. Anzi, a volte capita che arrivano ad auto-colpevolizzarsi piuttosto di ammettere la violenza e chiamarla con il suo nome”.
Di questi 153 pazienti, 5 sono arrivati in pronto soccorso in codice rosso, ovvero di massima gravità. “L’80% sono donne, con un’età media di 34 anni – specifica Mangili -. Nella maggior parte dei casi sono visitate dal medico dell’urgenza per lividi, ecchimosi, fratture e contusioni. In media, sono 27 le persone vittime di violenza accolte ogni mese al pronto soccorso, quasi una al giorno. Al pronto soccorso ginecologico, invece, contiamo 30-40 pazienti all’anno” per riferite violenze sessuali. Un dato che fa impressione.
L'ospedale Papa Giovanni di Bergamo
Cosa fare se si subisce violenza
Il sito dell’Asst Papa Giovanni, spiega molto bene cosa fare in caso di emergenza sanitaria: ovvero contattare il 112 o recarsi in Pronto Soccorso. “Qui – si legge sul sito – il nostro personale valuterà la situazione ed eventualmente coinvolgerà i colleghi del Pronto Soccorso Pediatrico, dedicato ai minori, e valuterà l’invio al Pronto Soccorso Ostetrico-Ginecologico. All’interno del percorso è previsto il coinvolgimento di vari professionisti sanitari e sociali per la valutazione, la cura e l’assistenza della persona e la loro protezione, anche mediante il collocamento in sedi idonee”.
Se non vi è emergenza sanitaria, “le persone vittime di violenza o maltrattamenti (o che temono di esserne a rischio, o ritengano che vi siano delle situazioni a rischio per dei minorenni) – spiega ancora il sito – possono rivolgersi ai Consultori familiari di Bergamo o Villa D’Almè, che attraverso i loro operatori accompagnano la vittima nel percorso”.
I professionisti garantiscono un sostegno di tipo sanitario, sociale e psicologico in base al tipo di violenza subita: “Fisica, sessuale, psicologica, economica – concludono dall’ospedale -. Se è richiesto un supporto psicologico, le vittime o i nuclei familiari connotati da violenza di genere possono trovare assistenza anche al Centro per il Bambino e la Famiglia di Bergamo. Qui sono previsti anche dei percorsi rivolti a uomini con problemi di gestione della reattività, su accesso spontaneo o su invio dell’Autorità giudiziaria”.
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