Imprese del Terziario cercano ancora personale, nel 69% dei casi non trovano profili adeguati
Dal fronte degli aspiranti lavoratori, invece, pesano orari di lavoro ritenuti pesanti, scarsa retribuzione e mansioni poco attrattive
Bergamo. Negli ultimi 24 mesi, il 42,8% delle imprese del Terziario di Bergamo associate ad Ascom Bergamo(oltre 43mila realtà, operanti nei settori Commercio, Turismo e Servizi) ha cercato nuovo personale. Tra chi lo ha fatto, il 58,2% ha segnalato di aver incontrato difficoltà nel reclutamento (‘molta’ il 37% e ‘abbastanza’ il 21,2%). Il principale ‘ostacolo’ dichiarato dai potenziali datori di lavoro ha riguardato la Scarsità di candidati con competenze, abilità ed esperienze in linea con quelle richieste (69%); un altro 69% di ‘ostacoli’ – emerso invece dal fronte degli aspiranti lavoratori – si suddivide in tre tronconi: Orari di lavoro ritenuti pesanti (29%), Retribuzione ritenuta insufficiente (22%) e Mansioni e tipologia di lavoro ritenute poco attrattive (18%).
A seguire, un altro significativo tris di ‘ostacoli’ ravvisati dai potenziali lavoratori: Posizionamento di immagine dell’impresa poco appetibile (7%), Eccessiva distanza del luogo di lavoro dall’abitazione dell’aspirante lavoratore (7%) ed Insufficienti politiche di welfare e benefit (1%).
Effetti di questa situazione, per le imprese: l’impossibilità di impegnarsi nell’innovazione di servizio (denunciato dal 30,9% degli intervistati), la riduzione dei ricavi (24,4%), il mancato ampliamento delle attività con nuove sedi (20,8%) e la mancata estensione degli orari di apertura (13,8%).
Questi i principali risultati emersi dal periodico Rapporto di ricerca condotto da Format Research per Ascom Bergamo Confesercenti, su ‘Personale e fabbisogni formativi’. La ricerca è stata presentata giovedì mattina (9 novembre), dal direttore dell’organismo di rappresentanza del Terziario bergamaaco, Oscar Fusini, e dal responsabile Area Lavoro, Sindacale e Welfare della stessa organizzazione, Enrico Betti.
I dati della Ricerca – condotta durante il mese di ottobre, ma riferita al periodo ottobre 2021/ottobre 2023 – segnalano che le imprese che hanno effettuato ricerca del personale sono in calo dello 0,3% rispetto al precedente semestre. Nonostante ciò, rispetto allo scorso aprile è cresciuto del 5,2% il dato relativo a chi ha segnalato difficoltà nel reclutare nuovo personale. Più nel dettaglio, sono aumentate le realtà economiche che hanno denunciato di aver incontrato ‘molte’ difficoltà nel reperimento di nuove risorse (passate dal 30,8 al 37%, pari ad un +6,2%).
“Dall’analisi dei dati relativi al biennio 2021/2023 – ha dichiarato Fusini – è emerso come la grande ricerca di personale sia avvenuta a partire dall’autunno 2021, post pandemia, quando le imprese si organizzavano per la ripresa dopo le restrizioni legate all’emergenza sanitaria”.
In quel momento, a cercare nuovo personale era ben il 34,7% delle imprese. Un dato destinato a salire ulteriormente, tanto che nell’autunno 2022 il numero delle imprese in cerca di personale era il 45%. “La prima lieve battuta d’arresto arriva ora, al 42,8%, con i primi rallentamenti registrati in estate” evidenzia il direttore di Ascom Bergamo. Che aggiunge: “Le imprese che hanno incontrato ‘molta’ difficoltà nel reclutare sono salite dal 12,6% dell’autunno 2021 al 35% nell’autunno 2022, fino a crescere ulteriormente al 37%. Le imprese che incontravano ‘abbastanza’ difficoltà sono scese dal 47,6% dell’ottobre 2021 al 21,0% dell’autunno 2022, dato in linea con il 21,2% attuale. Le imprese che incontravano poche difficoltà sono salite dal 39,8% nel 2021 al 44,0% nel 2022 al 41,8% nel 2023”.
“Osservando le motivazioni addotte dalle imprese – prosegue l’analisi di Fusini – si nota come la mancanza di competenze dei candidati, che non era poi così allarmante nel 2021, si è trasformata nel vero problema per le imprese (nel 2021 era rilevata dal 26,9% delle imprese, nel 2022 dal 57,1%, nel 2023 dal 69%). Allo stesso modo, gli orari di incarico ritenuti pesanti, motivazione che portava il 24% dei candidati a rifiutare il posto, sono sempre più dirimenti per chi cerca lavoro, rappresentando il principale ostacolo nella ricerca di personale (29%). Le mansioni ritenute poco attrattive, al 32,0% nel 2021 sono scese al 14,3% del 2022 e risalite al 18,0% nel 2023”.

Inoltre, la concorrenza delle imprese del settore, che rappresentava un problema per il 35% nella prima fase di riorganizzazione post pandemia nel 2021, è particolarmente sentita dal 17% delle imprese (dato in linea con l’autunno del 2022).
Sulla necessità di trovare due forme di equilibrio (tra richieste retributive e competenze, da un lato, e tra vita lavorativa e vita privata, dall’altro), si è invece brevemente soffermato Enrico Betti. Anche alla luce dei dati emersi dalla Ricerca, Ascom Bergamo ha deciso di agendare un paio di incontri mirati, riservati a Ristoratori e Albergatori. Per i primi, l’appuntamento è fissato per lunedì 13 novembre, alle 15.30, nella Sala conferenze dell’associazione (in via Borgo Palazzo 137). Durante l’incontro si parlerà di Ricerca e gestione del personale, di Massimizzazione dei ricavi e diminuzione dei costi; di Nuovi modelli organizzativi; di Finanziamenti e contributi per il settore oltre che di Convenzioni e aggiornamenti normativi. Inoltre, saranno sottoposte all’attenzione dei partecipanti tre case histories. Per gli Albergatori, invece, si andrà alla settimana successiva.
Un terzo evento – una Tavola rotonda indetta dall’Ente bilaterale del Terziario orobico – pensato per approfondire i risultati della Ricerca condotta su un campione di 701 realtà associate ad Ascom Bergamo, è stato inoltre previsto per il 6 dicembre.


