“Città Minime #29”, con l’installazione della Scuola Edile Bergamo Brescia capitale della cultura
Il Direttore della Scuola Edile, Fabrizio Plebani, ha spiegato che l’istituto ha voluto articolare il progetto Produzioni Ininterrotte mediante Città minime, rappresentata dall’installazione di Matteo Mezzadri esibita in mattinata, la mostra fotografica chiamata “segni di cultura per costruire bene”, e l’apertura del laboratorio Guatterini
Seriate. Il Comune di Seriate ha inserito la Scuola Edile di Bergamo come luogo simbolo del mondo del lavoro sul territorio bergamasco, all’interno di un progetto che si chiama “Produzioni ininterrotte”, promosso dal Sistema Bibliotecario Bergamasco. Diverse le iniziative proposte, tra cui la presentazione di Città Minime #29.
Partendo da materiali semplici, poveri, come il mattone, l’artista ha provato a guardare quest’ultimo da un punto di vista diverso, posizionandolo in verticale. Da questa prospettiva prende le sembianze di un palazzo e da questa semplice idea ha sviluppato la sua grammatica visiva, una costruzione concettuale ed estetica dalla quale ha cominciato a costruire queste città. “Immagino la metropoli come un grande laboratorio culturale e sociale fatto anche di conflitti e contraddizioni” afferma Matteo Mezzadri. “All’interno di queste “finestrelle”, i buchi dei mattoni, succedono tante cose, rappresentano la complessità delle relazioni umane. Il progetto è evoluto in modo significativo quando ho cominciato a installare le opere all’interno di spazi pubblici, in questo caso l’opera è diventata arte pubblica. Trasformare uno spazio, intervenire sullo spazio abitato dalle persone, alterandolo, è un concetto molto forte”. Mezzani aggiunge “Non sono lavori da cavalletto ma “da cantiere”. È un lavoro collettivo, mi piace lasciare libere le persone che collaborano con me ed è bello interpretare l’ambiente, il contesto, in modo da ricevere anche stimoli esterni”.
L’Assessore Antonella Gotti, rappresentante del Comune di Seriate, ha aperto la presentazione di Città Minime: “Il nostro lavoro a livello di amministrazione, in collaborazione con tutta la rete bibliotecaria, è partito due anni fa per prepararci a quello che è stato e che sarà, ancora per un mese e mezzo, il nostro anno della cultura. Nel mondo i bergamaschi sono conosciuti per il loro essere grandi lavoratori, per questo non c’era luogo migliore della scuola edile per diffondere e promuovere la cultura del lavoro, dove c’è stretto connubio tra queste due”.
Elisabetta Donati dirige il settore lavoro della Provincia: “Abbiamo sostenuto con piacere questa iniziativa, e rinnovo l’attenzione della provincia di Bergamo verso le nuove leve per questo tipo di lavoro, così importante per la nostra economia e che rappresenta appieno il territorio”.
Ha preso poi parola Giuseppina Zottola, ATS Bergamo: “Non potevamo mancare per questo evento nell’anno della cultura, che ci dà la possibilità di parlare di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, che sono nostri obiettivi principali e comuni, per i quali la scuola edile è un punto di riferimento.”

Il Direttore della Scuola, Fabrizio Plebani, ha spiegato che l’istituto ha voluto articolare il progetto Produzioni Ininterrotte mediante Città minime, rappresentata dall’installazione di Matteo Mezzadri esibita in mattinata, la mostra fotografica chiamata “segni di cultura per costruire bene”, e l’apertura del laboratorio Guatterini.
“Nella mostra fotografica viene vista la scuola edile come un luogo dove si trasmette un sapere che ha poi ricadute molto pratiche sul territorio. Vengono fotografati ex allievi affianco a delle loro opere edili particolarmente significative sul territorio. La seconda è l’apertura del laboratorio Guatterini focalizzato sulla sicurezza sul lavoro e sui materiali per l’edilizia.”
Iodice, del sistema bibliotecario bergamasco, capofila del progetto “Produzioni ininterrotte” ha concluso “Noi bergamaschi, nell’anno della cultura, non possiamo esimerci dal parlare di lavoro e cultura del lavoro. È bello avere un progetto come questo all’interno di una scuola. “Labor” non è solo fatica, ma è anche bellezza del risultato.”




