L'analisi
|Assemblea Confindustria, Fitto: “Il PNRR non è una sfida del Governo Meloni, ma dell’Italia”
L’intervento del Ministro per gli Affari Europei, Politiche di Coesione e Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: “Il nostro Paese ha ricevuto la quota maggiore di fondi perché era il peggiore in due parametri su tre di valutazione. Siamo al lavoro per rivalutare il piano e contenere la spesa pubblica”
Bergamo.Raffaele Fitto Ministro Affari Europei, Politiche di Coesione e Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sul palco dell’Assemblea di Confindustria Bergamo Brescia per fare il punto, in particolare, sul tema del PNRR: “Dobbiamo inquadrare il tema del PNRR nello scenario nazionale e internazionale complesso che il Governo sta affrontando. E non lo dico per partire sulla difensiva, ma per indicare la via. Anche il tema della stabilità va contestualizzata: stiamo discutendo del ritorno del patto di stabilità, tema che che va di pari passo con l’impatto dei conti pubblici anche del Super Bonus, del pil, della spesa pubblica e della sua qualità.
Questi elementi vanno inseriti nel contesto di una legge che sconta anche una manovrabilità che cambia per via dell’aumento dei tassi. Si devono cogliere delle opportunità rispetto al tema della sostenibilità. Il PNRR non solo è 68miliardi a fondo perduto ma anche 122 miliardi a debito: un totale di 220 miliardi di cui 150 appunto sono a debito, il che ci porta necessariamente ad avere un approccio responsabile e a puntare l’attenzione sulla qualità della spesa. Perché solo passando da questo argomento la crescita può essere garantita.
Lo scenario internazionale presenta dei problemi evidenti e, conseguentemente, una necessità di adeguamento. Mi concentro sul tema della revisione del piano che abbiamo presentato, dei 20 miliardi indirizzati alle imprese per il credito d’imposta, degli investimenti e delle innovazioni per le imprese.
La risposta a livello Europeo ci interroga anche sul ruolo del nostro Paese. L’Italia ha riorganizzato l’assetto del piano: lo scorso anno, con 35milardi investiti, di cui 21 sono andati a sostegno del pagamento delle bollette a favore delle famiglie. Senza dimenticare il capitolo de re-power con i finanziamenti dedicati alle imprese. Siamo nel pieno di una grave crisi internazionale, basta pensare al conflitto tra Russia e Ucraina e l’Europa”.
“Il PNRR non è una sfida del Governo Meloni, ma dell’Italia visto che è il più grande gettito garantito dall’Europa. Il nostro Governo ha messo in campo un’azione di governance contestualmente ad un monitoraggio della spesa pubblica. Un tema che va trattato e considerato con una grande attenzione, anche in virtù di una durata amministrativa differente da quella dei Governi precedenti. E’ importante raccontare che questo Governo ha chiesto il pagamento della quarta rata, avviando una revisione e abbiamo ragionato anche e soprattutto pensando a quanto accadrà nel 2026, a scadenza dello stesso PNRR. Il percorso sta procedendo secondo gli obiettivi che ci siamo prefissati, senza volontà di rilassamento e che va adeguato secondo la valenza di situazioni esterne che devono essere tenute assolutamente in conto e che, a priori, non potevano essere previste. Ed è importante ricordare che l’Italia ha ottenuto le maggiori risorse perché delle tre credenziali di riparto, in due ci siamo dimostrati i peggiori”.




