Logo

Temi del giorno:

Pedrengo, don Angelo ricorda l’addio al piccolo Mattia: “La mamma in lacrime davanti alla bara bianca”

Il sacerdote: “Inginocchiata e in silenzio, era l’immagine del dolore materno. Il compagno mi chiese: perché Dio mi sta facendo questo?”

Pedrengo. Inginocchiata, in silenzio, davanti alla bara del piccolo Mattia, chiusa in un pianto copioso. È l’immagine che don Angelo Mazzola conserva di Monia Bortolotti, il giorno delle esequie del piccolo Mattia.

Il sacerdote (per dodici anni parroco di Pedrengo, ora assegnato alla parrocchia di Albano Sant’Alessandro) era andato nella casa della 27enne e del compagno Cristian Zorzi subito dopo la morte del figlio nato da appena 2 mesi, il 25 ottobre 2022.

“Monia era l’immagine del dolore materno – dice il sacerdote -. Ai lati della bara c’erano il compagno e il padre adottivo di lei che la confortava”. Proprio il compagno, rivolse a don Angelo una domanda straziante: “Perché Dio mi sta facendo questo?. Anche i nonni paterni erano disperati, era il secondo nipotino che perdevano”. Il bambino, invece “aveva un viso composto. Bello. Pareva un angioletto”.

Pedrengo, mamma arrestata con l'accusa di doppio infanticidioL'appartamento di Monia Bortolotti a Pedrengo

Monia Bortolotti è stata arrestata con l’accusa di duplice infanticidio. I fatti risalirebbero al 2021 e al 2022: prima era morta la figlia di 4 mesi, il 15 novembre 2021, un anno dopo il figlio di due mesi, il 25 ottobre 2022.

In un primo momento si era pensato a morti per cause naturali: in entrambi i casi la madre si trovava sola in casa e aveva chiamato i soccorsi, i piccoli sembravano essere soffocati per un rigurgito.

L’attività d’indagine era iniziata il 25 ottobre 2022, data del decesso del secondo figlio dell’indagata. Il fatto che il bambino avesse solo due messi e le analogie con la precedente prematura morte della sorella hanno generato forti sospetti.

Mentre si attende l’interrogatorio, si scava tra i social dove la 27 enne ha lasciato diversi messaggi riguardanti i figli. In uno di questi, ha rivelato un ricovero del piccolo Mattia a due settimane di vita: “apnea durante una poppata”, aveva scritto lei, ma non è escluso – secondo gli inquirenti – che potesse trattarsi di un primo tentativo di omicidio andato a vuoto.

Altri messaggi, affidati a un gruppo Facebook, parlano dei due bambini. Uno risale al 1° febbraio, uno è stato pubblicato il 30 agosto e l’ultimo il 13 ottobre. Tutti e tre dopo l’avvio delle indagini nei suoi confronti. In uno scriveva: “Sono mamma di due splendidi bimbi, Alice e Mattia, forse troppo perfetti per rimanere sulla Terra, sicuramente divenuti stelline troppo presto”.

In un altro parla perfino delle accuse: “Ho sempre detto che non sarei riuscita a sopravvivere se anche il mio secondo bimbo mi avesse lasciato… Ed era vero, vado avanti solo per proteggere l’amore immenso che provo per i miei bimbi dalle accuse della Procura, perché i miei bimbi erano tenuti come gioielli, erano perfetti, erano la gioia che cercavo da una vita. Avendo avuto una mamma aggressiva psicologicamente, non riesco a concepire nemmeno la violenza verbale, tanto meno quella fisica, su nessun essere vivente, tanto meno i miei bambini!”.