Affisso in Città Alta, nell’attuale sede dell’Università degli Studi di Bergamo, il quinto riconoscimento di rilievo storico ad un monumento del capoluogo orobico
Bergamo. Un altro Scudo Blu, il quinto a Bergamo da inizio 2023, affisso in uno dei luoghi simbolo di Città Alta: il complesso monumentale di Sant’Agostino.
Non solo un simbolo, bensì anche un impegno a coltivare la pace: alla luce dei diversi conflitti internazionali che stanno sconvolgendo il mondo, assume ancora più forza il significato dello scudo, emblema internazionale per la protezione dei beni culturali e fulcro del progetto ‘Uno Scudo per la cultura’, promosso da Croce Rossa Italiana – Comitati di Bergamo e Brescia – nell’anno della Cultura per la nostra provincia insieme a quella ‘sorella’ di Brescia.
A meno di 2 mesi dalla fine del progetto che sta accompagnando i due comitati in questo 2023, il 3 novembre rappresentava una delle date cerchiate in rosso: una giornata formativa dedicata al Diritto Internazionale Umanitario ed alla protezione dei beni culturali, articolata in tre diversi momenti – un convegno, una cerimonia e un workshop – integrati fra di loro. Cornice dell’evento la suggestiva Aula magna dell’ex Monastero di Sant’Agostino di Bergamo, sede dell’Università degli Studi di Bergamo.

Al mattino il convegno ‘La protezione dei beni culturali in situazioni di rischio. Il ruolo della Croce Rossa’ ha offerto l’opportunità di approfondire il quadro della protezione dei beni culturali dal punto di vista storico e giuridico, ma anche attraverso il ruolo e l’esperienza degli enti che concorrono a metterla in atto.
Protagonisti del convegno Giulio Bartolini (Università Roma Tre), Marzia Como (Croce Rossa Italiana), Carlotta Coccoli (Università degli Studi di Brescia), Corrado Del Bò (Università degli Studi di Bergamo), Elisabetta Fusar Poli (Università degli Studi di Brescia), Giulio Mirabella Roberti (Università degli Studi di Bergamo) e Maria Paola Pasini (Università Cattolica del Sacro Cuore).
“Questo convegno rappresenta un importante momento di confronto sulla protezione dei beni culturali nei conflitti, parte integrante del Diritto Internazionale Umanitario – commenta Carolina David, presidente Croce Rossa Italiana Comitato di Brescia -. Un’occasione per mettere insieme tutti gli attori che concorrono a questo importante obiettivo, offrendo un momento di approfondimento alla cittadinanza e agli addetti ai lavori, dagli operatori culturali agli enti locali passando per gli studenti ed i professionisti”.
I vari interventi hanno permesso di definire il quadro complessivo della protezione dei beni culturali in situazioni di rischio, di mettere a fattor comune le esperienze, e di evidenziare criticità e nuovi spazi di collaborazione. La parte conclusiva del convergo è stata affidata ai presidenti dei comitati bergamasco e bresciano di Croce Rossa Italiana, Maurizio Bonomi e Carolina David.
A completamento della mattinata, la cerimonia di svelamento dello Scudo Blu all’ex Monastero di Sant’Agostino: presenti alla cerimonia il rettore dell’Università degli Studi di Bergamo Sergio Cavalieri, il vicesindaco di Bergamo Sergio Gandi e il presidente della Provincia Pasquale Gandolfi.
“L’apposizione dello Scudo Blu è una delle azioni concrete e proattive individuate dalla convenzione dell’Aja del 1954 per la protezione dei beni culturali dai rischi dei conflitti armati – afferma Maurizio Bonomi, presidente Croce Rossa Italiana Comitato di Bergamo -. L’ex Monastero è stato individuato tra i beni destinatari di Scudo Blu a Bergamo in quanto luogo con una forte valenza dal punto di vista storico, architettonico e artistico, ma anche motore della cultura in quanto sede dell’Università degli Studi di Bergamo”.
Nel pomeriggio si è svolto il workshop ‘L’imaging dei beni culturali’, con docenti di Canon Academy, grazie alla partnership culturale di Canon Italia col progetto della Croce Rossa: partendo dal presupposto che le immagini possano essere considerate uno strumento per veicolare la conoscenza dei beni culturali, il workshop ha proposto un approccio didattico-didascalico e ha rappresentato l’occasione per imparare tecniche di base per la resa ottimale dell’immagine dei monumenti.