Manutenzione programmata delle case: le proposte per rispondere alle direttive UE 2030
Entro il 2030 tutte le abitazioni in classe energetica E: un cronoprogramma di interventi permetterebbe alle famiglie di riqualificare e alle imprese del territorio di contare su lavori garantiti
Bergamo. Valutati gli effetti positivi che i Bonus edilizi hanno portato in termini di crescita occupazionale, di produzione interna e di valore aggiunto nella provincia, il settore edile e artigiano si trova ora in un momento di disorientamento dovuto alla situazione economica e politica del Paese.
Edilcassa Artigiana di Bergamo, in qualità di ente rappresentante dei lavoratori e della parte datoriale, intende suggerire riflessioni ed avanzare proposte per fronteggiare il futuro che possano da un lato garantire lavoro e mantenere alta l’occupazione, dall’altro rispondere alle direttive rispetto alla transazione ecologica in atto.
Entro il 2030, come da disposizioni europee, tutte le abitazioni dovranno rientrare nella classe energetica E. “Una proposta che vogliamo rendere pubblica in questo senso – dichiara il presidente di Edilcassa Angelo Carrara – è quella di costruire una cultura diffusa nelle famiglie rispetto alle problematiche e alle rispettive soluzioni che le case nella provincia di Bergamo hanno e che dovranno essere prese in considerazione per rispondere in modo adeguato alle direttive dell’UE”.
L’invito è quello di costruire una programmazione spalmata nel tempo e concordata insieme alle imprese artigiane iscritte a Edilcassa, che lavoreranno in questi interventi di riqualificazione per garantire l’arrivo dell’edificio ad una classe energetica non inferiore alla D. Il tutto evitando uno dei grossi problemi che ha ingenerato il bonus 110%, ossia la nascita di tantissime pseudo imprese che altro non sono che strutture finanziarie con sede chissà dove che aprono e poi chiudono, che si appoggiano a operatori non qualificati e non correttamente inquadrati, facendo da un lato una concorrenza sleale e dall’altro non dando le corrette garanzie all’utente finale.
In sostanza, raggiungendo una classe energetica inferiore ma su una platea di gran lunga maggiore, in contraltare a quanto è successo con i Bonus negli ultimi anni, si otterrà un maggior risultato in termini di riduzione delle emissioni di CO2.
“Fino a 20 anni fa la manutenzione della casa era un aspetto molto sentito dalle famiglie – continua il presidente Carrara -. Oggi invece questa buona abitudine si è persa, con il risultato che il valore del bene si abbassa notevolmente. Se ci sono delle opportunità in questo senso è bene sfruttarle, anche perché in questo modo, con un investimento abbastanza contenuto, si possono ottenere tre vantaggi: l’aumento del valore dell’immobile, l’aumento del comfort abitativo con un risparmio energetico che va dal 20 fino a raggiungere anche l’80% e un beneficio collettivo rispetto alla riduzione delle emissioni”.
Ulteriori interventi che consentono benefici rispetto all’efficientamento, riguardano le risorse idriche. In prospettiva del cambiamento climatico che già ci condiziona, anche la “semplice” installazione di vasche per il recupero delle acque piovane adibite all’utilizzo domestico nelle attività che non richiedono la potabilità dell’acqua, può contribuire nel collettivo a fare la differenza in termini di volumi non sacrificati impropriamente. Non da ultimo, sarebbe opportuna l’incentivazione per l’utilizzo di prodotti edili di nuova generazione certificati con minore impatto ambientale.
“La casa è un bene che necessita di manutenzione periodica. Sarebbe buona cosa realizzare un cronoprogramma di interventi che permetterebbero così alle famiglie di riqualificare le proprie abitazioni e alle imprese edili e artigiane medio piccole del territorio di poter contare su lavori garantiti e continuativi”, dichiara il vicepresidente di Edilcassa Artigiana Bergamo Simone Alloni.
Gli interventi di manutenzione ed efficientamento dovrebbero trovare una linea di finanziamento pubblico che, se ben governato, garantirebbe il lavoro costante delle imprese artigiane del territorio e manterrebbe gran parte dell’occupazione attuale, altrimenti condizionata nel momento che le risorse destinate al settore si chiuderanno con le ultime code del Bonus 110.
“Abbiamo la necessità di rivedere l’impiego programmatico del sistema edile artigiano – continua il vicepresidente Alloni -. Non possiamo permetterci di stare seduti ad aspettare; servono proposte fattive ed impegno concreto per non rischiare un rimbalzo al contrario del settore.”
Inoltre garantirebbe il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo senza gravare sulle famiglie più in difficoltà e alloggiate in abitazioni talvolta anche vetuste.
E di conseguenza poter anche pensare a nuove modalità dell’abitare: spazi condivisi, servizi comunitari, social housing.
Ecco quindi i punti del dibattito proposti da Edilcassa:
– Mappatura dello status delle abitazioni in provincia di Bergamo.
– Costruzione di un prontuario che racchiude le tipologie d’intervento finalizzato al raggiungimento della classe energetica D.
– Attivazione di credito verso privati con gli istituti bancari o postali o assicurativi, tassativamente abilitati e riconosciuti come soggetti finanziari accreditati.
– Costituzione del c.d. libretto casa; un documento digitale che racchiude tutte le informazioni dell’abitazione, sia quelle strutturali (es. tracciatura degli impianti murati, raccordi, materiali da costruzione utilizzati, ecc.) sia quelle che ne descrivono la storia (interventi edili già svolti, modifiche apportate, ultime manutenzioni eseguite, ecc.) che non deve essere visto come un ennesimo adempimento, ma come uno strumento utilissimo per il proprietario dell’abitazione.
– Dialogo con le Istituzioni per l’ottenimento della destinazione di spesa a sostegno del progetto, in modo da garantire una significativa agevolazione alle famiglie che si adoperano, mantenendo comunque in carico a queste ultime una parte di costo; solo così si potranno contenere le speculazioni sui prezzi o sul materiale utilizzato.
– Coinvolgimento di tutti gli attori sociali affinché si arrivi ad uno snellimento sostanziale di tutto l’iter burocratico.
Il direttore di Edilcassa Artigiana di Bergamo Giovanni Gervasoni fa il punto sui dati relativi all’andamento del settore edile e artigiano 2023, analizzando i dati degli ultimi tre anni: “Nella nostra provincia il trend fortunatamente è positivo: siamo passati dalle 1.541 imprese registrate nel 2020 alle 1.713 del 2023, anche se in questo senso abbiamo un calo del 2,39% rispetto al 2022, quando si contavano 1.755 imprese. Il numero dei lavoratori è però in crescita: nel 2020 erano 6.136, nel 2021 6.572, nel 2022 7.250 e nel 2023 7.648 con un 5,49 in più rispetto all’anno precedente. Infine la massa salari: nel 2020, con la prima ondata di Covid, il gettito a livello salariale è stato di 65.550.145 euro, nel 2021 c’è stato un aumento del 23,50% con 80.956.077 euro, nel 2022 l’aumento è stato del 9,42% con 88.584.017 euro e nel 2023 si è registrato un aumento del 5,88% con 93.795.674 euro”.


