Lo scontro
|Caro bollette, a Treviglio il consiglio boccia la mozione della minoranza: “Nessuna emergenza”
Per la maggioranza il problema non sussiste, ma la consigliera del Pd Laura Rossoni smentisce: “I dati dicono il contrario: tante famiglie trevigliesi non riescono a pagare le utenze”
Treviglio. Martedì (31 ottobre), la maggioranza ha deciso in sede di consiglio di bocciare la proposta di finanziare anche quest’anno il fondo sociale utenze domestiche, nato nel 2021 per sostenere le famiglie in difficoltà per il caro bollette. La minoranza, che aveva presentato una mozione a riguardo, ha sollecitato l’amministrazione a ripensare alla decisione presa, ma senza successo.
“Nel 2021 erano stati stanziati 277mila euro – ha affermato la consigliera di minoranza Matilde Tura – e l’anno successivo, dopo il nostro sollecito, 135mila euro: neanche la metà dell’anno precedente. Già l’anno scorso più di 300 famiglie aventi diritto al contributo sono rimaste escluse per esaurimento delle risorse. Quest’anno, pur continuando a pesare le incertezze sui bilanci di tantissimi nuclei familiari, non è stato previsto nessun investimento in tal senso. Il comune ha sempre erogato una serie di aiuti e di misure per aiutare chi è in difficoltà su determinati fronti, ma qui stiamo parlando di un’esigenza precisa, che va affrontata. La nostra richiesta è che si provveda al finanziamento di questo fondo”.
Anche la segretaria del circolo del Pd trevigliese Mariagrazia Morini ha sottolineato l’importanza del finanziamento in questione: “Per noi questo fondo è necessario: il costo delle utenze sarà anche sceso rispetto al 2022, ma l’aggravio sulle famiglie rimane. C’è anche da considerare che quest’anno l’inflazione ha galoppato, andando a erodere le possibilità di acquisto di molte persone, che ora sono più fragili che mai. Riteniamo che il fondo potrà incidere in maniera positiva sulla loro condizione”.
Concisa la risposta del sindaco Juri Imeri: “Per me non dovrebbe nemmeno esistere questo fondo, ma solo un fondo unico a disposizione dei servizi sociali, ed è proprio quello che stiamo cercando di fare. Qualche settimana fa, abbiamo incontrato i responsabili del settore sociale di Treviglio, e gli abbiamo chiesto quali bisogni avessero individuato: la richiesta è stata quella di incrementare le misure a supporto degli assistenti sociali dirette ad accogliere i bisogni dei cittadini. Ogni famiglia ha i suoi problemi, e come ha sottolineato la consigliera Tura, abbiamo sempre stanziato molti aiuti. Per essere più rapidi e flessibili, quindi, nella variazione di bilancio approvata abbiamo deciso di dare priorità agli interventi sulla previsione di risorse per i nuclei attenzionati dai servizi sociali del comune: stanzieremo altri 50mila euro per i nuclei più fragili, che andranno ad aggiungersi al fondo condiviso con la Fondazione Cassa Rurale. La mozione, per quanto nobile, non può essere accolta: gli strumenti che abbiamo messo a disposizione sono già stati votati dal consiglio”.
La consigliera del Pd Laura Rossoni, delusa dal commento dell’amministrazione, ha concluso: “Sono rimasta molto colpita dalle risposte che ci avete dato. Il 18 ottobre scorso, io e il vice sindaco Prandina eravamo presenti a un convegno della Caritas, in cui si diceva che le famiglie vanno lì per chiedere un aiuto, perché non riescono a pagare le bollette. I casi di marginalità sociale, la povertà e le persone invisibili stanno notevolmente aumentando, e ad ascoltare c’erano anche gli operatori trevigliesi. Dire che non c’è un’emergenza e che le utenze sono diminuite del 15% rispetto allo scorso anno rimanda a una visione parziale della situazione: non possiamo dimenticare che c’è stato un aumento dell’inflazione del 10% e che tanti nuclei familiari sono in ginocchio. Come avvocato, sento tante storie di questo genere, e immagino che l’osservatorio dei servizi sociali e della Caritas ricevano molte più richieste d’aiuto. Il problema è reale, e 50mila euro di finanziamenti sono pochi rispetto agli aiuti stanziati nel 2021. Un sacco di persone rimarranno a piedi”.





