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Padre e figlio siriani arrestati a Orio con documenti falsi: il giudice li assolve

I due si erano rifugiati in Turchia dove subivano razzismo e maltrattamenti. Volevano raggiungere la madre e i due fratelli scappati 15 giorni fa a Oslo

Orio al Serio. Volevano raggiungere il resto della famiglia che da 15 giorni era riuscita, scappando, ad arrivare a Oslo. Così due siriani, padre e figlio, sono atterrati all’aeroporto Orio al Serio con due documenti falsi, due carte d’identità valide per l’espatrio, una lituana e l’altra bulgara.

La polizia aeroportuale, una volta accertato che i documenti erano contraffatti, ha arrestato entrambi e mercoledì mattina li ha accompagnati in tribunale per l’udienza di convalida.

Il padre, 47 anni e il figlio, 21 anni, hanno raccontato di essere scappati dalla Siria a causa del conflitto e di essersi rifugiati in Turchia fin dal 2014. Ma a Istanbul subivano razzismo, spesso venivano maltrattati e picchiati correndo costantemente il rischio di essere rimpatriati. Così hanno deciso di fuggire: la mamma con gli altri due figli più piccoli è riuscita a raggiungere la Norvegia e la famiglia si sarebbe dovuta ricongiungere, se i due siriani non fossero finiti in manette.

Il pubblico ministero, considerato la provenienza dei due e la difficile situazione che avevano fronteggiato in Turchia, ha chiesto l’assoluzione. Lo stesso ha fatto il difensore. Il giudice ha convalidato l’arresto ed ha assolto i due imputati con la formula “per la particolare tenuità del reato”.