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Treviglio, rissa in stazione: 42enne in ospedale con ferita al braccio e costola rotta

Arrestato l’aggressore: è un marocchino di 25 anni che ha colpito il rivale al torace con un sasso. Per lui il divieto di dimora in Bergamo e provincia

Treviglio. Voleva colpire il rivale lanciandogli un sasso, ma dato il suo stato di ubriachezza ha sbagliato mira ed ha preso una terza persona sul torace, provocandogli la frattura scomposta di una costola. Il ferito, un egiziano di 42 anni, si è avvicinato per chiedere spiegazioni ed ha rimediato anche una coltellata all’avambraccio sinistro, dato che lo ha sollevato per proteggersi il volto dal colpo.

Tutto è cominciato intorno alle 21.30 di martedì sera, quando al 112 è arrivata la segnalazione di una rissa fuori dalla stazione di Treviglio. Ma quando una volante del commissariato è giunta sul posto, non ha trovato nessuno. Così gli agenti hanno interpellato il titolare del bar che si trova proprio all’esterno della stazione, il quale ha confermato la lite avvenuta tra due persone e l’intervento di una terza che ha avuto la peggio.

Sofferente e con il braccio sanguinolento, il ferito è stato trovato lungo i binari ed è stato portato all’ospedale. I poliziotti hanno chiesto al titolare del bar di avvertirli nel caso i due litiganti fossero ricomparsi in zona, infatti intorno alle 23.30 al 112 è arrivata una nuova chiamata che segnalava la presenza di 4 persone in zona, tra le quali c’era anche l’aggressore.

I quattro sono stati identificati e fotosegnalati e le immagini sono state mostrate al ferito, che ha riconosciuto la persona che lo aveva colpito con il sasso e con il coltello. Si tratta di S.A.T., marocchino di 25 anni, arrestato con l’accusa di lesioni aggravate.

Al giudice l’imputato ha dichiarato di essere lui la vittima, dato che il coltello apparteneva alla persona ferita. Ha detto che lunedì sera avevano litigato e lui era stato picchiato, così quando martedì sera lo ha visto gli è andato incontro per chiedergli il motivo dell’aggressione ed è a quel punto che, secondo la sua versione, sarebbe spuntata la lama. Il 25enne ha detto di essere scappato perché aveva paura e di non sapere come avesse fatto l’altra persona a ferirsi al braccio e al costato.

Il giudice, su richiesta del difensore, non ha convalidato l’arresto, in quanto avvenuto non in flagranza di reato ma due ore dopo i fatti. Ha però disposto il divieto di dimora in Bergamo e provincia ed ha rilasciato il nulla osta all’espulsione. Il processo con rito direttissimo è stato rinviato al 13 novembre.