Le iniziative
|Lara Magoni: “Regione Lombardia finanzierà le protesi ai disabili che vogliono fare sport”
Il sottosegretario allo Sport e ai Giovani di Regione Lombardia: “Approvata richiesta di un milione di euro. E vogliamo portare i ragazzi con difficoltà scolastiche nei centri di eccellenza sportiva delle forze dell’ordine”
Un finanziamento di un milione di euro per l’acquisto di protesi sportive per i disabili che vogliono praticare l’attività agonistica e un’iniziativa per portare gli alunni con difficoltà scolastiche a vivere i centri d’eccellenza sportivi della Guardia di Finanza. Sono i due nuovi progetti che Lara Magoni, sottosegretario a Sport e Giovani di Regione Lombardia, ha promosso in prima persona. Si tratta di due novità assolute nel panorama politico italiano, destinate inevitabilmente a dare un impulso al mondo degli sport paralimpici e ai ragazzi in difficoltà.
“Il tema di sport e giovani è sul tema di ogni amministrazione locale a livello mondiale”, afferma Lara Magoni, “L’Ansa ha dato un numero agghiacciante: 46mila suicidi tra gli adolescenti quest’anno in tutto il mondo. Sono numeri che fanno effetto”.
Come è cambiato l’approccio dei giovani al mondo sportivo?
“Sono convinta – e non lo dico perché ho fatto la campionessa e mi sono divertita – che lo sport è l’unico strumento che possiamo usare per far tornare il senso di aggregazione ai nostri figli. Oggi è più necessario di ieri: sono stata a Bruxelles a metà ottobre per cercare risorse da mettere in campo, perché da troppi anni lo Stato ha dimenticato lo sport. 50 anni fa era un diritto: io ero figlia di un muratore, ma potevo fare sport oggi non è così. Oggi per fare sport bisogna pagare”.
In questo senso Regione Lombardia come si è mossa?
“Mettendo in campo la dote sport, che è un contributo che va alle famiglie che hanno un ISEE basso per avere l’opportunità di iscrivere il figlio ad un percorso sportivo. È inserita nella legge 26/2014 all’articolo 5: c’è una percentuale destinata a bambini con disabilità, perché lo sport è irraggiungibile per tanti”.
“A tal proposito, a breve presenteremo un’altra iniziativa: Guido Bertolaso ha accolto la mia richiesta di 1 milione di euro per finanziare le persone disabili che vogliono praticare sport, attraverso protesi e ausili sportivi. La sanità nazionale garantisce la possibilità di deambulare con il basico, ma se se si vuole fare sport bisogna pagare una protesi, i cui prezzi sono altissimi. La disabilità rischia di creare isolamento. I parametri verranno portati a conoscenza a breve. Siamo la prima regione in Italia a mettere in campo questa iniziativa. L’ho presentata a Bruxelles al consigliere diplomatico europeo, che l’ha apprezzata”.
“Un altro progetto che abbiamo iniziato riguarda i giovani. Abbiamo preso alunni con difficoltà scolastiche e gli abbiamo proposto un percorso all’interno dei centri sportivi della Guardia di Finanza. Abbiamo raccolto 15 ragazzi e ragazze in tre strutture: Sabaudia, Castel Porziano, Predazzo. Su Bergamo sono stati accolti 13 ragazzi del Betty Ambiveri. L’eccellenza in questi centri è la legalità, il rispetto delle regole, con percorsi strutturati. Hanno fatto sport e hanno studiato. Ha funzionato: ho incontrato i ragazzi, uno mi ha detto che non aveva mai visto il mare e qui gli è stato concesso di vederlo. È un progetto che voglio allargare ad altri corpi e a tutte le province, perché è un ambiente che rappresenta un percorso di vita”.
A che punto è lo sport all’interno delle scuole?
“Il problema nasce dalle responsabilità, ci sono problemi che sono diventati sempre più pesanti. Ed è un altro problema che non c’era prima. In questa società avere lo sport in mano è difficile. Da gennaio faremo percorsi nelle scuole primarie per tutti in Lombardia. Sono sicura che sia un mezzo fondamentale. Come è fondamentale che le amministrazioni locali diano opportunità sportive, così come premi aziendali”.
Qual è lo stato di salute delle società sportive in Lombardia?
“Abbiamo dei numeri paurosi: 13mila impianti sportivi, per 12 capoluoghi e 1506 comuni, con 41mila spazi per attività sportive. Abbiamo impianti obsoleti. Ho chiesto al bilancio 100 milioni di euro, ma sono pochissimi. Non saranno mai sufficienti per tutti i palazzetti: abbiamo 25mila società sportive. I soldi della Regione non potranno mai sostenerle: fortunatamente c’è un territorio con aziende che credono nello sport. Gli sponsor per le società sono fondamentali. Il lavoro dei volontari è straordinario e quando verrà a mancare sarà un problema”.


