Dalla guerra alla Pacem in terris, incontro con don Ezio Bolis a Mapello
L’incontro “Dalla guerra alla Pacem in terris. Il cammino di Papa Giovanni XXIII”, ad accesso libero e gratuito, avrà inizio alle 20.30
Il nostro tempo s’incammina pericolosamente lungo due sentieri antitetici e del tutto complementari: l’uomo inteso come individuo o come dio, quest’ultima espressione volutamente scritta in minuscolo. Un’umanità segnata da capricci spacciati per diritti, succube inerme di mode e passatempi, del tutto privi di spessore e verità.
Società piegate al consumismo di merci, consacrate all’altare del mordi e fuggi, dimentica di sé, del proprio cammino, senza mete e orizzonti da agognare. L’uomo si trova immerso, inoltre, in una
complessità ultimamente non dominabile, faticando non poco a gestire, e a differenziare, il contesto del pubblico da quello del privato, l’apparenza dal reale, il sogno dall’incubo. Appare, pertanto, sempre più urgente recuperare “il principio che ogni essere umano è persona” (Giovanni XXIII, Pacem in terris), in possesso di “una natura dotata di intelligenza e di volontà libera; e quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura: diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili” (Op. cit.).
I diritti, e gli stessi doveri, non possono prescindere da quel legame fondativo e autentico, nonché originario, indicato dalla realtà dei valori morali e culturali: solo questo sodalizio consente di adottare uno sguardo differente nei confronti del fratello che soffre e che chiede aiuto, considerandolo portatore, e depositario, di una dignità iscritta nella storia, ma radicata nella grazia dell’Eterno. La guerra, le violenze, ogni forma di sopruso e di intolleranza, sono frutti amarissimi di una comune dimenticanza: gli uomini hanno obliato che “sono stati redenti dal sangue di Gesù Cristo, e [che] con la grazia sono divenuti figli e amici di Dio e costituiti eredi della gloria eterna” (Op. cit.).
La pace, non il semplice pacifismo, richiede di essere alimentata e realizzata con metodo, dalla politica, dalla società civile, da ogni singolo uomo o donna di “buona volontà”, desiderata e invocata, tanto nel pensiero quanto nella preghiera, in quanto frutto dell’opera umana e dono del Signore.
Questa sera, a Prezzate (Mapello), presso l’ex Chiesa di Sant’Alberto, Don Ezio Bolis, sacerdote della Diocesi di Bergamo, docente di Teologia Spirituale della Facoltà Teologica di Milano e del Seminario di Bergamo, nonché Direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII e Consultore del Dicastero Vaticano per la Dottrina della Fede e per le Cause dei Santi, terrà un’interessante lezione dal titolo “Dalla guerra alla Pacem in terris. Il cammino di Papa Giovanni XXIII”. L’incontro, ad accesso libero e gratuito, avrà inizio alle 20.30. Sarà una preziosa occasione per lasciarsi guidare, con competenza e profondità, a una più solida comprensione di uno dei testi più significativi del secolo scorso, un documento ancora utilissimo per decifrare “i segni dei tempi”, nella speranza che possa contribuire a “illumina[re] i responsabili dei popoli, affinché accanto alle sollecitudini per il giusto benessere dei loro cittadini garantiscano e difendano il gran dono della pace” (Op. cit.).



