Inflazione, per le famiglie bergamasche rincari per 1.318 euro
I dati Istat offrono un preciso quadro dell’aumento del costo della vita in tutte le città italiane: il nostro capoluogo si posiziona al ventunesimo posto, al di sopra della media nazionale
Bergamo. Un posizionamento che colloca il capoluogo orobico al settimo posto tra le province lombarde, parecchio al di sopra la media nazionale. L’Istat ha comunicato i dati territoriali dell’inflazione annuale di settembre, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori stila la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia in termini di aumento del costo della vita: Bergamo si classifica al ventunesimo posto con un incremento di 1318 euro all’anno per famiglia, causato da un’inflazione del +5%. Un dato inferiore rispetto a quello registrato a Milano – seconda in graduatoria con una spesa aggiuntiva di 1575 euro e un’inflazione al +5,8% -, ma minore anche di quelli emersi a Lodi, Lecco, Varese, Mantova e Como in Lombardia.
Notevole la differenza con la statistica relativa alla città di Brescia, che si colloca al di sotto della media nazionale (che si attesta a 1152 euro di incremento per un 5,3% di inflazione), alla 48esima posizione: la città sorella di Bergamo nell’anno della Cultura 2023 è (a pari merito con Cremona) la città lombarda che ha subito meno rincari, con una spesa aggiuntiva annuale di 1134 euro per famiglia e un +4,3% di valore.

In testa alla classifica la città di Genova: nel capoluogo ligure l’inflazione tendenziale registrata pari al +7,3% porta alla maggior spesa annuale aggiuntiva, equivalente a 1591 euro per una famiglia media.
Tra i capoluoghi di provincia, rovesciando la classifica, la città più economica d’Italia in termini di spesa aggiuntiva più bassa rimane Potenza, con l’inflazione più bassa dello stivale (+3,4%) e dove si spendono ‘solo’ 671 euro in media in più all’anno. Medaglia d’argento per Caserta, (+3,8%, 739 euro), gradino più basso del podio per Reggio Calabria (+4,2%, 784 euro).
Reggio Emilia, la prima città del Nord, si colloca al nono posto delle città più virtuose – 894 euro di spesa aggiuntiva con inflazione al 3,7% -, subito dopo Ancona, primo capoluogo del centro Italia.
Spostandoci su una panoramica regionale, la Liguria è per distacco la più ‘costosa’ d’Italia, con un’inflazione annua a +7,1%, e un aggravio medio annuale per famiglia pari a 1465 euro. A seguire proprio la Lombardia, dove la crescita dei prezzi del 5,3% causa un rialzo del costo della vita pari a 1377 euro. Medaglia di bronzo per il Piemonte (+6,2%, 1354 euro)
La regione più conveniente rimane la Basilicata, +3,4% e 658 euro di incremento annuale, seguita dal Molise (+4,7%, 861 euro) e dalla Puglia (+5,4%, 874 euro).



