La Valle del Lupo, un’area verde dove un tempo dominava il predatore
Farebbe notizia se uno di questi animali venisse avvistato nella Bassa, magari nei pressi di Treviglio dove però la presenza del mammifero è testimoniata da una serie di toponimi
Treviglio. Il lupo sta tornando gradualmente a ripopolare le nostre valli. Un pericolo per molti, anche se in realtà dovrebbe esser accolta come una notizia favorevole, considerata la caccia spietata che venne data al predatore nei secoli scorsi e che ha portato alla sua quasi totale scomparsa nelle nostre valli.
Sicuramente farebbe notizia se uno di questi animali venisse avvistato nella Bassa, magari nei pressi di Treviglio dove però la presenza del mammifero è testimoniata da una serie di toponimi fra i quali la misteriosa “Valle del lupo”.
Posta ai limiti del quartiere Geromina, l’area verde si estende per circa quaranta ettari ed è solcata da una serie di rogge che la rendono una zona dove potersi esulare dal ritmo frenetico del centro.
Un tempo la stessa zona era però la patria dei lupi che si spostavano in branco e a volte raggiungevano il centro cittadino, colpendo in particolare la zona occidentale dove all’epoca sorgeva il Lazzaretto.
La situazione non apparve particolarmente favorevole per l’animale che si ritrovò ad esser braccato dai trevigliesi, decisi a evitare ogni pericolo e pronti a dar vita a battute di caccia anche all’interno della stessa vallata.
Pure l’amministrazione comunale arrivò a sostenere tali operazioni tanto che mise una taglia sui predatori che partiva dalle 8 lire per un cucciolo passando per i 12 per un esemplare maschio e arrivava a 18 se si uccideva una femmina.
Proprio a causa di questa intensa attività, il lupo abbandonò definitivamente Treviglio nel 1830 lasciando le proprie tracce soltanto nei nomi dei luoghi da esso un tempo abitati.



