Consiglio comunale
|Bergamo “città educante”: la scuola come fulcro attrattivo e di comunità al centro del Pgt
Sono 35 le schede, costruite in collaborazione con il Politecnico di Milano, per mappare la città secondo la dislocazione dei poli del sapere. L’assessore Valesini: “Con questo piano dei servizi, questi ultimi passeranno da 18 a 28 al metro quadro”.
Bergamo. Rinforzare la scuola dentro un sistema di servizi più ampi, declinando il centro urbano a “Città educante”. Come? Mappando la città stessa, in 35 schede, che consentono di partire dal mondo scuola, intesa come fulcro della vita comunitaria e come polo attrattivo, per costruirci attorno la Bergamo del domani. Il tutto secondo la volontà e quindi anche la possibilità conseguente di poter fare della pianificazione urbanistica e dei suoi investimenti le basi di una progettazione a lungo termine. Questi gli indirizzi politici dell’amministrazione Gori sottesi al piano dei servizi contenuti al capitolo scuola che diventa uno dei fulcri, delle leve per immaginare il domani del capoluogo. Con tutta l’intenzione, come sottolineato dall’assessore all’Istruzione Loredana Poli, di “aiutare e incentivare i cittadini residenti a Bergamo di fare famiglia. Meglio qui che altrove. Una sfida importante che trova la sua idea e il suo valore proprio nella scuola e nell’educazione come punti valoriali di partenza”.
Una vera e propria rivoluzione, anche culturale, che parte anche dalla consapevolezza che “oggi esiste una concreta destrutturazione della visione da parte dei genitori per cui per agevolare e contribuire in maniera vera e concreta al vivere quotidiano della collettività, è bene – continua l’assessore Poli -, costruire servizi buoni e vicini che partono proprio dalle necessità primarie, di dettaglio. Serve un servizio accurato che aiuti le persone a ritrovarsi”.
La sfida del tema scuola, all’interno del nuovo Pgt portato in aula per la prima sera della maratona di Consiglio Comunale, vuole così provare a declinare la città del futuro nella possibilità di vivere bene grazie anche a servizi e focus specifici su spazi dedicati alle famiglie con figli e anche a quelle che desiderano farli. L’azione parte proprio dalla base, dalla fascia 0-6 anni, per costruire i servizi e ripensare alla città. Mappando non solo le strutture ad appannaggio comunale, ma anche i servizi privati”.
“L’affondo sul tema scuola nasca dal presupposto che è parte integrante del piano dei servizi e quindi parte del Pgt. Abbiamo ragionato partendo dalle scuole, ad oggi presenti in 56 unità, intese come edifici, questi ultimi di proprietà comunale, della scuola materna, elementare e media, quindi di primo grado, oltre appunto ai nidi comunali.
Descrivere l’educazione nella città significa portarle tutte a raccordo. E per questa ragione, cercando di fare un lavoro di sintesi per dare un indirizzo anche politico di rinnovamento, il lavoro dell’amministrazione ha incontrato quello dell’Università di Milano. Il tema è quello delle scuole aperte, con progetti specifici: l’idea è che ci sia una presenza diffusa che porti nei quartieri una serie di servizi, una sorta di hub di quartiere.
E se il Pgt mette al centro le scuole non è solo per il loro valore simbolico, ma perché l’attenzione è sul riconoscimento delle stesse come micro comunità, nella convinzione che l’investimento e il rapporto vada rafforzato per garantire un presidio pubblico di crescita culturale e di consapevolezza, anche delle famiglie. Oltre a questo, poi, la capacità di fare rete nel territorio con i quartieri”.
Rinforzare la scuola dunque dentro un sistema di servizi più ampi. Una città che educa attraverso la presenza della scuola, che diventa polo attrattivo. Perché l’obiettivo dell’amministrazione è mettere al centro la famiglia. L’idea e il valore della scuola e dell’educazione come punto valoriale.
Paola Savoldi, docente di Urbanistica del Politecnico di Milano: “Carta della città educante” è l’orizzonte complessivo del tema della scuola dentro il nuovo Pgt. Abbiamo lavorato insieme all’amministrazione per creare 35 mappe, meglio definite come Cluster, per mappare una serie di punti sui servizi sportivi, infrastrutture relative al mondo culturale, religiosi e sociali, quelli rivolti agli anziani, ai giovani, aggiungendo anche strade pubbliche, piazze e aree verdi. Oltre a tutte le scuole. L’idea è che ci siano dei luoghi di concentrazione dei servizi che partano dalle scuole, ma che sviluppino come funzioni aggreganti. Luoghi che possano essere abitati e riqualificati secondo le esigenze dei cittadini, generando servizi capaci di rimanere al passo con i tempi e che corrispondano alle necessità delle persone”.
Francesco Valesini, assessore alla Riqualificazione Urbana: “Il piano dei servizi punta sulla casa e sulla scuola. Ed è importante perché va ad aggiornare i servizi di progetto, di ricognizione dopo ben 13 anni, migliorando la condizione attuale, che peraltro è già soddisfacente: ad oggi sono 18 al metro quadro per abitante, secondo i limiti di legge, ma la previsione del Pgt è quella di portarli a 28 metri quadri per abitante. Praticamente il doppio.
Questo piano dei servizi tende a mettere insieme e a far parlare l’intervento urbanistico e il piano delle opere pubbliche, con quest’ultimo che risponde anche ai bisogni più diretti.
L’utilità di queste schede che abbiamo creato insieme al Politecnico è proprio quella di dare una veste più strategica oltre che un cronoprogramma all’amministrazione in grado di garantire una visione anche in termini di investimenti più a lungo termine. Mappe che non rappresentano più solo un mero strumento di catalogazione, ma anche di intervento. Un vademecum per orientare le scelte di bilancio in termini di trasformazione della città”.





