Logo

Temi del giorno:

Un’iniziativa, attesa da oltre 20 anni, che ha il sapore della riqualificazione urbana, ma apre al futuro di un centro cittadino che mira a vivere e respirare il sapere

Bergamo. Una forma di restituzione alla città, per una Bergamo che investe sulla cultura e per la cultura, in una visione complessiva volta a ridisegnare, in un connubio perfetto di appartenenza e modernità, una delle arterie principali del centro urbano. Una partita giocata nel tempo del futuro, ma con l’intenzione e la concretezza del presente.

E, soprattutto, con audacia. Con una volontà certa, ambiziosa e propulsiva, ma anche con un senso della misura che ha portato i diversi attori di questa avventura a permettere, alla città, di regalare una nuova casa dell’arte a GAMeC.

Artefici del tutto, l’amministrazione comunale, targata Gori bis, un prestigioso studio di architettura dal guizzo vincente, un formidabile rapporto di partenariato costruito su una comunione d’intenti tra Palazzo Frizzoni e Intesa San Paolo e una buona dose di investimenti raccolti con intelligenza e sagacia, grazie ai fondi del PNRR.

Una summa di fattori a beneficio di un progetto atteso da anni. Una nuova galleria d’arte moderna. Una vera e propria Agorà, come ama definirla il suo direttore Lorenzo Giusti.

Un’operazione tanto ambiziosa quanto audace, come ha ben detto Nadia Ghisalberti, assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, che, nella sua narrazione, ha disegnato le linee di una città che cambia volto grazie ad un imponente intervento di rigenerazione urbana, non secondo per importanza all’allora riqualificazione del Teatro Donizetti e del Centro Piacentiniano.

Un progetto lungo e complesso, fortemente voluto, che ha il sapore non solo di una mera trasformazione urbanistica, piuttosto di un lascito per la Bergamo del futuro. Un lavoro certosino, di concertazione, nel quale ciascuno ci ha messo del suo. E il cui risultato è a dir poco stupefacente.

E non una semplice forma di mecenatismo. Molto di più. Un progetto che spinge l’acceleratore sulla possibilità di investire in cultura, a beneficio di una comunità, per il bene collettivo. Investire in cultura per farne uno strumento di dialogo, per avvicinare ed essere attrattivi. Investire in cultura per allargare gli orizzonti, per cambiare passo. Perché la trasformazione del Palazzetto, di cui comunque si conserverà la bellezza primitiva, non rappresenta un cambio di attribuzione dell’edificio, ma il principio di una svolta. Collettiva. Sulle orme della Capitale della Cultura.

Spargere semi per raccoglierne i frutti, un domani. E’ il senso dell’operazione che vede GAMeC mettere in mostra, per una volta, se stessa. Riempire di contenuti, ma anche di visi e di storie, una nuova casa dell’arte contemporanea che sarà per tutti non solo patrimonio dal respiro internazionale, ma dono per chi sceglierà di entrarci e appassionarsene.

Vita nuova in un luogo magico della città, incastonato tra due borghi storici e a fianco di una ritrovata Montelungo.

Una cittadella della cultura, un polo che respira e si nutre di sapere. Dove le nuove collezioni, permanenti e non, si accompagneranno al vociare dello studentato, di lì a due passi, al respiro del verde e alla tradizione che si mescolerà a innovazione.

La nuova Gamec