Il Museo della Radio e Televisione della Rai arriva al Donizetti con Raffa in the Sky
Al centro dell’allestimento un pezzo completamente nuovo: una consolle multimediale, programmata dal Centro Ricerche Rai, con pulsanti per selezionare i filmati e gli audio da riprodurre su radio e televisori
Bergamo. La radio e la televisione hanno raccontato RaffaellaCarrà, ora è il mito della Carrà stesso a raccontare la storia della radio e della televisione italiana. Per la prima volta assoluta il Museo della Radio e Televisione della Rai porta le sue meraviglie fuori da Torino e sceglie Bergamo.
È stata svelata martedì 26 settembre al Teatro Donizetti la mostra interattiva che accompagna Raffa in the Sky, lo spettacolo dedicato alla stella italiana dello spettacolo e per la prima volta commissionato da una città Capitale della Cultura. Un museo gratuito ed esperienziale, che invita il pubblico ad interagire per rivivere un passato di ricordi legati a schermi e apparecchi che hanno segnato un’epoca. Modelli di radio dagli anni ’20 agli anni ’50, i televisori dal 1960 ai giorni nostri – a partire dai classici in bianco e nero -, una macchina da riprese e due microfoni, di cui uno datato 1926. Al centro dell’allestimento un pezzo completamente nuovo: una consolle multimediale, programmata dal Centro Ricerche Rai, con pulsanti per selezionare i filmati e gli audio da riprodurre su radio e televisori. Sono frammenti unici, dal primo annuncio radiofonico della storia italiana a quello indimenticabile della fine della seconda guerra mondiale, senza dimenticare le magiche edizioni di Sanremo. La mostra racchiude le emozioni di cento anni di storia nel Ridotto Gavazzeni del Teatro per celebrare la fondazione del Museo della Radio e Televisione Rai, inaugurato trent’anni fa nel 1993 e oggi diventato anche studio televisivo.
In questo viaggio nel passato la protagonista è sempre Raffaella Carrà. Il Teatro ospita infatti una selezione degli iconici abiti indossati dalla Pelloni a Canzonissima nel ’71 e nel ’74, e tutti i contenuti proposti nell’esposizione sono ispirati a lei e ai valori che ha saputo trasmettere alla società italiana: gentilezza, amore, leggerezza. Il segreto del Museo – specifica la direzione – sta proprio nella sua eleganza e femminilità.











