Logo

Temi del giorno:

“Ol Pinetù” di Roncobello, storia di un abete salvato dall’amore di un padre

Il noto abete bianco presenta dimensioni del tronco decisamente inusuali per la specie, il tutto dovuto alla sua esistenza plurisecolare e alla vicenda che gli ha consentito di sopravvivere alla mano dell’uomo

Roncobello. Chi non conosce la zona probabilmente non lo noterà nemmeno, eppure “Ol Pinetù” di Roncobello spicca nel bel mezzo della radura che costeggia la strada verso le Baite di Mezzeno.

Il noto abete bianco presenta dimensioni del tronco decisamente inusuali per la specie, il tutto dovuto alla sua esistenza plurisecolare e alla vicenda che gli ha consentito di sopravvivere alla mano dell’uomo.

All’inizio del Novecento l’albero preso di mira da un pastorello della zona, giunto nei pressi dello stesso probabilmente per far pascolare i propri animali oppure per cercare funghi e frutti di bosco, ma soprattutto deciso a lasciare un segno del proprio passaggio.

Vedendo colpito dall’altezza imponente dell’abete che tocca quasi i cinquanta metri e da una circonferenza di quattro, il giovane prese un falcetto e vi incise il proprio nome al fine che potesse esser notato da tutti.

Il destino fu però crudele con il ragazzo che, una volta chiamato alle armi per la Prima Guerra Mondiale, perse la propria vita in combattimento lasciando il proprio ricordo nella corteccia del vegetale brembano.

Quelle poche parole incise nel tronco sono rimaste anche un punto a cui aggrapparsi per il padre che per anni si presentò nei pressi dell’abete commuovendosi ogni volta che passava di fronte al nome del figlio.

Negli Anni Venti il proprietario del bosco decise di vendere il legname presente sul terreno e abbattere di conseguenza anche “Ol Pinetù” nonostante il ridotto valore economico attribuito all’abete bianco.

Non appena il padre del pastore venne a conoscenza di questa decisione, si presentò al proprietario dell’albero proponendogli di acquistarlo in cambio del prezzo ricavabile dalla legna prodotta.

Quest’ultimo accettò salvando così la vita a “Ol Pinetù” diventando un simbolo per tutti coloro che vengono a conoscenza di una storia tanto curiosa quanto romantica.

Fonti

AA.VV., I grandi alberi. Monumenti vegetali della terra bergamasca, Bergamo, Provincia di Bergamo, 2006