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A Bergamo la riunione del comitato mondiale Tenaris: e a Dalmine si sciopera per la sicurezza

Dopo cinque anni quasi un centinaio di delegati sindacali provenienti da Argentina, Canada, Guatemala, Brasile, Uruguay, Indonesia, Svizzera, Romania e ovviamente Italia si sono ritrovati per confrontarsi su tematiche comuni: il 20 settembre l’astensione dal lavoro

Dopo cinque anni di assenza, è tornato riunirsi lunedì 18 settembre a Bergamo il comitato mondiale Tenaris, struttura di quasi un centinaio di delegati sindacali provenienti da Argentina, Canada, Guatemala, Brasile, Uruguay, Indonesia, Svizzera, Romania (alcuni collegati da remoto), oltre naturalmente ai rappresentanti degli stabilimenti italiani, in rappresentanza di tutto il mondo Tenaris, alla ricerca di un confronto e di soluzioni per le situazioni che ogni realtà presenta.

E quasi contestualmente per la sede di Dalmine è stato annunciato uno sciopero unitario di 8 ore che si svolgerà mercoledì 20 settembre, durante tutta la giornata lavorativa, per richiamare l’attenzione sul tema della sicurezza: in tutti gli altri siti italiani (Costa Volpino, Arcore e Piombino) le ore di astensione dal lavoro saranno invece 4, le ultime di ciascun turno, che avranno come obiettivo quello di sbloccare la contrattazione integrativa.

“La mobilitazione di questa settimana – spiega la Cgil di Bergamo – arriva dopo il confronto tenuto il 13 settembre nell’ambito della trattativa in corso da diversi mesi  per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Lo stesso giorno dell’incontro si era registrato a Dalmine anche un grave infortunio che ha coinvolto un operaio di 27 anni di una ditta esterna, rimasto ferito mentre era impegnato in un’operazione di manutenzione di un macchinario nel reparto Ftm. Un secondo infortunio è accaduto poi venerdì 15 settembre, durante il turno notturno, quando un lavoratore è precipitato da un’altezza di circa tre metri”.

Nell’incontro di lunedì mattina ha preso la parola il segretario generale della Fiom-Cgil di Bergamo AndreaAgazzi che, dopo aver ripercorso le tappe degli ultimi anni di relazioni sindacali in Tenaris, ricordando in particolare la trattativa per il rinnovo del precedente integrativo aziendale, poi raggiunto nei primi giorni del 2019, e l’impatto che il Covid ha avuto sull’azienda.

comitato mondiale tenaris

“In merito alla trattativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale, timidi passi avanti sono stati mossi – ha spiegato Agazzi -. L’azienda ha recepito alcune questioni poste dalla delegazione sindacale ma su diversi altri temi le posizioni restano distanti. Da qui la decisione di indire lo sciopero del 20 settembre, a cui si è poi aggiunto il tema della sicurezza, alla luce dei due infortuni gravi. Quello della sicurezza resta un tema per noi centrale. Nonostante tutti gli sforzi fatti risulta indispensabile una profonda analisi rispetto all’elevato numero di incidenti gravi avvenuti nelle ultime settimane e mesi. Dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti utili per ridurre i rischi”.

“È un importante momento di confronto fra i delegati delle aziende di Tenaris e Ternium per discutere delle situazioni dei vari siti sparsi per il mondo, occasione che si aggiunge alle riunioni periodiche del Comitato aziendale europeo. L’obiettivo, a circa 15 anni dall’istituzione del Comitato, è sempre quello di fare riconoscere a Tenaris e Ternium l’esistenza stessa e la legittimità del lavoro del Comitato, come strumento di confronto in merito alle condizioni di lavoro dei vari stabilimenti, e in merito a temi che riguardano la stabilizzazione del lavoratori precari, l’orario di lavoro, il salario e la sicurezza”.

“È per noi un’occasione importante poter incontrare  in presenza ed  in remoto i delegati e i sindacalisti degli stabilimenti Tenaris dislocati nel mondo – ha aggiunto Simone Frigeni, coordinatore nazionale Tenaris Fim Cisl -. Il comitato permette di avere un confronto franco sulle situazioni lavorative, la sicurezza, gli investimenti e le difficoltà e lotte sindacali di ogni singolo Paese. Le situazioni sono davvero diverse ed in alcuni paesi sono davvero complicate. È importante quindi che da questo comitato si possa costruire una rete di comunicazione e informazione snella che permetta in tempo reale di far conoscere a tutti i componenti le situazioni che vengono a determinarsi. Ci aspettano nuove sfide nella contrattazione aziendale – conclude il sindacalista bergamasco – e il comitato mondiale deve essere il giusto strumento di supporto alla loro realizzazione”.

“Molti le questioni comuni con gli altri Paesi – ha evidenziato il segretario generale Uilm Metalmeccanici Lombardia Vittorio Sarti – che dopo la pandemia ci si trova ad affrontare: la guerra Russia ucraina, i mutamenti geopolitici la transizione energetica. Quindi, temi come il reddito (recupero potere d’acquisto), riduzione dell’orario di lavoro (per affrontare la transizione e lavorare tutti), la sicurezza sono temi comuni. Non dimentichiamo che la transizione non colpisce solo il settore auto ma anche la siderurgia, benchè in Italia l’80% di energia è prodotta con forni elettrici”.

“Non dimentichiamo che in altri paesi i salari e gli orari di lavoro sono decisamente sfavorevoli per i lavoratori – ha sottolineato il Segretario Uilm Bergamo Emilio Lollio – Noi stiamo cercando di sbloccare la situazione dei contratti integrativi che sono incagliati. Fermeremo i lavori con uno sciopero di 8 ore per la sicurezza a Dalmine il giorno 20 (Dalmine che ha registrato due incidenti gravi) mentre negli altri siti lo sciopero sarà di 4 ore proprio per vedere di sbloccare la situazione dei contati integrativi. e in questa direzione”.