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Al mercato protagonista l’uva da tavola: prepara un gustoso arrosto di tacchino

Molto apprezzata dalla clientela, si trova nel vivo della produzione: l’assortimento è ampio e spazia fra varietà chiare e scure, ma vi sono anche quelle rosate

Bergamo. È l’uva da tavola il prodotto della settimana al mercato ortofrutticolo bergamasco. Molto apprezzata dalla clientela, si trova nel vivo della produzione: l’assortimento è ampio e spazia fra varietà chiare e scure, ma vi sono anche quelle rosate.

La disponibilità è abbondante: ce n’è per ogni gusto e per tutte le tasche. La maggior parte del raccolto ha origine nazionale e arriva dalle regioni italiane meridionali e un ruolo da protagonista spetta alla Puglia.

Fra le tipologie chiare si segnalano Italia, Italia 2, Pizzutella, Regina e Vittoria, mentre fra le scure spicca la Michele Palieri, una delle più diffuse nel nostro Paese. La sua maturazione avviene tra l’inizio e la metà di settembre, mentre per quanto riguarda le caratteristiche si contraddistingue per gli acini grandi e allungati, la buccia spessa, la polpa croccante e il sapore delicato.

Riscuotono successo le varietà senza semi, in grado di soddisfare i palati più esigenti.
Oltre all’uva da tavola è presente e discretamente richiesta anche quella da vino.

Dando uno sguardo più in generale al mercato ortofrutticolo, si confermano vivaci le compravendite dei fichi, che giungono in gran parte da Puglia, Sicilia e Basilicata. I prezzi sono stabili con qualche lieve diminuzione a seconda dei quantitativi presenti sulla piazza.

Sono molto apprezzati anche i fichi d’India. La loro produzione si intensifica e iniziano i primi approvvigionamenti dei Bastardoni, fichi d’India ottenuti dalla seconda fioritura delle piante, tardivi e più ricchi di polpa, fragranti e succulenti.

Tendono a essere piuttosto scarsi i quantitativi delle fragole, che provengono soprattutto dal Trentino e dal Veronese. A causa della scarsità dei volumi le quotazioni sono in lieve risalita a fronte di una buona qualità considerando che siamo fuori stagione.

Resiste il mercato delle pesche e delle nettarine. Reperibili nelle varietà tardive, si fanno ancora apprezzare per il buon livello qualitativo. L’assortimento è ricco, soprattutto per quanto riguarda le pezzature e i valori di mercato sono stabili con qualche centesimo in più per le nettarine, che sono come maggiormente richieste.
Dal punto di vista geografico, si può contare sulla merce Made in Italy e su quella estera, in prevalenza spagnola.

È abbondante e variegata la presenza delle susine, differenti per varietà e dimensioni. Arrivano soprattutto dall’Emilia Romagna e hanno prezzi stabili con qualità elevata.

Prosegue la campagna dei meloni, di buon pregio nonostante la stagione si avvicini al termine. Gli esemplari arrivano in gran parte dal Mantovano ai quali si affiancano quelli tardivi francesi. A livello economico non si rilevano significative differenze di costo fra la merce a buccia liscia e quella retata.

Intanto compaiono i primi meloni gialli invernali, con prezzi e qualità nella media per il periodo.

Si avvia verso la conclusione la campagna produttiva delle angurie, che sonno originarie quasi esclusivamente dal Mantovano. I prezzi sono in discesa e costituiscono un’occasione da cogliere per gli amanti di questi frutti, anche perché il livello qualitativo rimane alto.

Passando al comparto orticolo, sono piuttosto limitati i quantitativi di fagiolini e questo spinge le quotazioni verso l’alto. Gli areali di riferimento sono Emilia Romagna e Lombardia.

Si annota una soddisfacente offerta di peperoni. Il prezzo che riesce a spuntare il prodotto nazionale è inferiore perché risulta meno selezionato rispetto a quello olandese. In alternativa vi è il raccolto polacco, a corredo di una merce in grado di accontentare tutta la clientela.

È dinamico il mercato dei pomodori con prezzi stabili e un livello qualitativo di prim’ordine. Abbondano quelli da salsa dalla Puglia, che sono fra i più richiesti perché molte persone amano preparare la conserva in casa, apprezzandone appieno le caratteristiche organolettiche.

Crescono le richieste delle zucche, che arrivano dal Mantovano, in particolar modo nella varietà Delica.

Sono stabili le zucchine, con una vasta scelta per tipologia e pezzature, mentre i luoghi d’origine sono collocati nel Veronese.

Per concludere, c’è una significativa disponibilità di merce a km zero proposta dalla produzione locale.

La ricetta

ARROSTO DI TACCHINO ALL’UVA BIANCA

Tratta dal blog di GialloZafferano
https://blog.giallozafferano.it/crisemaxincucina/arrosto-di-tacchino-alluva-bianca/

Ingredienti
Per 4 persone

– petto di tacchino 800/900 g
– uva bianca 1 grappolo
– Vino bianco secco 40 ml
– Salvia 10 foglie
– Rosmarino 2 rametti
– farina o 40 g
– Olio extravergine d’oliva 3 cucchiai
– Sale q.b.
– Pepe q.b.

Preparazione

Lavate gli aromi, togliete il rametto centrale al rosmarino e tritateli non troppo finemente, se gradite potete utilizzare quelli secchi, in questo caso mettetene un cucchiaio raso per ogni tipo.

In un piatto mettete la farina, aggiungete gli aromi tritati e girate bene.
Asciugate bene il petto di tacchino, togliete le eventuali parti grasse e passatelo nella farina con gli aromi, facendoli aderire bene alla carne.

In una casseruola mettete l’olio extravergine di oliva con lo spicchio dell’aglio, fatelo insaporite ed aggiungete il petto di tacchino, fatelo rosolare da tutti i lati, salatelo bene.
Quando l’arrosto è ben rosolato sfumate con il vino bianco, quando è evaporato abbassate la fiamma e portatelo a cottura, se necessario aggiungete del brodo caldo o in alternativo dell’acqua calda.

Mentre l’arrosto cuoce lavate gli acini dell’uva, divideteli a metà e togliete i semi interni.
Quando l’arrosto è a fine cottura aggiungete gli acini dell’uva bianca e fate cuocere ancora 4/5 minuti in modo che si insaporiscano bene, regolate di sale e pepe.
Servite l’arrosto a fette con un po’ di uva bianca.

NOTE

Se volete rendere ancora più originale questa portate, togliete l’arrosto di tacchino dalla casseruola, alzate la fiamma ed aggiungete un cucchiaio di zucchero agli acini dell’uva, girate bene e fate cuocere per qualche minuti in modo che lo zucchero sciolga bene ed inizi a caramellarsi un po’, servitelo sopra la carne, una vera prelibatezza.