La novità
BCC Milano, nuova sede a Bergamo nel prestigioso Palazzo Rezzara: “Ma non rinunciamo alle filiali nelle valli”
Sarà la capo area di riferimento per tutto il territorio che oggi conta circa settemila soci
Bergamo. “Apriamo in una zona nevralgica della vita cittadina e non abbiamo alcuna intenzione di chiudere filiali, tantomeno nelle Valli”: così Giuseppe Maino, presidente di BCC Milano inaugura idealmente (quella ufficiale è in programma sabato 9 settembre) la capo area dell’istituto di credito a Bergamo, nella prestigiosa location di Palazzo Rezzara, in via Papa Giovanni XXIII 104, sapientemente riadattata da Plan Studio.
Lo ribadisce con orgoglio perché in questo periodo storico mercato e trend dicono esattamente l’opposto: BCC Milano, invece non vuole smantellare il proprio network periferico, consapevole della propria forza da un lato e del ruolo sociale che rappresenta dall’altro.
Tutti motivi di soddisfazione per Maino: “Bergamo ha tutte le qualità per essere una grande città ma conserva anche le caratteristiche tipiche di un piccolo centro e questo è sicuramente un pregio, un paradigma nel quale il credito cooperativo si riconosce. Siamo legati a Bergamo per un naturale interesse verso un territorio in perfetta contiguità con Milano: siamo arrivati un anno fa in una condizione di servizio, tipico della banca del territorio che impiega sul territorio circa il 95% di quanto raccoglie. Una banca del territorio che non fa profitti per rimpinguare le casse degli azionisti, ma per reinvestire sul territorio stesso. L’asse di collegamento tra Milano e Bergamo è un crocevia straordinario di lavoro, innovazione, produzione, un asset economico fondamentale per la Lombardia e per l’intero Paese che non poteva rimanere privo del contributo di una banca del territorio. Oggi festeggiamo i nostri 70 anni e a distanza di un anno dalla fusione del giugno 2022 abbiamo pienamente centrato gli obiettivi che ci eravamo dati nell’allora piano industriale, con solide basi per riconsegnare a Bergamo un grande progetto di banca del territorio”.
Da un lato l’anima bancaria, quella dei settemila soci bergamaschi sui 26mila totali, e dall’altra quella sociale, espressione della mission della banca che in un anno ha visto donazioni liberali per il territorio da oltre 530mila euro.
“Ed altre sono in progettazione – aggiunge Maino – Cerchiamo di erogare servizi a cittadini e imprese, perché vogliamo essere opportunità e non ostacolo, volano di crescita e non freno burocratico. Sul territorio ci sono altre BCC, con le quali non c’è alcuna rivalità perché tutti facciamo riferimento a Iccrea: con loro faremo sicuramente impieghi in pool gestiti dalla capogruppo e parallelamente impieghi in solitaria. Non andremo a occupare spazi geografici dove già ci sono altre BCC del gruppo”.
Il direttore Beretta e il presidente MainoTra orgoglio e responsabilità anche le parole del direttore generale Giorgio Beretta: “La scelta della sede è tanto importante quanto impegnativa – ammette – Abbiamo tre punti in città e qui razionalizzeremo la struttura, in una sede da oltre mille metri quadri in un palazzo che in sede di ristrutturazione ha richiesto particolari attenzioni. A un anno dal nostro arrivo in provincia siamo riusciti a centrare l’obiettivo di portare la capo area in centro a Bergamo. Veniamo da un buon 2021, un 2022 molto soddisfacente e un primo semestre 2023 con risultati che inorgogliscono e che riteniamo un punto di partenza per nuove sfide. Che affronteremo con alla spalle una banca che, grazie all’inclusione di Bergamo e Valli, ha oltre 6 miliardi di raccolta diretta e indiretta, 2,5 miliardi di impieghi, il 18% dei quali erogati su Bergamo. I volumi sono interessanti, una volta ben entrati sull’area di Bergamo crediamo possano essere ulteriormente incrementati. Ci arriviamo con un conto economico che sta dando soddisfazione, con semestrale da 31 milioni di utile netto che non va visto solo come prodotto dell’aumento dei tassi ma anche come il frutto di un lavoro partito anni fa e che aveva una visione globale. Vogliamo coltivare il network nelle Valli e svilupparlo per renderlo ancora più forte, in sinergia con la città. Bergamo negli ultimi anni è rimasta orfana di banche che erano di riferimento: per noi era il momento buono e opportuno per inserirsi nel tessuto locale e crediamo ci siano tutti i presupposti per fare bene”.
Anche sul futuro Beretta ha le idee chiare: “Gli obiettivi sono sfidanti – sottolinea – Rispetto a qualche mese fa c’è più di una nuvola all’orizzonte, ma non prevediamo tempeste o burrasche a brevissimo termine. I segnali di allarme ci sono e l’attenzione è massima perché le previsioni macroeconomiche dei prossimi anni sono un po’ meno rosee. Abbiamo però spalle forti per continuare a fare bene anche in contesti più complicati rispetto all’attuale”.
Effettivamente anche BCC Milano sta notando una richiesta di credito inferiore: “Soprattutto da parte delle aziende. Non siamo noi a tirare la cinghia, ma proprio gli imprenditori che sono molto attenti e oculati nei nuovi investimenti”.
Un’ultima battuta il presidente Maino la dedica ai provvedimenti allo studio del governo: “Contributo di solidarietà che sarà richiesto alle banche? Una sorta di tassa sugli extra profitti che richiede attenzione nella misura in cui potrebbe portare a erodere parte del patrimonio già accumulato. Non siamo preoccupati per l’entità perché siamo una banca solida con un patrimonio da 400 milioni toccato in semestrale. Dovremmo scontare oltre 5 milioni come Bcc Milano se dovessero passare alcuni emendamenti ma non c’è alcuna preoccupazione a livello di stabilità”.

