Sostenibilità ambientale
Risparmia, riusa, ricicla: con sei bauli colmi degli oggetti dei nonni, è più facile imparare!
Un progetto della cooperativa Yellow Boat rivolto ai bambini della scuola dell’infanzia. Il Presidente Ranica: “Gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono a portata di mano”
Sei bauli per insegnare ai bambini le tre “R”: risparmia, riusa, ricicla. Ci ha pensato la cooperativa sociale Yellow Boat, che ha portato nelle scuole dell’infanzia della Scuola di Presezzo sei bauli colmi di oggetti di uso comune in passato, sconosciuti ai più piccoli. “Per testimoniare come si poteva vivere senza sprechi. Perché attraverso gli oggetti del passato possiamo trasmettere messaggi legati alla sostenibilità ambientale e alla cura del pianeta: come è possibile riusare, riciclare, risparmiare? Perché non riparare le cose, quando è possibile?” spiega Alvaro Bozzolo, presidente di Yellow Boat.

Grazie a questo progetto, realizzato grazie al contributo della Fondazione della Comunità Bergamasca, sono stati organizzati tre laboratori distribuiti su sei ore. Sei sono anche i bauli, corrispondenti ad altrettanti temi e materiali: acqua, carta, plastica, legno, tessuto e cibo. Cosa contengono questi bauli? “Oggetti che usavano le nonne e i nonni dei bambini che abbiamo incontrato nelle scuole. Come un telefono, una macchina da scrivere, un mortaio, molti attrezzi da cucina, un asse per lavare i vestiti a mano, e così via” continua Bozzolo. Così il messaggio di un futuro sostenibile va a braccetto con “la memoria storica, che viene mantenuta viva, favorendo l’apprendimento delle conoscenze, stimolando la curiosità e la cooperazione tra pari. I bauli con vecchi oggetti sono il mezzo attraverso i quali presentare e proporre modelli e stili di vita possibili, allenare ad atteggiamenti virtuosi ed affrontare temi che caratterizzeranno il futuro delle nuove generazioni”. Una volta a casa, poi, ogni bambino racconta cosa ha imparato a scuola e da lì “la famiglia ci mette del suo, perché si sente coinvolta, i nonni sono stimolati a raccontare, generazioni differenti si avvicinano. Anche per i bambini arrivati in Italia da altri Paesi, che non sono pochi nelle nostre scuole, è un’occasione di scoperta, per esempio quando gli educatori si soffermano sui modi di cucinare del passato. Certamente, quando si apre un baule, l’euforia è di tutti”. Anche perché i più piccoli imparano a guardare oggetti di uso comune in modo nuovo: vestiti usati possono diventare abiti di scena nell’improvvisarsi attrici e attori, con i cd si possono costruire delle trottole, con le bottiglie di plastica ci si può inventare dei giochi da tavolo e anche una vecchia cornice può servire per esprimere la propria creatività.

Il progetto della cooperativa Yellow Boat è diretta appendice del progetto “Galleria delle piccole cose”, finanziato con il Bando EduCare dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento Politiche per la Famiglia, cha ha consentito di raccogliere e catalogare i vecchi oggetti utilizzati per la realizzazione dei laboratori (vedi www.galleriadellepiccolecose.it). I sei bauli sono stati portati anche al Festival della Sostenibilità, che si è tenuto a Bergamo nel maggio scorso.
“Il progetto di Yellow Boat ci dimostra che gli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile sono a portata di mano” dichiara Osvaldo Ranica, presidente della Fondazione della Comunità Bergamasca. “Le risorse per fare educazione alla sostenibilità sono nei racconti delle nonne e dei nonni e tra le mani di chi, quegli oggetti, li ha usati tutti i giorni, solo poco tempo fa. Ci è sembrato importante sostenere un progetto che ha riconosciuto il valore di una ricchezza così vicina a noi e che contribuisce a rafforzare i legami all’interno di una comunità”.


