Un bergamasco alle sorgenti del Mississippi, la straordinaria storia di Giacomo Costantino Beltrami
La storia di Giacomo Costantino Beltrami in un nuovo spettacolo in cantiere in autunno
Bergamo. Due secoli fa come oggi, il 31 agosto 1823, Giacomo Costantino Beltrami (1779-1855), patriota deluso dalla Restaurazione, esploratore bergamasco, raggiunge una delle sorgenti del fiume Mississippi dopo un’incredibile viaggio, tanto faticoso quanto pericoloso, nel dedalo di acquitrini che fanno da cornice al grande fiume.
In questo e altri viaggi raccoglie un’eccezionale collezione di manufatti indiani, oggi di inestimabile valore, che compongono una preziosa collezione esposta al museo di Storia Naturale Caffi di Bergamo. Giacomo Costantino Beltrami è tra i pochissimi occidentali capaci di comprendere spiritualità, cultura e doti artistiche dei nativi americani, che i suoi contemporanei considerano solo selvaggi da sterminare o “civilizzare”. Al punto che molti ritengono sia stato lui a ispirare a James Fenimore Cooper “L’ultimo dei Mohicani”, classico della letteratura divenuto anni fa film di grande successo.
“La sua vera impresa è stata l’aver percorso quel territorio inesplorato con una sensibilità eccezionalmente moderna: registrando testimonianze di prima mano sul degrado che il contatto con i bianchi stava provocando tra gli indiani, in particolare con l’alcolismo. Ma soprattutto, raccogliendo e inviando in Italia a più riprese armi, utensili, indumenti e decorazioni”, dichiara Cesare Marino, antropologo già allo Smithsonian Institution di Washington, curatore del diario di viaggio dell’esploratore bergamasco (“La scoperta delle sorgenti del Mississippi”, Biblioteca del Vascello), reduce dalle celebrazioni dedicate a Beltrami negli USA, dove oggi una contea del Minnesota porta il suo nome.
“È incredibile come un solitario esploratore romantico dell’Ottocento abbia tanto da insegnarci oggi, su come guardare il mondo e immaginare il futuro. Coraggioso e curioso, Beltrami seppe vedere quel che gli altri non vedevano grazie alla cultura umanistica che da Illuminista portò con sé dall’Italia sulla Frontiera del West”, dice Roberto Bonzio, che da anni indaga sul talento di innovatori italiani di ieri e di oggi con storytelling e viaggi d’ispirazione, col progetto Italiani di Frontiera (www.italianidifrontiera.com), che ha in cantiere per l’autunno, in collaborazione con Marino, uno nuovo spettacolo di cui Beltrami sarà figura centrale.
Roberto Bonzio e Cesare Marino con una copia del diario di viaggio di Beltrami da lui curatoL’evento sarà integrazione ideale alle celebrazioni previste per il bicentenario a Bergamo e nel Maceratese, dove l’esploratore visse a lungo e morì nel 1855.
Info: Italiani di Frontiera, Roberto Bonzio rbonzio@gmail.com, 348.0817472




