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Il gran caldo non ferma gli agricoltori bergamaschi: “Anticipano il lavoro, nei campi all’alba”

Lavoro al mattino presto, pause e tanta acqua fresca: così si fronteggiano anche le giornate più torride. Solo un’azienda ha chiesto la cassa integrazione (di tre giorni) a causa delle temperature elevate

Bergamo. Orari di lavoro anticipati, aree ombreggiate per le pause e formazione del personale per prevenire e gestire i malori causati dal caldo. Senza dimenticare, ovviamente, l’assunzione costante di acqua fresca. Sono questi i provvedimenti messi in atto dalle aziende agricole bergamasche per tutelare i lavoratori dalle temperature record di quest’estate e continuare le attività sul campo.

Le misure di prevenzione per gestire il rischio dello stress da calore nelle imprese del settore sono contenute in un piano mirato di prevenzione dello Spisal (Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) di Regione Lombardia, che si occupa di prevenzione e controllo della salute negli ambienti di vita e di lavoro. Le indicazioni del vademecum si incentrano soprattutto sulle aziende di orticoltura e della frutticoltura che durante l’estate sono occupate nelle attività di raccolta sul campo, e che sono dunque maggiormente esposte al rischio di malori.

Secondo quanto è emerso dall’ultima analisi di Coldiretti sui dati Isac Cnr nei primi sette mesi dell’anno, il 2023 si classifica fino ad ora in Italia al terzo posto tra gli anni più caldi dal 1800 – dopo le estati del 2022 e del 2018 – con una temperatura superiore di 0,67 gradi la media storica da quando sono iniziate le rilevazioni nel 1800.

Nonostante le giornate estive spesso roventi, i lavoratori bergamaschi non si sono dati per vinti, e hanno proseguito con le loro attività nel rispetto delle indicazioni dell’ATS: “Tra le nostre 1100 aziende associate solo una ha chiesto una cassa integrazione (di tre giorni) per il caldo – racconta Francesco Tassetti, vicedirettore di Confagricoltura Bergamo –. Per fronteggiare le alte temperature, la maggior parte delle aziende agricole ha anticipato l’orario di inizio della giornata lavorativa, iniziando verso le 5.30 o le 6 del mattino”.

“L’agricoltura è un settore particolare e non sempre i lavori possono essere sospesi: anche nei mesi estivi la mungitura e la cura degli animali deve essere assicurata e le operazioni in campo si devono fare nel momento giusto per evitare che i raccolti vadano persi – dichiara il presidente di Coldiretti Bergamo Gabriele Borella –. Per gli imprenditori agricoli, però, è molto importante garantire il benessere e la sicurezza dei propri collaboratori, soprattutto quando il caldo è particolarmente opprimente. Le aziende adottano quindi strategie specifiche, come l’adozione di dispositivi di protezione, il raffrescamento degli ambienti di lavoro e flessibilità per la raccolta dei prodotti”.

Un’estate bollente quella di quest’anno, ma che secondo la direzione di Coldiretti Bergamo avrebbe causato meno disagi rispetto alle raffiche di grandine di luglio: “I danni di quest’anno, più che dal caldo, arrivano dalle grandinate: il mais di alcune aree della Bassa, infatti, sta maturando più velocemente e non riesce a riprendersi in maniera ottimale. Questa situazione comporta un inevitabile aggravio dei costi di produzione dovute a ulteriori operazioni di irrigazione”.

“Discorso diverso invece per gli animali – prosegue Coldiretti Bergamo in una nota – che a causa delle alte temperature bevono di più e si alimentano di meno. Abbiamo constatato un evidente calo nell’accrescimento di bovini e suini, che in alcuni casi arriva anche al 20%. Intanto sono già state messe in atto tutte le contromisure per aiutare gli animali ad affrontare il caldo: sono attivi ventilatori, doccette e sistemi di raffrescamento. Gli allevatori stanno intervenendo anche sulle razioni alimentari, somministrando pasti più leggeri ricchi di fibre e potassio, dati un po’ per volta per invogliare gli animali a nutrirsi senza appesantirsi e aiutarli così a resistere alla calura”.

Gli ultimi giorni di agosto saranno particolarmente caldi, ma non fermeranno i lavori nei campi. “L’obiettivo primario è sempre quello di tutelare i lavoratori – conclude Tassetti – e finora non sono stati riportati casi di malori, svenimenti e colpi di calore”.

Le aziende bergamasche avrebbero dunque fatto tesoro delle strategie di Spisal, nel rispetto di chi – quasi ogni giorno – si impegna per far arrivare beni di qualità sulle nostre tavole.